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Metodologie di allenamento
Riepilogo cadenza e %l battito cardiaco
Testo
<blockquote data-quote="Salvo@ing" data-source="post: 3063888" data-attributes="member: 36066"><p>Premetto che ho moltissima esperienza nell'allenamento dell'atletica leggera (a livello di atleti TOP), quindi potrei non essere preciso in alcune mie osservazione.</p><p></p><p>Nell'atletica leggera si corre esclusivamente in piano (tranne la corsa o marcia su strada che a livello "olimpico" comunque son sempre gare pianeggianti), quindi una volta stabiliti i fattori limitanti la prestazione (modello prestativo o modello di gara) ci si allena per migliorare proprio tutte quelle molteplicità di fattori che intervengono nella prestazione.</p><p></p><p>L'unica analogia tra ciclismo e "corsa" è la ciclicità dell'azione. Tuttavia la differenza abnorme è che nel ciclismo la potenza erogata è determinata da due fattori: rpm e rapporti. Per la serie che, in piano ad esempio, potrei erogare potenze analoghe con un 53x15, piuttosto che con un 53x13 variando "semplicemente" la frequenza di pedalata.</p><p></p><p>Detto ciò, cosa a voi nota meglio che a me, ritengo che nell'allenamento in salita, così come in piano, non bisogna mai discostarsi eccessivamente dalla frequenza di pedalata che più si addice alle caratteristiche individuali.</p><p>Pertanto posso credere, e chiedo conferma, che è assolutamente aspecifico l'allenamento in salita a 35 rpm, ovvero l'allenamento in pianura a 140 rpm. O meglio, è anche possibile farlo, ma inserito in un "imbuto preparatorio", il cui sbocco è il modello di prestazione di ognuno di noi.</p><p></p><p>Quindi secondo me, considerato che i mezzi di allenamento in salita posso essere, e lo sono, molteplici (ripetute, fartlek, salita continua a ritmo costante, salita continua a ritmo progressivo, salita continua con rapporto progressivo, ecc. ecc. ecc.) bisogna sempre tenere sotto controllo il gesto specifico, ossia pedalate tra le 60 e le 80. Allenarsi a 100 pedalate in salita al 5% spingendo il 34x25 non serve a un tubo, tranne a chi esce per la prima volta in bici.</p><p></p><p>Io pedalo da pochissimo (2500 km finora), ma la prossima settimana vorrei iniziare a fare le prime ripetute (blande) e credo che mi metterò su una salita di 10 km (pendenza media 5/6%) e farò 2' spinti + 3' di recupero più lenti. Il mio obiettivo a medio periodo sarebbe quello di spingere un rapporto 2 (ad esempio 38x19) in quella salita a 75 rpm.</p><p>Quindi imposterò il mio allenamento con una rpm fissa a 70/80, nei 2' forti metterò il rapporto 50x23, mentre nel recupero scenderò alla 34x23. In questo modo, nella fase di recupero, spingerò un rapporto "banale", ma sempre con la stessa rpm.</p><p></p><p>In futuro, magari, utilizzerò qualche forma di allenamento più "professionale", ma considerando che sono un pivellino credo che al momento tutto ciò sia più che sufficiente.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Salvo@ing, post: 3063888, member: 36066"] Premetto che ho moltissima esperienza nell'allenamento dell'atletica leggera (a livello di atleti TOP), quindi potrei non essere preciso in alcune mie osservazione. Nell'atletica leggera si corre esclusivamente in piano (tranne la corsa o marcia su strada che a livello "olimpico" comunque son sempre gare pianeggianti), quindi una volta stabiliti i fattori limitanti la prestazione (modello prestativo o modello di gara) ci si allena per migliorare proprio tutte quelle molteplicità di fattori che intervengono nella prestazione. L'unica analogia tra ciclismo e "corsa" è la ciclicità dell'azione. Tuttavia la differenza abnorme è che nel ciclismo la potenza erogata è determinata da due fattori: rpm e rapporti. Per la serie che, in piano ad esempio, potrei erogare potenze analoghe con un 53x15, piuttosto che con un 53x13 variando "semplicemente" la frequenza di pedalata. Detto ciò, cosa a voi nota meglio che a me, ritengo che nell'allenamento in salita, così come in piano, non bisogna mai discostarsi eccessivamente dalla frequenza di pedalata che più si addice alle caratteristiche individuali. Pertanto posso credere, e chiedo conferma, che è assolutamente aspecifico l'allenamento in salita a 35 rpm, ovvero l'allenamento in pianura a 140 rpm. O meglio, è anche possibile farlo, ma inserito in un "imbuto preparatorio", il cui sbocco è il modello di prestazione di ognuno di noi. Quindi secondo me, considerato che i mezzi di allenamento in salita posso essere, e lo sono, molteplici (ripetute, fartlek, salita continua a ritmo costante, salita continua a ritmo progressivo, salita continua con rapporto progressivo, ecc. ecc. ecc.) bisogna sempre tenere sotto controllo il gesto specifico, ossia pedalate tra le 60 e le 80. Allenarsi a 100 pedalate in salita al 5% spingendo il 34x25 non serve a un tubo, tranne a chi esce per la prima volta in bici. Io pedalo da pochissimo (2500 km finora), ma la prossima settimana vorrei iniziare a fare le prime ripetute (blande) e credo che mi metterò su una salita di 10 km (pendenza media 5/6%) e farò 2' spinti + 3' di recupero più lenti. Il mio obiettivo a medio periodo sarebbe quello di spingere un rapporto 2 (ad esempio 38x19) in quella salita a 75 rpm. Quindi imposterò il mio allenamento con una rpm fissa a 70/80, nei 2' forti metterò il rapporto 50x23, mentre nel recupero scenderò alla 34x23. In questo modo, nella fase di recupero, spingerò un rapporto "banale", ma sempre con la stessa rpm. In futuro, magari, utilizzerò qualche forma di allenamento più "professionale", ma considerando che sono un pivellino credo che al momento tutto ciò sia più che sufficiente. [/QUOTE]
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