running invernale

o.simo

Moderatore corsaiolo
24 Settembre 2007
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Rose XEON CRS
Penso che farò sia lo stretching che gli esercizi suggeriti di potenziamento suggeriti da [MENTION=10458]Ubaldo[/MENTION], non avendo l'impressione di essere in una fase acuta del dolore (ho un pò di fastidio solo nello scendere le scale, cosa purtroppo inevitabile visto che sto al terzo piano)
 

Ubaldo

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26 Luglio 2008
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se hai un poco di fastidio a scendere le scale, forse potresti aspettare sia per lo stretching che per il potenziamento: andare a sollecitare ora il tessuto innervato non è il massimo. Vedrai che domattina già dovresti sentirti meglio ;)
Ad ogni modo non è una regola fissa, con moderazione potresti già provare. Tanto se ti fa male lo senti subito.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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insomma, in qualsiasi caso è sempre sconsigliabile per chi pratica la corsa percorrere tratti in discesa perchè non sono allenanti da un punto di vista aerobico (a me il cuore scende sotto il 70% in discesa) e particolarmente traumatici per il ginocchio, io davo più importanza a questo aspetto piuttosto che a quello dello sviluppo muscolare. ;-)

Che non siano allenanti è tutto da vedere, dipende dal l'intensità a cui scendi. A me il cuore non scende mai così tanto perché in disceso spingo. Ciò mi permette di stimolare un certo tipo di forza che ho scoperto che mi torna utile in bici.
Quando in discesa passo da 4:30 al km a 3:30-40 credimi che mi sto allenando anche aerobicamente! Certo se rallento e vado a spasso non ottengo lo stesso effetto.

Qualcuno vorrebbe anche camminare, ho letto...io così sudato, dopo la salita non mi fermerei neanche 30 secondi: non è proprio salutare.
 

cesarotto

Pignone
9 Marzo 2012
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Ieri ho partecipato alla pelle-Orta, corsa molto bella intorno al lago e con dei pezzi in salita e conseguentemente in discesa.
Essendo preso dalla foga agonistica, in discesa lasciavo andare le gambe e devo dire che le ginocchia ora non mi fanno male. Opponendo resistenza in discesa spesso mi capita di avvertire dei dolori, ma spingendo questo non e' successo. Ciò che dico ha un senso o e' stata solo una mia impressione?
Volevo poi dire che seppur abbia corso solo 5/6 volte nelle ultime settimane, devo constatare che la bici mi ha dato un buon allenamento generale e nei pezzi della corsa in salita riuscivo sempre a raggiungere diversi partecipanti, che in pianura avevano il mio passo.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Opponendo resistenza in discesa spesso mi capita di avvertire dei dolori, ma spingendo questo non e' successo. Ciò che dico ha un senso o e' stata solo una mia impressione?

L'ho appena scritto sopra e anche in un altro post: una discesa con pendenza media moderata intorno al 5-6% ti consente di ampliare la falcata, correre fluido, e aumentare la spinta.

Le ripercussioni sulle ginocchia ce le hai se non ti lascerai andare, se freni, se opponi resistenza, soprattutto atterrando coi talloni. Invece sfruttando l'elasticità dell'appoggio dato dalla spinta maggiore dovuta alla pendenza, il contatto è veloce, rapido, aumentano i passi, e la velocità.

Ma per fare questo bene, bisogna riuscire a correre in maniera composta, evitando di frenare, assecondando la velocità e curando l'appoggio e la falcata. Altrimenti farsi male è un attimo. Non è la discesa in se stessa a provocare danni, bensì come viene affrontata.

Ovviamente nei tratti più ripidi la tecnica è diversa, io cerco di abbassare un po' il baricentro ed invece di allungare la falcata come faccio nelle pendenze medie, faccio passi radi e veloci, in modo da avere sempre pronto l'appoggio e non lasciarmi sbilanciare troppo in avanti, cosa che mi porterebbe a scompormi. Poi appena la pendenza si attenua, si alunga di nuovo...
 

Fabio65

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Non mi sono forse ben spiegato: correre in discesa per chi ha come obiettivo il fitness o comunque un ripiego giusto per un periodo di inattività forzata dalla bici è da evitare. Period.

I discorsi tecnicamente corretti che, suppongo, hard runners qui sostengono, sono (a mio avviso) fuori luogo e potenzialmente pericolosi. Ad uno che prende la bdc per la prima volta, consigliereste per le prime pedalate, ripetute di SFR?

