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Allenamento
Metodologie di allenamento
Salita, miglior allenamento per migliorare la prestazione
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 2293588" data-attributes="member: 20890"><p>Oltre alle ottime considerazioni di MrSpock <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p><p>faccio un piccolo sunto:</p><p></p><p>Il calcolo della VAM è accessibile a tutti senza strumenti particolari e per questo è semplice ma può avere delle inconguenze derivate dal modello semplificato. Il vantaggio è che permette, SU UNA STESSA SALITA, il confronto tra diversi atleti o monitorare i miglioramenti/peggioramenti dello stesso atleta, cosa comunque già osservabile semplicemente coi tempi. </p><p>In comparazione, con la potenza servono altri parametri:</p><p>-peso mezzo, atleta ed extra (abbigliamento, borracce...)</p><p>-il tipo di misuratore di potenza e sapere se correttamente calibrato</p><p>-la durata della salita come parametro di riferimento</p><p>Aumentano quini il numero di variabili "controllabili", cosa che la sola VAM non fa (es scie, presenza o meno di vento contro o a favore).</p><p></p><p>Linearità o meno della VAM: è un parametro che è influenzato MOLTO dalla tipologia dell'atleta e dalla pendenza della salita (per tipologia di atleta mi riferisco ai Profili di Potenza canonizzati da Hunter e Coggan). </p><p>In maniera molto pratica, un "passista" ha molta più facilità a raggiungere VAM migliori su salite <6-7% di pendenza media, poichè prevalgono i valori puramente di W e CdA (coefficiente aerodinamico, pensate a Rominger che saliva a 30 km/h sul Selvino con ruote da 26" e posizione spesso aerodinamica).</p><p>Uno "scalatore puro" viceversa può avere una VAM relativamente inferiore su salite "pedalabili" ma inversamente migliori dove prevale maggiormente la componente peso e quindi il miglior rapporto W/Kg.</p><p>Esiste poi la correlazione sul tempo, 20' di salita o 50' possono dare valori molto differenti (soprattutto se l'atleta ha valori di CP *potenza critica* migliori sugli sforzi brevi rispetto che su distanze temporali maggiori).</p><p>In atleti molto allenati (con valori di W/Kg da elite) la VAM cresce esponenzialmente con l'aumentare della pendenza.</p><p>Lo stesso non si può dire per atleti "amatori" dove i valori di W/Kg sono SPESSO inferiori (e aggiungo giustamente altrimenti dovrebbero fare gli Under o gli Elite) e dove anche l'efficienza e l'economia del gesto è inferiore. In questo caso la VAM con l'aumentare dalla pendenza media della salita può essere addirittura una curva decrescente.</p><p>La VAM quindi è un "etichetta" applicabile su quella STESSA salita (o su salite di stessa pendenza media E distanza), non è un valore assoluto ed oggettivo come invece è la potenza media espressa su 20, 30 o XX minuti.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 2293588, member: 20890"] Oltre alle ottime considerazioni di MrSpock o-o faccio un piccolo sunto: Il calcolo della VAM è accessibile a tutti senza strumenti particolari e per questo è semplice ma può avere delle inconguenze derivate dal modello semplificato. Il vantaggio è che permette, SU UNA STESSA SALITA, il confronto tra diversi atleti o monitorare i miglioramenti/peggioramenti dello stesso atleta, cosa comunque già osservabile semplicemente coi tempi. In comparazione, con la potenza servono altri parametri: -peso mezzo, atleta ed extra (abbigliamento, borracce...) -il tipo di misuratore di potenza e sapere se correttamente calibrato -la durata della salita come parametro di riferimento Aumentano quini il numero di variabili "controllabili", cosa che la sola VAM non fa (es scie, presenza o meno di vento contro o a favore). Linearità o meno della VAM: è un parametro che è influenzato MOLTO dalla tipologia dell'atleta e dalla pendenza della salita (per tipologia di atleta mi riferisco ai Profili di Potenza canonizzati da Hunter e Coggan). In maniera molto pratica, un "passista" ha molta più facilità a raggiungere VAM migliori su salite <6-7% di pendenza media, poichè prevalgono i valori puramente di W e CdA (coefficiente aerodinamico, pensate a Rominger che saliva a 30 km/h sul Selvino con ruote da 26" e posizione spesso aerodinamica). Uno "scalatore puro" viceversa può avere una VAM relativamente inferiore su salite "pedalabili" ma inversamente migliori dove prevale maggiormente la componente peso e quindi il miglior rapporto W/Kg. Esiste poi la correlazione sul tempo, 20' di salita o 50' possono dare valori molto differenti (soprattutto se l'atleta ha valori di CP *potenza critica* migliori sugli sforzi brevi rispetto che su distanze temporali maggiori). In atleti molto allenati (con valori di W/Kg da elite) la VAM cresce esponenzialmente con l'aumentare della pendenza. Lo stesso non si può dire per atleti "amatori" dove i valori di W/Kg sono SPESSO inferiori (e aggiungo giustamente altrimenti dovrebbero fare gli Under o gli Elite) e dove anche l'efficienza e l'economia del gesto è inferiore. In questo caso la VAM con l'aumentare dalla pendenza media della salita può essere addirittura una curva decrescente. La VAM quindi è un "etichetta" applicabile su quella STESSA salita (o su salite di stessa pendenza media E distanza), non è un valore assoluto ed oggettivo come invece è la potenza media espressa su 20, 30 o XX minuti. [/QUOTE]
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