http://www.corriere.it/salute/11_ag...on_d7487c96-bd05-11e0-b530-d2ad6f731cf9.shtml
non so se interessi o se sia il classico articolo per riempire le pagine vuote ad agosto io lo riporto comunque.
LO STUDIO – Il ricercatore ha quindi deciso di testare la sua ipotesi su dieci ciclisti professionisti abituati a gareggiare su pista. Per farlo, ha confrontato gli effetti di un riscaldamento tradizionale, più lungo e intenso, con quelli di uno più rapido e meno impegnativo. Il “warm-up” tradizionale, della durata complessiva di 50 minuti, prevedeva 20 minuti di pedalata a intensità crescente (fino al raggiungimento del 95% della frequenza cardiaca massima) seguiti da quattro sprint distanziati da otto minuti di pausa. Il warm-up sperimentale aveva invece una durata massima di 15 minuti, con una pedalata a intensità crescente ma sempre contenuta (fino al 70% della frequenza cardiaca massima) e un unico sprint finale. In entrambi i casi, i ricercatori hanno usato test specifici per misurare la contrazione del muscolo e la potenza massima espressa prima, durante e dopo il riscaldamento.
MENO FATICA, PIU' POTENZA – I dati così raccolti hanno portato a una conclusione inequivocabile. «Il riscaldamento più breve e leggero – afferma Tomaras – ha prodotto un minore affaticamento muscolare e un picco di potenza più alto del 6% rispetto al riscaldamento classico.
non so se interessi o se sia il classico articolo per riempire le pagine vuote ad agosto io lo riporto comunque.
LO STUDIO – Il ricercatore ha quindi deciso di testare la sua ipotesi su dieci ciclisti professionisti abituati a gareggiare su pista. Per farlo, ha confrontato gli effetti di un riscaldamento tradizionale, più lungo e intenso, con quelli di uno più rapido e meno impegnativo. Il “warm-up” tradizionale, della durata complessiva di 50 minuti, prevedeva 20 minuti di pedalata a intensità crescente (fino al raggiungimento del 95% della frequenza cardiaca massima) seguiti da quattro sprint distanziati da otto minuti di pausa. Il warm-up sperimentale aveva invece una durata massima di 15 minuti, con una pedalata a intensità crescente ma sempre contenuta (fino al 70% della frequenza cardiaca massima) e un unico sprint finale. In entrambi i casi, i ricercatori hanno usato test specifici per misurare la contrazione del muscolo e la potenza massima espressa prima, durante e dopo il riscaldamento.
MENO FATICA, PIU' POTENZA – I dati così raccolti hanno portato a una conclusione inequivocabile. «Il riscaldamento più breve e leggero – afferma Tomaras – ha prodotto un minore affaticamento muscolare e un picco di potenza più alto del 6% rispetto al riscaldamento classico.