Ecco, il discorso è lo stesso, con l'aggravante che nella corsa, per farsi male ma di brutto, non serve cadere.

Tutto qui ragazzi... io poi vi dico che dalleparti di casa mia, soprattutto in fuoristrada, ho delle discese tecniche che faccio a tutta e che sono un vero massacro per le gambe (7-8% e fondo sassoso) rimedio spesso unghie nere e ci ho sfondato più di un paio di Speed Cross 3, però con calma, prima di arrivare a quel punto ci ho messo anni, soprattutto di impostazione di appoggio e falcata...

;-)
 
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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Non mi sono forse ben spiegato: correre in discesa per chi ha come obiettivo il fitness o comunque un ripiego giusto per un periodo di inattività forzata dalla bici è da evitare. Period.

I discorsi tecnicamente corretti che, suppongo, hard runners qui sostengono, sono (a mio avviso) fuori luogo e potenzialmente pericolosi. Ad uno che prende la bdc per la prima volta, consigliereste per le prime pedalate, ripetute di SFR?

Ecco, il discorso è lo stesso, con l'aggravante che nella corsa, per farsi male ma di brutto, non serve cadere.

Tutto qui ragazzi... io poi vi dico che dalleparti di casa mia, soprattutto in fuoristrada, ho delle discese tecniche che faccio a tutta e che sono un vero massacro per le gambe (7-8% e fondo sassoso) rimedio spesso unghie nere e ci ho sfondato più di un paio di Speed Cross 3, però con calma, prima di arrivare a quel punto ci ho messo anni, soprattutto di impostazione di appoggio e falcata...

;-)

No. Io non sono un hard runner, sono un ciclista che ogni tanto corre (3 volte a settimana in inverno, 2 volte a settimana e meno in primavera/estate). In bici faccio circa 15000 km l'anno, quindi sono soprattutto un ciclista.


Problemi non ne ho, anzi me ne sono giovato per la bici. Punto.


Quindi dire che è da evitare in assoluto è sbagliato. Dire che io sia un caso unico e raro, sarebbe altrettanto sbagliato: ne conosco altri.

Poi che a te e ad altri faccia più male che bene non si discute, l'ho anche scritto. Io ti parlo di discese su asfalto con massimo 5% di pendenza dove scendi regolare e sai dove metti i piedi, e tu mi citi discese sconnesse e sassose in trail con pendenze maggiori.

Ecco qui il paragone sarebbe calzante: prendi un ciclista da strada mai andato in mtb, e mettilo su una ripida pietraia in discesa in mtb: si farà male, con ogni probabilità :mrgreen:
 

Andrea_Web

Maglia Iridata
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No. Io non sono un hard runner, sono un ciclista che ogni tanto corre (3 volte a settimana in inverno, 2 volte a settimana e meno in primavera/estate). In bici faccio circa 15000 km l'anno, quindi sono soprattutto un ciclista.


Problemi non ne ho, anzi me ne sono giovato per la bici. Punto.


Quindi dire che è da evitare in assoluto è sbagliato. Dire che io sia un caso unico e raro, sarebbe altrettanto sbagliato: ne conosco altri.

Poi che a te e ad altri faccia più male che bene non si discute, l'ho anche scritto. Io ti parlo di discese su asfalto con massimo 5% di pendenza dove scendi regolare e sai dove metti i piedi, e tu mi citi discese sconnesse e sassose in trail con pendenze maggiori.

Ecco qui il paragone sarebbe calzante: prendi un ciclista da strada mai andato in mtb, e mettilo su una ripida pietraia in discesa in mtb: si farà male, con ogni probabilità :mrgreen:

Son andato a guardare la mia corsa sul San Luca a Bologna prima della mia prematura dipartita... ho tenuto gli stessi battiti sia in salita che in discesa. :mrgreen:
 

vulcan

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L'ho appena scritto sopra e anche in un altro post: una discesa con pendenza media moderata intorno al 5-6% ti consente di ampliare la falcata, correre fluido, e aumentare la spinta.

Le ripercussioni sulle ginocchia ce le hai se non ti lascerai andare, se freni, se opponi resistenza, soprattutto atterrando coi talloni. Invece sfruttando l'elasticità dell'appoggio dato dalla spinta maggiore dovuta alla pendenza, il contatto è veloce, rapido, aumentano i passi, e la velocità.

