Respirazione

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via col vento
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probabilmente chi ti ha insegnato la corretta respirazione ignora tutte le discipline orientali che di respirazione hanno fatto il loro credo, e insegnano il contrario.
 

Leikon

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Bella discussione :-)
Facendo parte di un coro polifonico, conosco un minimo di respirazione diaframmatica. In bici ne ho constatato l'utilità nel recupero dai fuori soglia. Tre boccate e torno subito nei parametri.
 

iceman06

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vorrei chiedere a New e leikon (ed altri) come posso accorgermi, anche a riposo, se effettuo correttamente il metodo citato sopra da Shinkansen.

la domanda magari è stupida, ma se inspiro:
-espando la cassa toracica alta, ma la zona vita si arrotiglia molto (tipo immagini delle pubblicità alpine)
-faccio la pancetta e la parte superiore del tronco resta "immobile"

In questo periodo di uscite blande ripensavo ai vecchi consigli del forum sulla respirazione, ma basta far un minimo "la pancia" a respirare? come sò se uso il diaframma e i suoi "vantaggi" o se faccio errori?
grazie
 

Leikon

Apprendista Cronoman
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grazie dario....spiega spiega....
Se fossi venuto a prendere il caffè oggi... :angrymod:

spiegazione please....!!!!!
Molto semplicisticamente:
La respirazione che in genere usiamo (toracica o clavicolare), è un modo viziato e scorretto di usare i polmoni. Non lo facciamo consapevolmente, è una cattiva abitudine che acquisiamo con il cominciare a spostare l'attenzione sul mondo esterno trascurando il nostro corpo.
Respirando alzando le spalle o espandendo il torace, riempiamo solo la parte alta dei polmoni lasciando "vuote" le parti basse. La respirazione diaframmatica consente di riempire anche queste, aumentando di fatto la capacità polmonare. Di conseguenza anche l'apporto di ossigeno ad ogni respiro aumenta.
Si chiama respirazione diaframmatica perchè entra in gioco propio il diaframma il quale, viene abbassato e spinto sulle visceri per lasciare spazio ai polmoni per espandersi verso il basso.
Si tratta in sostanza di inspirare immaginando di gonfiare un palloncino nello stomaco, quando non riusciamo più ad espandere la pancia, continuiamo ad inspirare espandendo anche il torace (ma questo viene in automatico). I miei maestri mi hanno suggerito un esercizio molto semplice: sdraiato supino, un libro sulla pancia, respiriamo facendo fare su e giù al libro. Serve a capire cosa significa respirere di pancia e, a lungo andare, farla diventare la nostra respirazione abituale.
Quando vado fuori soglia ho constatato che, se respiro diaframmaticamente, scendo di 2/3 punti % della fcmax ad ogni inspirazione (ho il cardio impostato in % fcmax e non in puls min), diversamente, rientrare in soglia richiede un minimo di tempo in più.
 

vaminga

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Quando leggo queste discussioni rimango molto perplesso. Il motivo consiste nella considerazione che prima di impegnarsi in qualche cosa che comporta impegno e "fatica" cerco di convincermi dei reali e misurabili vantaggi.
Solo tre osservazioni:
1) La respirazione è un'attività spontanea che si è evoluta con la nostra specie ed è logico pensare che la selezione naturale abbia favorito gli individui che ottimizzassero l'efficienza dell'atto respiratorio (per l'uomo primitivo la corsa e la resistenza erano esenziali per la fuga e la caccia).
Concluderei che spontaneamnete dovremmo essere in grado di attuare una respirazione efficiente.
2) Se negli sport di fondo fosse importante impadronirsi di una tecnica respiratoria per migliorare le prestazioni, questo fatto sarebbe stranoto e non vi sarebbero atleti di vertice che non applicassero tali tecniche; che peraltro sarebbero insegnate a tutti coloro che da giovani si impegnassero in queste attività sportive. Ma così non è.
3) E' noto che particolare attenzione alle tecniche di respirazione è prerogativa delle civiltà orientali che privilegiano un approccio olistico nello studio "dell'uomo".
Ma non risulta che atleti orientali primeggino (più di altri, anzi...) nelle discipline sportive di mezzofondo e fondo (in particolare dell'atletica leggera che è lo sport di base in tutto il mondo).

Con questo non voglio dire che certe pratiche siano inutili (non lo so), ma mi sembra ragionevole concludere che in certe attività (sport di resistenza come il ciclismo) non costituiscano certo un elemento "critico" su cui concentrare attenzione e impegno. Naturalmente questa è solo la mia motivata opinione.


