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Rapporto sram 46/33 10/28 o 48/35 10/33
Testo
<blockquote data-quote="jak7" data-source="post: 6847255" data-attributes="member: 88478"><p>lo so cosa dice Sram e il discorso è nato proprio da lì. </p><p>Ho detto che dal punto di vista dello sviluppo metrico il discorso su carta vale, ma nella pratica, considerando andature medie, percorsi medi e così via, con il 50 pedali meglio abbinandolo a un pignone della cassetta posteriore più grande a parità di cadenza e velocità.</p><p>Considerando questo, il 50/37 con il 10/33 ti dà le stesse opportunità del 48/35 con il 10/28 (non mi ricordo esattamente dove sia la differenza di rapporto tra i due) con la possibilità di lavorare con i rapporti meno incrociati.</p><p>Lo dico con cognizione di causa perché ho avuto entrambi e potendomi definire un ciclista medio che usa la bici spesso e fa giri medi (100/120 km dai 1200 ai 2000 d+) e pedala abbastanza bene in termini di cadenza e agilità perché me lo impongo e ci faccio caso a ogni uscita, ti dico che PERSONALMENTE ho notato questa differenza. </p><p>Il 48-10 non è un rapporto che utilizzi per passeggiare ovviamente, ma si usa eccome, soprattutto quando si esce in gruppo, si rilancia, passi per percorsi vallonati e in alcuni casi devi spingere. </p><p>Con il 50 ti trovi a lavorare nelle stesse condizioni con il 13 e la catena è meno incrociata e il giro e la torsione intorno alla cassetta è notevolmente minore. Questo vale via via con gli altri rapporti fino a un punto in cui le differenze si assottigliano. Il 50-10 non è il 48-10 e ti trovi a utilizzarlo molto molto di meno.</p><p>E' lo stesso identico ragionamento che abbiamo fatto tutti quando siamo passati dal 50/34 al 52/36 iniziando ad andare in bici, sia perché la gamba ti permetteva di spingere rapporti più duri sia perché nel contesto dell'efficienza della pedalata si è passati a combinazioni che consentivano di fare una pedalata più tonda con un rapporto più grande davanti e uno più grande e soprattutto più centrale dietro per consentire un minor incrocio di catena e una minore torsione nel punto del pignone posteriore.</p><p>Come sensazione provata su strada dopo un paio di migliaio di km ho sentito la stessa esigenza anche per il passaggio dal 48/35 al 50/37, pur avendo trovato il 48 un'ottima soluzione, divertente e molto efficace in alcune condizioni di strada e di percorso che ti consentono praticamente di fare quasi tutto come se fosse un mono corona (il vero neo è nelle cassette posteriore il salto dal 24 al 28, eccessivo, sarebbe stato meglio sacrificare un rapporto centrale e metterne uno intermedio).</p><p>E' evidente che è anche un discorso personale ma: (a) non pedalo a 60/70 rpm ma sto esattamente nella media; (b) non sono Froome ma neanche un fermone; (c) non sono un maniaco dei numeri e delle cifre a vado molto a sensazione; (d) credo che la maggior parte di coloro che seguono il forum si avvicinano molto alle mie caratteristiche; (e) lo sviluppo metrico sulla carta è una cosa, l'utilizzo pratico è un'altra in quanto la tabella di Sram è effettivamente affidabile sugli estremi e non sulle combinazioni intermedie che dipendono dalla condizione, caratteristiche, stato, esigenze, etc., di chi pedala.</p><p>Per questo mi sento di consigliare questa scelta.</p><p>Ho preso all'inizio il 48 proprio perché mi sono basato sulla tabella di Sram; quando sono passato al 50 (aumentando dietro dal 28 al 33 perché come ti dicevo la bici la uso anche in montagna in estate e ad esempio sul Giau salendo con il 28 in alcuni punti mi è sembrato troppo leggero ma come scendevo sul 24 troppo troppo duro) ho capito che quella era la soluzione migliore pur non essendo un professionista o un agonista che deve fare gare a gogo. </p><p>Ho letto che alcuni pro si sono fatti fare da Sram misure diverse (più grandi davanti e senza il 10 dietro); non so se per le stesse ragioni, ora cerco l'articolo e vi faccio sapere.