Ma per fare questo bene, bisogna riuscire a correre in maniera composta, evitando di frenare, assecondando la velocità e curando l'appoggio e la falcata. Altrimenti farsi male è un attimo. Non è la discesa in se stessa a provocare danni, bensì come viene affrontata.

Ovviamente nei tratti più ripidi la tecnica è diversa, io cerco di abbassare un po' il baricentro ed invece di allungare la falcata come faccio nelle pendenze medie, faccio passi radi e veloci, in modo da avere sempre pronto l'appoggio e non lasciarmi sbilanciare troppo in avanti, cosa che mi porterebbe a scompormi. Poi appena la pendenza si attenua, si alunga di nuovo...
Non avrei saputo spiegarlo meglio o-o
 

Fabio65

Apprendista Velocista
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Concordo con te nel dire che è da evitare in assoluto è sbagliato, infatti non l'ho detto, ho detto che è da evitare per chi inizia, e per chi cerca il solo fitness.

Correre in discesa presuppone un allenamento specifico ed una attitudine alla corsa che si acquisisce in mesi e mesi di allenamenti in pianura e su asfalto o pista.

E' roba da runner evoluti, e non lo dico io.

Cito da runningzen:

Inizia
LE DISCESE

Per molti podisti la parola discesa viene intesa come facilità di corsa, rilassamento, meno fatica con risparmio energetico, ritmo più veloce, riduzione della frequenza cardiaca, ma dietro questi aspetti all'apparenza positivi si nascondono molte insidie e problemi fisici soprattutto a livello muscolare, per evitare tutto ciò è opportuno avere determinati comportamenti in gara e in allenamento. Per capire meglio quello che accade è da osservare che mentre per le salite si è parlato di contrazione concentrica ove i muscoli sprigionano più forza muscolare per poter proiettare il corpo in avanti/alto , nelle discese si parla di contrazione eccentrica. In pratica in discesa il muscolo deve allungarsi e attutire la caduta verso il basso con conseguente rottura delle fibre muscolari, quindi si verificano delle vere e proprie lesioni a livello periferico, il che significa disagio muscolare col passare dei km percorsi e conseguente rallentamento del ritmo se tutto ciò si protrae nel tempo. Cosa non ininfluente è il recupero post allenamento o gara che si allunga ulteriormente per via di questi "doms muscolari" (delayed onset muscle soreness). Cosa sono? Come abbiamo visto si parla di "indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata" che si presenta all'incirca tra le 12 e le 70 ore dopo l'attività fisica, da non confondere impropriamente con la solita leggenda metropolita e frase del tipo : "mi fanno male le gambe per l'acido lattico". In quanto l'acido lattico viene smaltito a livello metabolico dopo poche ore dal termine dell'attività fisica. Gli studi parlano di micro-lacerazioni del tessuto muscolare dovute proprio a queste contrazioni eccentriche e tale lesioni con dolore localizzato agli arti inferiori scompaiono dopo 2 a 4 giorni se va bene. Tutto ciò capite che per noi podisti che dobbiamo recuperare in fretta durante un periodo di preparazione non possiamo permetterci questi inconvenienti, o comunque dobbiamo limitarli al massimo. Allora come fare per evitare questi disagi ? Come gestire un gara che presenta tante discese ripide e salite?



Comportamenti da attuare per evitare disagi:
  • Evitare gare o allenamenti con pendenze e discese ripide in prossimità di gare importanti
  • Allenarsi durante la preparazione in maniera adeguata in salita e in discesa su diverse pendenze
  • Effettuare allenamenti in palestra di potenziamento eccentrico "salto in basso con rimbalzo"
  • Durante la gara controllare la falcata senza bloccarla, ma senza buttarsi a capofitto
  • Arretrare con il busto quando la discesa è ripidissima e il controllo del ritmo diventa difficile
  • Mettere scarpe ben ammortizzate per attutire meglio l'appoggio sul terreno
Quindi come ben avete visto gli inconvenienti di allenarsi o gareggiare su percorsi che presentano salite e discese ripide sono molteplici, il che sta a significare che dobbiamo far attenzione nel momento in cui ci approcciamo ad allenamenti e gare che presentano queste caratteristiche. Sicuramente gli allenamenti in salita e in discesa ci permettono di ottenere notevoli miglioramenti oltre che muscolare , anche dal punto di vista tecnico per un maggior coinvolgimento dei piedi nella spinta e reattività, ma è giusto avere maggiore attenzione. Spero che con questo articolo le vostre salite e discese siano più dolci e allenanti con limitazioni dei disagi muscolari post allenamento.
Finisce

Se poi uno volesse essere tranchant

[URL]http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/029discesa.htm[/URL]

e benchè io per primo non apprezzi l'approccio drastico di A. su certi argomenti, bisogna tributargli una competenza in materia quasi unica in Italia.