P.S. Nel nuoto la respirazione (per ovvi motivi di sincronismo) ha un'importanza ben diversa. Qui bisogna apprendere tecniche che non sono naturali nell'uomo che non è un animale acquatico.
Francamente non ho capito cosa significhi in concreto questa affermazione: "La respirazione che in genere usiamo (toracica o clavicolare), è un modo viziato e scorretto di usare i polmoni. Non lo facciamo consapevolmente, è una cattiva abitudine che acquisiamo con il cominciare a spostare l'attenzione sul mondo esterno trascurando il nostro corpo", ma mi rendo conto che si tartta di "lunghezze d'onda" su cui non riesco a sintonizzarmi - ovviamente per colpa mia-.
Naturalmente diverso è il caso di Shinkansen, se uno ha un difetto al setto nasale che ostacola la ventilazione polmonare, è evidente che avrà problemi a svolgere al meglio attività che richiedono di massimizzare la respirazione.
 
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saxfast

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grazie dario, in pratica dobbiamo sfruttare tutti i polmoni, cosa che non facciamo assolutamente, altrimenti andremmo tutti in giro facendo lunghe ispirazioni, e sinceramente non vedo nessuno farlo....
 

saxfast

Apprendista Scalatore
13 Agosto 2010
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quindi secondo la sua opinione, quali elementi costituiscono motivo di attenzione e impegno??? l'alimentazione è uno di quelli???
io credo che tutto il nostro corpo e il suo funzionamento merita attenzione, altrimenti per essere coerenti non bisognerebbe nemmeno indossare abiti, visto che la selezione naturale ha favorito soggetti in grado di sopravvivere a qualsiasi tipo di clima, o almeno non mi sembra che i primitivi indossassero abiti per vincere il freddo.
non so se è chiaro il discorso
 

Leikon

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Quando leggo queste discussioni rimango molto perplesso. Il motivo consiste nella considerazione che prima di impegnarsi in qualche cosa che comporta impegno e "fatica" cerco di convincermi dei reali e misurabili vantaggi.
Non è poi tanto faticoso, se l'ho imparato io...!
In teoria si! I neonati lo fanno ed anche gli adulti durante il sonno, salvo poi dimenticarsene crescendo o svegliandosi! E' lo stesso motivo per cui abbiamo perso i peli perchè sostituiti dai vestiti, o i canini aguzzi e gli 8°(i denti del giudizio) perchè non mangiamo più carne cruda.
E chi lo dice? Non saranno primarie ma sono conosciute. Mi ricordo di una lezione del Prof. Dal Monte in merito alla Posizione della Bellutti (oro) ed altri alle olimpiadi di Atlanta: li sdraiò così affinchè anche la forza di gravità contribuisse all'espansione dell'addome:

Forse perchè hanno le gambe corte?
Scherzo... ma nemmeno tanto: non si vince solo respirando, come diceva Totò: "è la somma che fa il totale!" Saranno padroni della respirazione ma forse mancheranno di tecnica o doti fisiche
Su questo concordo con te
Non vado mica in bicicletta respirando col diaframma ! Quando però mi tirano il collo facendomi fare dei fuori soglia spaventosi, 4/5 atti respiratori ben fatti e torno nei parametri
Perchè esiste la scoliosi? Perchè l'obesità è una piaga mondiale? Perchè le cardiopatie sono così diffuse? perchè i denti si storcono? Ecc...
Cattive abitudini! L'uomo sta passando dall'era Sapiens-Sapiens a quella Divanus-cellularis-automobilus TV!
Ci trascuriamo e diamo per scontate cose che non lo sono
E' più facile per noi concentrarsi sulle attività quotidiane piuttosto che sul nostro corpo! E' gia impegnativo dover arrivare in orario, fare bene un lavoro, rispondere al telefono... perchè mai dovremmo stare attenti anche a come respiriamo?! Tanto i polmomi vanno in automatico!
Il problema è che quell'automatismo si è starato!!!
Qui è applicata al canto ma la sostanza è la stessa per un bel pezzo del video:
[URL="http://www.youtube.com/watch?v=bYpJZCSJJJM&feature=related"]YouTube - Respirare col Diaframma la Prima Regola per Cantare - Lezioni di Canto Online
ma mi rendo conto che si tartta di "lunghezze d'onda" su cui non riesco a sintonizzarmi - ovviamente per colpa mia-.
PS In Italia non va più di moda assumersi le colpe , stai sereno [/URL]
 

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gli sport di fondo si basano sull'utilizzo della combustione aerobica per la produzione di ATP, sostanza necessaria alla contrazione muscolare che porta al gesto della pedalata. Migliore qualitativamente è la respirazione, e maggiore è la quantità di ossigeno resa disponibile alla muscolatura per l'ossidazione del glicogeno e la relativa produzione di ATP di cui parlavamo prima. Perchè non si è mai fatta tanta attenzione alla respirazione? Beh, c'è ancora tanta gente che crede che prima di fare un po' di qualità ci sia bisogno di smazzarsi 3000 km di fondo lento, che lo stretching non serva a niente, che le biciclette leggere facciano andare come treni. E c'è anche chi ad ogni consiglio (anche fisiologico) che gli viene rivolto, ti risponde : "ghe vol i garùn". Chiaro segno che nel ciclismo la curiosità non è una dote diffusa, almeno non quanto la spendite acuta...
 