</p><p>Fidatevi perché l'ho provato su me stesso...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="jak7, post: 6847255, member: 88478"] lo so cosa dice Sram e il discorso è nato proprio da lì. Ho detto che dal punto di vista dello sviluppo metrico il discorso su carta vale, ma nella pratica, considerando andature medie, percorsi medi e così via, con il 50 pedali meglio abbinandolo a un pignone della cassetta posteriore più grande a parità di cadenza e velocità. Considerando questo, il 50/37 con il 10/33 ti dà le stesse opportunità del 48/35 con il 10/28 (non mi ricordo esattamente dove sia la differenza di rapporto tra i due) con la possibilità di lavorare con i rapporti meno incrociati. Lo dico con cognizione di causa perché ho avuto entrambi e potendomi definire un ciclista medio che usa la bici spesso e fa giri medi (100/120 km dai 1200 ai 2000 d+) e pedala abbastanza bene in termini di cadenza e agilità perché me lo impongo e ci faccio caso a ogni uscita, ti dico che PERSONALMENTE ho notato questa differenza. Il 48-10 non è un rapporto che utilizzi per passeggiare ovviamente, ma si usa eccome, soprattutto quando si esce in gruppo, si rilancia, passi per percorsi vallonati e in alcuni casi devi spingere. Con il 50 ti trovi a lavorare nelle stesse condizioni con il 13 e la catena è meno incrociata e il giro e la torsione intorno alla cassetta è notevolmente minore. Questo vale via via con gli altri rapporti fino a un punto in cui le differenze si assottigliano. Il 50-10 non è il 48-10 e ti trovi a utilizzarlo molto molto di meno. E' lo stesso identico ragionamento che abbiamo fatto tutti quando siamo passati dal 50/34 al 52/36 iniziando ad andare in bici, sia perché la gamba ti permetteva di spingere rapporti più duri sia perché nel contesto dell'efficienza della pedalata si è passati a combinazioni che consentivano di fare una pedalata più tonda con un rapporto più grande davanti e uno più grande e soprattutto più centrale dietro per consentire un minor incrocio di catena e una minore torsione nel punto del pignone posteriore. Come sensazione provata su strada dopo un paio di migliaio di km ho sentito la stessa esigenza anche per il passaggio dal 48/35 al 50/37, pur avendo trovato il 48 un'ottima soluzione, divertente e molto efficace in alcune condizioni di strada e di percorso che ti consentono praticamente di fare quasi tutto come se fosse un mono corona (il vero neo è nelle cassette posteriore il salto dal 24 al 28, eccessivo, sarebbe stato meglio sacrificare un rapporto centrale e metterne uno intermedio). E' evidente che è anche un discorso personale ma: (a) non pedalo a 60/70 rpm ma sto esattamente nella media; (b) non sono Froome ma neanche un fermone; (c) non sono un maniaco dei numeri e delle cifre a vado molto a sensazione; (d) credo che la maggior parte di coloro che seguono il forum si avvicinano molto alle mie caratteristiche; (e) lo sviluppo metrico sulla carta è una cosa, l'utilizzo pratico è un'altra in quanto la tabella di Sram è effettivamente affidabile sugli estremi e non sulle combinazioni intermedie che dipendono dalla condizione, caratteristiche, stato, esigenze, etc., di chi pedala. Per questo mi sento di consigliare questa scelta. Ho preso all'inizio il 48 proprio perché mi sono basato sulla tabella di Sram; quando sono passato al 50 (aumentando dietro dal 28 al 33 perché come ti dicevo la bici la uso anche in montagna in estate e ad esempio sul Giau salendo con il 28 in alcuni punti mi è sembrato troppo leggero ma come scendevo sul 24 troppo troppo duro) ho capito che quella era la soluzione migliore pur non essendo un professionista o un agonista che deve fare gare a gogo. Ho letto che alcuni pro si sono fatti fare da Sram misure diverse (più grandi davanti e senza il 10 dietro); non so se per le stesse ragioni, ora cerco l'articolo e vi faccio sapere. Fidatevi perché l'ho provato su me stesso... [/QUOTE]
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