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Allenamento
Metodologie di allenamento
problema di affanno iniziale
Testo
<blockquote data-quote="gianni.tendola" data-source="post: 1786313" data-attributes="member: 8990"><p>Il fenomeno che descrivi capita normalmente quando vi è una massiccia richiesta di produzione di energia all'inizio di un allenamento con partenza veloce o a inizio gara, perchè il meccanismo aerobico non è ancora pronto a dare il meglio di sè. Questo succede per la lentezza di questo meccanismo che risponde con inerzia alla sollecitazione, cioè il muscolo non riesce a utilizzare l'ossigeno che gli arriva nonostante la iperventilazione e, sembra paradossale, riesce a captarlo quando vi è una certa produzione di acido lattico in circolo e la frequenza cardiaca comincia a salire come se si sbloccasse, dopo cioè che lo sforzo è stato protratto per diversi minuti. Ecco perchè occorre fare un bel riscaldamento prima di aumentare il ritmo, o "rompere il fiato" come si usa dire in gergo con un serie di progressioni veloci e brevi con altrettanti recuperi 30"/30", 60"/60" di tipo intermittente o una salita breve in progressione fino al massimo. Prova ne sia che, come riferisci tu, nella seconda salita il problema non si ripresentava perchè la "potenza" del meccanismo aerobico è andato a regime.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="gianni.tendola, post: 1786313, member: 8990"] Il fenomeno che descrivi capita normalmente quando vi è una massiccia richiesta di produzione di energia all'inizio di un allenamento con partenza veloce o a inizio gara, perchè il meccanismo aerobico non è ancora pronto a dare il meglio di sè. Questo succede per la lentezza di questo meccanismo che risponde con inerzia alla sollecitazione, cioè il muscolo non riesce a utilizzare l'ossigeno che gli arriva nonostante la iperventilazione e, sembra paradossale, riesce a captarlo quando vi è una certa produzione di acido lattico in circolo e la frequenza cardiaca comincia a salire come se si sbloccasse, dopo cioè che lo sforzo è stato protratto per diversi minuti. Ecco perchè occorre fare un bel riscaldamento prima di aumentare il ritmo, o "rompere il fiato" come si usa dire in gergo con un serie di progressioni veloci e brevi con altrettanti recuperi 30"/30", 60"/60" di tipo intermittente o una salita breve in progressione fino al massimo. Prova ne sia che, come riferisci tu, nella seconda salita il problema non si ripresentava perchè la "potenza" del meccanismo aerobico è andato a regime. [/QUOTE]
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