Poi ragazzi... mica voglio convincervi a tutti i costi!

Buone corse a tutti !

;-)
 

pecoranera

Maglia Rosa
14 Novembre 2011
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occhio alla discesa perchè sollecita moltissimo soprattutto le ginocchia ed allena zero. A meno che non si sia in gara (ci sono trail dove alcuni tratti in discesa servono a 'fare la gara' a chi non va molto in salita) bisognerebbe cercare di diminuire la falcata, non mantenere la stessa andatura del piano.

Mettere scarpe ben ammortizzate per attutire meglio l'appoggio sul terreno
Quindi come ben avete visto gli inconvenienti di allenarsi o gareggiare su percorsi che presentano salite e discese ripide sono molteplici, il che sta a significare che dobbiamo far attenzione nel momento in cui ci approcciamo ad allenamenti e gare che presentano queste caratteristiche. Sicuramente gli allenamenti in salita e in discesa ci permettono di ottenere notevoli miglioramenti oltre che muscolare , anche dal punto di vista tecnico per un maggior coinvolgimento dei piedi nella spinta e reattività, ma è giusto avere maggiore attenzione. Spero che con questo articolo le vostre salite e discese siano più dolci e allenanti con limitazioni dei disagi muscolari post allenamento.
Finisce
;nonzo%
 

Fabio65

Apprendista Velocista
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mi sembra di aver distinto chiaramente che la discesa vada presa con cautela, cosa confermata estesamente nei link che ho quotato, a meno che non si sia dei garisti, che ovviamente praticano allenamenti specifici, ma hanno anche esigenze diverse dal principiante, ed anche in quel caso occorrono molte (non poche) precauzioni.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Ma siamo d'accordo, non è che appena iniziato vai a fare salite e discese. Guarda @o.simo che solo aumentando i carichi in pianura ha avuto problemi...

Ho ri-cominciato a correre costanza a settembre dello scorso anno: le prime salite e discese le ho inserite ad aprile del 2013, quindi so di cosa parlo. Non è che dopo un mese sei già lì che fai dislivello, dopo un mese partendo da zero sei lì che cerchi di aumentare i km senza intoppi e migliorare il passo.

Quando questo sarà assodato, si può anche fare dislivello sia in salita che discesa. I doms spariscono in 2 giorni (parlo di circa 300-400 mt di dislivello al massimo).
 

pecoranera

Maglia Rosa
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mi sembra di aver distinto chiaramente che la discesa vada presa con cautela, cosa confermata estesamente nei link che ho quotato, a meno che non si sia dei garisti, che ovviamente praticano allenamenti specifici, ma hanno anche esigenze diverse dal principiante, ed anche in quel caso occorrono molte (non poche) precauzioni.
scusami fabio il mio "petulare",quello che q8 adesso l'ho ben capito,mi hai messo in confusione asserendo che la discesa allena zero,ritenendo che tu ne sappia piu di me,l'ho preso per buono(it's o.k.?)...
in antitesi con te ci sono almeno 3 persone,che ritengo ne sappiano piu di me,che asseriscono il contrario.........................................................
al netto dei traumi che si potrebbero verificare e dal livello( di runner) al quale ognuno di noi pensa di appartenere,rapportato al ciclismo,un allenamento comprensivo di alcune discese,può servire o sarebbe pari a zero?
secondo te?
 

Fabio65

Apprendista Velocista
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@ pecoranera

se ti alleni con cognizione di causa, facendo, è ovvio, anche come suggerito da ubaldo e gli altri della 'trinità' :-) con attenzione e metodo e soprattutto con un patrimonio di qualche mese di allenamento alle spalle, è certamente allenante, se si alle prime armi e invece di farti dei km di pianura ti butti in discesa correndo alla cazzo, ti fai male, ma proprio male, da infortunio vero e proprio, fisiatra, antinfiammatori, immobilità, eccetera, e non scherzo.

Albanesi sostiene che la corsa in disscesa non è allenante, ed è una posizione estrema, secondo me, ma supportata da una considerazione innegabile: ovvero che i vantaggi che se ne traggono non valgono i rischi di i fortunarsi che questo tipo di corsa ti causa. Ricorda però che lui fa SEMPRE riferimento ad attività podistiche che non prevedono trail e campestre, quindi sempre e solo gare in pianura (5, 10, mezze e maratone).


