Il loro discorso ha una sua logica: vogliono avere degli introiti garantiti e mediamente costanti. Ora non è così e i bilanci dipendono totalmente dagli sponsor. Sembra che il sistema attuale abbia solo svantaggi e quello in studio solo vantaggi. Ma anche una ipotetica nuova lega di squadre dovrà lottare per i soldi, esattamente come adesso. Invece di "sudare" per le sponsorizzazioni, dovranno lavorare per la vendita dei diritti televisivi (ma con un peso maggiore nella trattativa).
Quando si parla di questi argomenti viene sempre portato l'esempio virtuoso (calcio inglese, F1) mai gli esempi quasi fallimentari (calcio italiano, spagnolo, rugby inglese ecc).
Zeeman (e gli altri come lui) forse è convinto di avere un bilancio garantito e potersi dedicare di più alla gestione sportiva vera ma credo sia una pia illusione quella di poter dimenticare le fatiche per chiudere i bilanci. Se una ipotetica lega ciclistica diventa come la Lega di Serie A Zeeman rimpiangerà i bei tempi dei supermercati Jumbo.
Ora ci sono sponsor decennali: Movistar (2011), AG2R (1998), FDJ (1997!), Quickstep (2003), cofidis (continuativamente dal 1997 ma era presente già prima), Hansgrohe tra squadra e sponsor di gare di ciclocross se non investe da 20 anni poco ci manca. Quindi, probabilmente, anche il sistema attuale qualche vantaggio sembra darlo.