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<blockquote data-quote="Airone del Chianti" data-source="post: 733277" data-attributes="member: 2350"><p>Ora rispondo a te, Ede e Magoo (scusate se non l'ho fatto ieri ma non si può essere sempre collegati...<img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /> ).</p><p>Premetto che non sono un professionista del settore ma solo un "esperto" formatosi con letture e sperimentazioni&adattamenti personali.</p><p>Quando alleni la forza produci inevitabilmente acido lattico (anche se lavori al fondo medio) per la scarsa ossigenazione periferica. Se dopo un lavoro di forza continui la ripetuta a una più alta cadenza (e con una maggiore frequenza cardiaca e con un maggior consumo di ossigeno) abitui l'organismo non solo a una migliore sopportazione del lattato ma anche a un suo riutilizzo come carburante tramite la re-sintesi dell'ATP che viene utilizzata come carburante risparmiando il glicogeno muscolare: in una parola alleni la Resistenza Aerobica, cioè la capacità di lavorare per un tempo maggiore a potenze di soglia. Dal punto di vista fisico quello che avviene (nel lungo periodo ovviamente e con la costanza di questo protocollo di allenamento) è l'incremento del numero dei capillari sanguigni, la cd. vascolarizzazione. La sensazione di questo la si avverte con il famoso bruciore di gambe che si avverte p.es. nella fase finale di una ripetuta F&O in bici o di una serie discendente in palestra. Con un maggiore concentrazione di capillari aumenta la capacità generale dell'organismo di traportare ossigeno ai muscoli e quindi di migliorare la Potenza Aerobica.</p><p>Se fatto un lavoro di forza (Massimale, Submassimale o Dinamica che sia) si procede subito al recupero non si ottiene nessun incremento né della Potenza Aerobica né della Resistenza Aerobica.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Airone del Chianti, post: 733277, member: 2350"] Ora rispondo a te, Ede e Magoo (scusate se non l'ho fatto ieri ma non si può essere sempre collegati...:mrgreen: ). Premetto che non sono un professionista del settore ma solo un "esperto" formatosi con letture e sperimentazioni&adattamenti personali. Quando alleni la forza produci inevitabilmente acido lattico (anche se lavori al fondo medio) per la scarsa ossigenazione periferica. Se dopo un lavoro di forza continui la ripetuta a una più alta cadenza (e con una maggiore frequenza cardiaca e con un maggior consumo di ossigeno) abitui l'organismo non solo a una migliore sopportazione del lattato ma anche a un suo riutilizzo come carburante tramite la re-sintesi dell'ATP che viene utilizzata come carburante risparmiando il glicogeno muscolare: in una parola alleni la Resistenza Aerobica, cioè la capacità di lavorare per un tempo maggiore a potenze di soglia. Dal punto di vista fisico quello che avviene (nel lungo periodo ovviamente e con la costanza di questo protocollo di allenamento) è l'incremento del numero dei capillari sanguigni, la cd. vascolarizzazione. La sensazione di questo la si avverte con il famoso bruciore di gambe che si avverte p.es. nella fase finale di una ripetuta F&O in bici o di una serie discendente in palestra. Con un maggiore concentrazione di capillari aumenta la capacità generale dell'organismo di traportare ossigeno ai muscoli e quindi di migliorare la Potenza Aerobica. Se fatto un lavoro di forza (Massimale, Submassimale o Dinamica che sia) si procede subito al recupero non si ottiene nessun incremento né della Potenza Aerobica né della Resistenza Aerobica. [/QUOTE]
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