Per tornare al tuo quesito, sono certo che se Ubaldo e greendolphin hanno provato, e dicono che ne hanno tratto beneficio in bici, perchè non credergli? Io mi sono limitato ad un caveat generico sulla discesa... e guarda che Albanesi è uno dei massimi esperti in materia, il suo Manuale Pratico Della Corsa è considerato una bibbia, anche da gente come Pizzolato (che scrive cose interessanti ma per l'argomento contrario, ovvero come usare la bdc per allenarsi durante pause indotte da infortunio negli allenamenti di corsa)
 

Fabio65

Apprendista Velocista
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al netto dei traumi che si potrebbero verificare e dal livello( di runner) al quale ognuno di noi pensa di appartenere,rapportato al ciclismo,un allenamento comprensivo di alcune discese,può servire o sarebbe pari a zero?
secondo te?

Ecco a domanda secca ti rispondo in modo secco:

Ti sconsiglio di correre in discesa pensando di fare qualcosa di specifico per la bici perchè i rischi di infortunio a cui ti esponi (e che potrebbero aver senso se tu facessi gare podistiche corsa campestre o trail) sono maggiori dei benefici che tu ne trarresti. Corsa e bici sono due attività che hanno differenti esigenze muscolari. Il mio parere sindacabilissimo è che si può correre per mantenere il livello di attività aerobica quando l'uscita non è possibile per varie ragioni, ma che gli allenamenti specifici per la bici siano in bici, piuttosto sui rulli, cercarli nel running (parlo in questo caso di allenamento dell'apparato motorio) sia un errore che espone a rischi maggiori dei benefici che se ne trarrebbero.

Non ho però nessuna autorità per affermarlo, per cui valuta te, prova con attenzione e decidi con la tua testa ed in base alle tue esperienze. Gli altri non ti hanno comunque scritto cose errate.
 

Ubaldo

Apprendista Scalatore
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allora,sta discesa allena zero(tesi di @Fabio65) o allena i quadricipiti(tesi di @vulcan ; @Ubaldo ; @green dolphin)financo in modo propedeutico al ciclismo?

io la penso come la trinità....

perchè era questo il succo...........,non ginocchia o fitness o hard runner...............


prima di tutto ho visto che Fabio cita Albanesi. Meglio lasciarlo perdere di solito! :D Tutti all'inizio o anche dopo, nella nostra carriera di runners abbiamo fatto tesoro dei suoi consigli. È quando si diviene più esperti dell'argomento che si scoprono le magagne. E da quel che hai scritto, Fabio, penso che concorderai con me sul soggetto!
Ha fatto un copia e incolla di quello che trova on line e che hanno detto altri allenatori veri e spesso riporta teorie vecchie. Peraltro se una teoria gli è sgradita non è tanto propenso a dimostrare che non funziona, ma solo a denigrarla.
È uno di quelli che non sembra dare abbastanza peso alla tecnica di corsa e questo è un grandissimo errore, per ovvi motivi.
Se proprio dobbiamo citare qualcuno possiamo ricorrere a gente come Massini o Pizzolato (che segue personalmente un forum on line, dispensando consigli professionali) magari, che allenano gli amatori e danno il giusto peso a tutte le componenti.
Il tizio di runningzen lo conosco personalmente. È uno che non si risparmia nell'allenamento, ma gli articoli sul sito sono divulgativi e adatti spesso ad un pubblico che non si è costruito un effettivo background sulla corsa: sono scritti, a volte, avendo in mente l'amatore che fa la cosa sbagliata e se ne frega, facendosi male! :DD
Albanesi ha il gran merito di aver riversato on line molte conoscenze, ma rimangono i forti limiti già detti. Peraltro mentre si mostra terribilmente cauto su certi argomenti, su altri è un vero talebano, uno che con gli allenamenti tende a massacrare. Tanto per dire di che sbilanciamenti parliamo.
Questa ovviamente non è una critica a Fabio, ma a stare attenti a ciò che dice Albanesi, con il suo solito taglio manicheo.


