Ero in griglia rosa, percorso lungo!
Ovviamente tu, conoscendo VPMV, non crederai nemmeno ad una delle sue parole, ne sono certo

Scherza, scherza....valli a fare pure tu sti benedetti 9 colli, e poi se sarai ancora vivo ne riparleremo di stima!!!
Ecco cosa mi ha convinto, disgraziatamente, a fare il lungo....
Giornata calda, gente splendida, un fiume di ciclisti unico da ammirare..... una esperienza sicuramente da ricordare.
Per quanto mi riguarda, ero indeciso, dato il mio scarso livello di forma attuale, se fare il percorso medio o lungo.....poi mi sono ricordato della minaccia di Carlos e ho scelto.
Alla biforcazione tra i due percorsi (poco dopo il Barbotto) arrivo fresco e galvanizzato (avevo quasi 24 km/h di media, con 95 km e 1800 mt di dislivello).
Se avessi scelto il corto, mi avrebbero aspettato solo altri 30 km di pianura, e la prospettiva di chiudere la mia prima esperienza con una media di 27-28 km/h (se si prende il gruppetto giusto, questa impennata di media non è impossibile).
Ma, come detto, Carlos mi aveva minacciato, dunque.....scherzi a parte, mi stimolava troppo l'idea di testarmi sul lungo, per vedere cosa fosse davvero questa gara. Non poteva essere solo questo, non poteva essere questa la causa della sua fama. Per cui, al bivio giro a destra e imbocco il percorso lungo.
Oltre il Barbotto (cattivo, si, ma con 90 km nelle gambe ancora fattibile), col passare dei km, mi accorgevo che quella era la vera manifestazione, quella più genuina, e quella era la vera gara, quella con se stessi. Il percorso da 130 km è un'altra cosa. Solo 4 Colli (con in ogni caso 1870 mt di dislivello totale) non rendono giustizia della bellezza dei paesaggi, e dato l'affollamento delle strade si trasformano in una festa, bella e piacevole quanto si vuole, ma in ogni caso non paragonabile, come bellezza e capacità di mettersi alla prova, al percorso che stavo affrontando.
Insomma, i primi 100 km sono stati una festa passata in compagnia; la sfida vera, quella con se stessi, con la fatica, con il tempo che scorre, con il caldo e la strada che si impenna, arrivavano ora.
Ogni colle in più che inanellavo era uno stimolo ad andare avanti, ogni ristoro un momento per bagnarsi (c'era gran caldo), mangiare e guardare sulla cartina cos'altro mi aspettava.
Perticara, ma soprattutto Monte Pugliano, sono stati due veri e propri incubi.
In particolare l'ultimo, a causa della lunghezza: ben 10 km abbastanza costanti (mentre il Perticara sale più irregolare, dando la possibilità di rifiatare) con punte al 12% e con quasi 3000 mt di dislivello già nelle gambe.
L'ultima salita, infine, il Gorolo, è, a detta di alcuni, addirittura più dura del Barbotto, anche perchè affrontata con le energie al lumicino.
A me è sembrata ugualmente dura, anche se sul mio giudizio pesa il fatto di averla affrontata con molta grinta ed adrenalina perchè nn vedevo l'ora di finire le salite

Dopo l'ultimo colle, ultimo ristoro e poi via in discesa da solo, nella speranza di trovare qualcuno con cui far gruppetto fino all'arrivo....proprio alla fine della salita, trovo un simpatico signore e subito dopo si aggrega un tedesco con prolunghe da crono sul manubrio....inutile dire che sarà lui ad accollarsi quasi tutto l'onere di giungere al traguardo.
Insomma, percorso lungo, fatto in puro spirito rando...ovvero con l'obiettivo di arrivare. E dato il mio stato di forma, sceso paurosamente da metà aprile in poi causa impegni e viaggi vari, non poteva che essere così.
Non credevo fosse così dura. L'ho chiusa in 11 ore soste incluse, senza crisi di fame e solo un lievissimo accenno di crampi sull'ultimo colle, il mitico e cattivissimo Gorolo.
Questa esperienza mi ha insegnato una cosa: mai fidarsi delle parole di Carlos!:rosik::rosik:
Quando abbiamo fatto le rando gli ho chiesto più volte quanto fosse duro il percorso della 9 colli, e lui "tranquillo, è meno duro della 200 e della 400 (le rando pedalate assieme)"......:rosik::rosik::rosik:
Vi dirò di più: non sono solo i 9 colli a rendere la gara così dura. Oltre questi colli, tra questi colli, c'è tutta una serie di saliscendi che non hanno mai fine.
Insomma, a parte i primi 25 km e gli ultimi 30 pianeggianti, di pianura che consenta di rifiatare a ruota non se ne vede mai. E questo ha il suo peso nell'economia della gara, perchè il dislivello si accumula anche in quei momenti che, stando alla cartina del percorso, dovrebbero essere dedicati a rifiatare.
Giusto per darvi un metro di paragone, la 200 di salerno aveva 2000 mt di dislivello reali, la 400 di ginosa 3000 mt, questa benedetta 9 colli ha 3870 mt di dislivello reali!!!! Pensavo sul sito fosse dichiarato un dislivello fittizio, invece nulla, più precisi dei tanti tedeschi con cui ho condiviso le fatiche.
Insomma, le conclusioni del racconto sono:
1-arrivare venerdi sera a Cesenatico è stata la cosa giusta perchè sabato (la vigilia) è una giornata piena di eventi da vivere lì

2-mai credere alle parole del sir:rosik:
3-fidatevi dell'organizzazione della gf, sono tipi seri

4-La vera Nove Colli è solo il percorso completo di 205 km. Ed è davvero dura, quasi 4000 mt di dislivello....una vera tappa alpina