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vaminga

Apprendista Passista
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Tutto meriterebbe “attenzione”, ma non possiamo fare tutto e dobbiamo operare delle scelte (sempre!). Si dovrebbe seguire un ordine di priorità suggerito dalla rilevanza (dimostrata e quantificata) dell'attività in relazione all'effetto prodotto.
Nel ciclismo: 1)Tecniche di allenamento fisico 2) alimentazione 3) allenamento mentale alla fatica 4) qualità del mezzo (ma proprio per ultimo!)

P.S. I “primitivi” nei climi freddi si coprivano certamente ed una spinta formidabile alla conservazione della specie è venuta dalla scoperta del fuoco per scaldarsi (fra l'altro).

Su questo concordo con te
Non vado mica in bicicletta respirando col diaframma !
Quando però mi tirano il collo facendomi fare dei fuori soglia spaventosi, 4/5 atti respiratori ben fatti e torno nei parametri
Quindi siamo d'accordo. E' quello che sostengo nel mio post, cercando di motivarene le ragioni.
Comunque per amore della discussione vorrei eccepire su alcune tue, peraltro interessanti, osservazioni.


Non credo che nessuno si sia mai dimenticato di respirare....
Sui peli dubito che l'homo sapiens-sapiens ne fosse particolarmente provvisto vista la sua origine africana sub sahariana.
In ogni caso le “modifiche” significative indotte dalla selezione abbisognano di migliaia di anni non bastano certo i pochi decenni dell'era moderna (o addirittura contemporanea).

“ Non saranno primarie” ...appunto, è ciò che sostengo io. Non ho detto che non se ne parli ho detto che non sono "stranote" come dovrebbero, nel caso, essere
In quanto al motivo della posizione a canna di fucile della Bellutti non è certo la respirazione (che comunque ovviamente non va ostacolata!), ma la riduzione del Cx aerodinamico (quello si dimostrato e misurabile) che migliora la prestazione.

Forse perchè hanno le gambe corte?
Scherzo... ma nemmeno tanto: non si vince solo respirando, come diceva Totò: "è la somma che fa il totale!" Saranno padroni della respirazione ma forse mancheranno di tecnica o doti fisiche
Appunto! Per correre forte gli aspetti critici sono altri
Comunque nei processi “sequenziali” non è la somma che fa il totale, il risulatato dipende dallo stadio critico che ne determina la velocità.


Mi sa che che sono assai più rilevanti altre due circostanze: 1) Il venir meno (per fortuna) della selezione naturale 2) L'enorme allungamento della vita media – circa 20 anni per l'homo sapiens, quasi 80 per noi-
Poi sul “Divanus-cellularis-automobilus TV” sono d'accordo con te.

E chi lo dice! Affermazioni come questa vanno dimostrate “oltre ogni ragionevole dubbio”e aggiungerei quantificate “in circostanza”.
Oltre un secolo fa l'uomo era assai meno “ Divanus-cellularis-automobilus TV” di oggi, ma Dorando Petri vinse (moralmente) la maratona olimpica in 2h e 45' circa, un tempo oggi da campionato di quartire! Le cause del miglioramento sono evidentemente altre.
L'estrapolazione dal canto alla corsa a me pare del tutto arbitraria.

PS In Italia non va più di moda assumersi le colpe , stai sereno
Sono sereno

La curiosità superficiale è una caratteristica diffusa. Anche in questo forum hanno largo seguito le fesserie che hai gistamente indicato. Ma il motivo (IMHO) è l'incapacità di utilizzare l'analisi critica per chiedersi perchè? E quanto?
La genesi della “spendite acuta” è esemplare. Il percorso illogico è più o meno questo:
1) A portare su o spingere pesi si fa fatica 2) L'attrito meccanico fa fare ancora più fatica 3) Quindi se alleggerisco la bici e la rendo più scorrevole (magari con ruote da 2000 euro) vado certamente molto più forte! FINE.
Se solo ci si desse la pena di capire e quantificare si potrebbe concludere che non si va molto, ma solo un pochino (molto pochino) più forte e si potrebbe scegliere consapevolmente.
Non vorrei che un analogo superficiale ragionamento si facesse con le tecniche respiratorie (applicate agli sport di resistenza).
La respirazione è essenziale per correre (ma anche per vivere) quindi se apprendo tecniche che la migliorano posso andare molto più forte....
A respirare non ce l'ha insegnato nessuno (è la cosa più naturale!) e naturalmente incrementiamo gli atti respiratori e la ventilazione polmonare quando aumenta il fabbisogno energetico muscolare. E' possibile fare meglio intervenendo “volontariamnente” sull'atto respiratorio? Forse si, ma vorrei disporre di prove che quantifichino l'eventuale miglioramento (nella corsa ecc.), ma non solo ammesso che il miglioramneto ci sia mi serve davvero! Cioè la eventuale maggiore quantità di aria resa disponibile incrementa la produzione di energia meccanica a livello muscolare, o non è quello il passaggio critico!!
Per esempio la quantità di materiale trasportato da un punto ad un altro potrebbe dipendere dal numero dei vagoncini a disposizione e non dalla quantità di materiale disponibile al punto di partenza (es. l'EPO migliora la prestazione a prescindere dalla tecnica respiratoria.)
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
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Colnago 50 Anniversary

