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<blockquote data-quote="sembola" data-source="post: 7819830" data-attributes="member: 1912"><p>Qualche nome viene in mente anche a me <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";-)" title="Icon Wink ;-)" data-shortname=";-)" /></p><p>Il tuo ragionamento filerebbe , se non fosse che Remco è "poco amato" in modo trasversale anche dai tifosi/appassionati di paesi che non sono mai stati oggetto di gesti dell' ombrello, basta frequentare un po' di social internazionali per rendersene conto. Anche in Belgio non è amato in modo incondizionale, anzi.</p><p></p><p>Certamente paga l'esasperata ricerca dell' "erede di Merckx" in un paese che respira ciclismo, dove la pressione è esagerata. Io ero in Belgio quando debuttò al Giro e Schepdaal pareva una città di partenza di una tappa da quanti striscioni, bandiere e manifesti c'erano in giro. Paga anche l'esasperazione portata dai meccanismi dei social, per cui non puoi non essere visibile ma diventi inevitabilmente un bersaglio per frustrati e bastiancontrari. Ovviamente son cose</p><p>che certo non dipendono da lui o comunque sulle quali ha poca possibilità di influire.</p><p></p><p>Però, e mi ripeto, un po' ci mette del suo: per tornare all'episodio che citi, non c'era alcuna necessità di fare l'ombrello ad uno che ti ha battuto in modo del tutto regolare, sfruttando una normalissima tattica di gara. E non ce n'era neanche di sbracciare platealmente verso un collega che, del tutto legittimamente, non collabora seguendo i propri interessi.</p><p></p><p>Posso capire una reazione "sopra le righe" in una situazione altrettanto fuori regola, tipo uno che "parcheggia" la bici nel lunotto di un'auto che ha rischiato di farti ammazzare <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";-)" title="Icon Wink ;-)" data-shortname=";-)" /> ma per normali dinamiche od accadimenti di corsa ho qualche difficoltà.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="sembola, post: 7819830, member: 1912"] Qualche nome viene in mente anche a me ;-) Il tuo ragionamento filerebbe , se non fosse che Remco è "poco amato" in modo trasversale anche dai tifosi/appassionati di paesi che non sono mai stati oggetto di gesti dell' ombrello, basta frequentare un po' di social internazionali per rendersene conto. Anche in Belgio non è amato in modo incondizionale, anzi. Certamente paga l'esasperata ricerca dell' "erede di Merckx" in un paese che respira ciclismo, dove la pressione è esagerata. Io ero in Belgio quando debuttò al Giro e Schepdaal pareva una città di partenza di una tappa da quanti striscioni, bandiere e manifesti c'erano in giro. Paga anche l'esasperazione portata dai meccanismi dei social, per cui non puoi non essere visibile ma diventi inevitabilmente un bersaglio per frustrati e bastiancontrari. Ovviamente son cose che certo non dipendono da lui o comunque sulle quali ha poca possibilità di influire. Però, e mi ripeto, un po' ci mette del suo: per tornare all'episodio che citi, non c'era alcuna necessità di fare l'ombrello ad uno che ti ha battuto in modo del tutto regolare, sfruttando una normalissima tattica di gara. E non ce n'era neanche di sbracciare platealmente verso un collega che, del tutto legittimamente, non collabora seguendo i propri interessi. Posso capire una reazione "sopra le righe" in una situazione altrettanto fuori regola, tipo uno che "parcheggia" la bici nel lunotto di un'auto che ha rischiato di farti ammazzare ;-) ma per normali dinamiche od accadimenti di corsa ho qualche difficoltà. [/QUOTE]
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