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Professionisti vs. Amatori - Una tappa a confronto
Testo
<blockquote data-quote="Pivens" data-source="post: 2213828" data-attributes="member: 2354"><p>Senza restringere il campo esclusivamente alle doti atletiche, ci sono tante altre cose che ad un amatore, anche di alto livello, possono mancare (o nelle quali l'amatore può essere carente rispetto al pro) che in molti nemmeno considerano. Voi (generalizzo, non mi riferisco in particolare a nessuno) parlate delle gare come se esistesse solo la salita. Per la mia (piccola) esperienza (ovviamente non Pro, ma prima Under, poi Elite) non è così: in pianura la differenza di ritmo tra un pro ed un amatore (anche evoluto quanto volete) è abissale. Per spiegare un minimo (in maniera comunque riduttiva), per "ritmo" intendo la capacità di smaltire le cinghiate e le continue accelerazioni, che, anche solo negli under, non hanno nulla a che vedere con quelle a cui sono abituati gli amatori. Gare Udace o granfondo che siano. Oltre a questo chi ha provato, sa bene che le "maglie" del gruppo negli amatori sono una cosa, negli elite-U23 tutta un'altra. Tradotto, saper stare in gruppo negli amatori, non significa saperci stare "veramente". A leggere mi sembra che molti pensino che in pianura basti stare a ruota, ma nella realtà non funziona esattamente così. O almeno, col tempo s'impara, ma se prendi un amatore, anche forte, e lo metti in un gruppo di pro, è facilissimo che in pianura finisca a fondo gruppo a spe corare. E non c'è bisogno di prenderne uno troppo impedito. </p><p>Tutto sto casino, per dire che se prendete un granfondista e lo mettete a fare una gara pro, è probabile che prima della salita sia gia andato fuori giri un po di volte...E magari quando arriva alla salita salta in aria.</p><p>Giusto per non essere frainteso, non sto dicendo che gli amatori non vanno avanti, solo che sono modi di correre molto diversi, e che non potete paragonare le vam e dire, in base a quelle, che negrini darebbe x a basso (ovviamente ho fatto un esempio a caso) o viceversa.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Pivens, post: 2213828, member: 2354"] Senza restringere il campo esclusivamente alle doti atletiche, ci sono tante altre cose che ad un amatore, anche di alto livello, possono mancare (o nelle quali l'amatore può essere carente rispetto al pro) che in molti nemmeno considerano. Voi (generalizzo, non mi riferisco in particolare a nessuno) parlate delle gare come se esistesse solo la salita. Per la mia (piccola) esperienza (ovviamente non Pro, ma prima Under, poi Elite) non è così: in pianura la differenza di ritmo tra un pro ed un amatore (anche evoluto quanto volete) è abissale. Per spiegare un minimo (in maniera comunque riduttiva), per "ritmo" intendo la capacità di smaltire le cinghiate e le continue accelerazioni, che, anche solo negli under, non hanno nulla a che vedere con quelle a cui sono abituati gli amatori. Gare Udace o granfondo che siano. Oltre a questo chi ha provato, sa bene che le "maglie" del gruppo negli amatori sono una cosa, negli elite-U23 tutta un'altra. Tradotto, saper stare in gruppo negli amatori, non significa saperci stare "veramente". A leggere mi sembra che molti pensino che in pianura basti stare a ruota, ma nella realtà non funziona esattamente così. O almeno, col tempo s'impara, ma se prendi un amatore, anche forte, e lo metti in un gruppo di pro, è facilissimo che in pianura finisca a fondo gruppo a spe corare. E non c'è bisogno di prenderne uno troppo impedito. Tutto sto casino, per dire che se prendete un granfondista e lo mettete a fare una gara pro, è probabile che prima della salita sia gia andato fuori giri un po di volte...E magari quando arriva alla salita salta in aria. Giusto per non essere frainteso, non sto dicendo che gli amatori non vanno avanti, solo che sono modi di correre molto diversi, e che non potete paragonare le vam e dire, in base a quelle, che negrini darebbe x a basso (ovviamente ho fatto un esempio a caso) o viceversa. [/QUOTE]
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