Passiamo al problema: per fare la sintesi torno prima di tutto a precisare che, sia che si sia runner occasionali, che runner "hard" o quello che volete, la tecnica di corsa va comunque curata, perchè sennò prima o poi ci si fa sicuramente male. E non penso che facciamo sport per farci del male, no?
Premesso questo, se si corre senza freni, come dice green, e se si aggiunge un buon lavoro di tecnica, anche correre in discesa è naturale e non traumatico (affaticante sì, ma è allenamento, no?). Non forzare in discesa vuol dire correre alla stessa velocità che si farebbe in pianura o addirittura più piano, soprattutto se la pendenza cresce. Se poi si vuol forzare, è allenante.

Passiamo al discorso di COSA si allena. La salita nella corsa è utilissima per i ciclisti: potrete fare tanto lavori di forza resistente che di potenza, ma ricordatevi che la falcata deve essere ancor più corta in salita e sempre rapida, con un appoggio di mesopiede, che diventa di avampiede puro sulle pendenze maggiori.

La discesa allena? Sì.
La falcata si allunga all'indietro, quindi il piede deve toccare di mesopiede pieno, mai di tallone. Non è difficile come sembra, basta farci la mano. Pensate che il vostro piede, quando atterra di mesopiede, ammortizza, l'arco collassa (è fatto per quello), il polpaccio assorbe il primo colpo e poi tocca al quadricipite, che fa il lavoro più pesante. Appoggiando col mesopiede il ginocchio è flesso e il quadricipite può intervenire ad ammortizzare. Se appoggiate di tallone il piede non ammortizza, poichè la parte anteriore non risulterà coinvolta in questa funzione; il tallone è rigido e, cosa peggiore in assoluto, la gamba sarà dritta, non flessa, quindi il quadricipite non ammortizzerà in seconda istanza, ma secondariamente e l'impatto della discesa (da 3 a volte il peso del vostro corpo) si scaricherà violentemente su una struttura rigida costituita da caviglia, ginocchio dritto e anca, per finire sulla schiena. Non pensiate che una scarpa ammortizzata vi salvi da tutto questo: sono pur sempre 1,5-2 cm di morbida intersuola.

Passiamo al lavoro muscolare.
Il lavoro eccentrico che si fa in discesa, cioè il frenare il nostro corpo è allenante sia per il podista che cerca di migliorarsi che per il ciclista.
Il podista che cerca di migliorarsi sperimenterà, tirando su qualche discesa (e sempre poggiando di mesopiede, come dicevo su, se va di tallone e frena si farà solo molto male. Si rallenta accorciando la falcata e opponendo più forza, non conficcando i talloni nell'asfalto, come fanno molti), la capacità di rendere le gambe resistenti e più pronte a tirare sulle successive pianure e salite: le prime volte, infatti, finita la discesa, sarete lentissimi e affaticati, con le gambe imballate, nonostante il fiato che sarà, in alcuni casi, meno corto.

Il ciclista sperimenterà dei vantaggi dalla corsa in discesa, che potrà tradurre in vantaggi nel gesto ciclistico.
Come si vede in palestra, un lavoro eccentrico è un lavoro allenante, spesso utilissimo come lavoro propedeutico per poi introdurre lavori concentrici massicci.
Faccio un esempio: vi è mai capitato di dover fare le trazioni alla sbarra in palestra? Se all'inizio non ci si riesce facendole in maniera attiva, cioè salendo (perchè dorsali e bicipiti non sono abbastanza potenti), basta farsi tirare su e scendere piano a carico naturale fino all'esaurimento delle forze. Nel giro di un paio di settimane si sarà in grado di fare le trazioni attive, salendo, proprio perchè anche il lavoro eccentrico allena la forza (e pure i tendini lavorano e si adattano).
Questo esempio ovviamente rende l'idea di come il lavoro eccentrico che si compie in discesa faccia lavorare principalmente i quadricipiti, aiutandone il potenziamento, che potremo sfruttare anche in bici.

Poi, come dice Fabio, la corsa è complementare al ciclismo, e viceversa, non sostitutiva. Un po' aiuta e contiene gli effetti di allenamenti in bici saltati, ma il lavoro dei muscoli coincide solo in parte (circa al 70% come tipo di muscoli impiegati). Poi nella corsa si allena molto una potenza contenuta ma erogata in un tempo molto rapido, quello di appoggio. In bici si usa molta più forza resistente. Non per niente, passando dalla corsa al ciclismo le velocità sono modeste rispetto al senso di fatica provato, però il cuore è in una condizione aerobica eccellente e non sale un granchè, nonostante lo sforzo delle gambe. I lavori specifici della bici sono insostituibili, la corsa è un buon coadiuvante.
 
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