Se ci riferiamo alle arti marziali gli orientali la studiano nei minimi dettagli, la respirazione. Quello che noi vediamo, il pugno, il calcio o il combattimento figurato (kata) è solo l'espressione fisica. Tutto deve essere in armonia con ogni gesto che si compie. C'è moltissima fisica nelle arti marziali, se alzi un braccio deve essere compensato con uno spostamento del baricentro o con un movimento dell'altro, di braccio. E la respirazione si fonda col movimento fisico, creando un tutt'uno. Quando sentite un karateka urlare, non lo fa perché vuol mettere paura all'avversario, ma esprime il Kiai, espira violentemente per accompagnare il colpo. Si usa, infine, la respirazione per visualizzare i colpi. Non mi addentro per non tediarvi, la le arti marziali sono principalmente questo.

Tanto è vero che si chiamano arti marziali e non ci sono allenamenti, salvo rarissime eccezioni, ma lezioni, perché nelle arti marziali, a differenza degli sport aerobici, si migliora di continuo e i migliori maestri diventano grandissimi intorno ai 55/60 anni, cosa impensabile nel ciclismo.
Ma tutto ciò non ha niente a che vedere con l'aerobica. Infatti quando facevo combattimenti dopo cinque minuti ero stremato, vuoi per la tensione, vuoi per la mancanza di allenamento specifico. Fare un combattimento di un quarto d'ora, nel dojo, con i propri compagni non dico che ti distrugge, ma ti spossa parecchio.

Ciò non toglie che imparare a respirare correttamente o migliorare la respirazione non dia degli ottimi risultati.
 
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Quindi siamo d'accordo. E' quello che sostengo nel mio post, cercando di motivarene le ragioni.
Comunque per amore della discussione vorrei eccepire su alcune tue, peraltro interessanti, osservazioni.



Non credo che nessuno si sia mai dimenticato di respirare....
Intendevo di farlo con il diaframma!:rosik: Ovvio :asd2: Ho fatto esempi tanto per intenderci.

In quanto al motivo della posizione a canna di fucile della Bellutti non è certo la respirazione (che comunque ovviamente non va ostacolata!), ma la riduzione del Cx aerodinamico (quello si dimostrato e misurabile) che migliora la prestazione.
Hai ragione, la posizione nasce in galleria del vento propio per abbattere il CX. Il Prof Dal Monte tuttavia ne riscontrò gli effetti positivi sulla respirazione... come dire: due piccioni con una fava!
Appunto! Per correre forte gli aspetti critici sono altri
Comunque nei processi “sequenziali” non è la somma che fa il totale, il risulatato dipende dallo stadio critico che ne determina la velocità.


:dentone:

Ti credo sulla parola ... tanto finiremo tutti "A livella!"





L'estrapolazione dal canto alla corsa a me pare del tutto arbitraria.
La respirazione diaframmatica è quella,sono le applicazioni ad essere molteplici. Io l'ho appresa appunto nell'ambito musicale ma in effetti, mi torna utile anche in bicicletta.

 

sradicator

Pignone
3 Luglio 2011
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Ciao a tutti. Durante una salita di una gf, salendo con un'altro ciclista conosciuto durante il percorso che aveva più o meno il mio passo.... il tizio mi fa: respira meglio... ero circa a 175 battiti.. avevo un fittone con una frequenza che superava i battiti... ma sono abituato a respirare così e non mi sono posto il problema... fino ad un certo punto che ho pensato... proviamo a rallentare il respiro facendoli un po' più controllati.... non vi dico la fatica che ho fatto... ma forse ho avuto dei benefici... o era diminuita la pendenza.... Oggi ripensandoci mi è venuto in mente che circa 10 anni fa un'altra persona mi aveva detto la stessa cosa... C'è qualche tecnica per migliorare la frequenza di respirazione o è una cosa che non ha senso... e si respira come viene viene???

Grazie