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Metodologie di allenamento
Salita, miglior allenamento per migliorare la prestazione
Testo
<blockquote data-quote="locomotivadellavaldelsa" data-source="post: 2314199" data-attributes="member: 20639"><p>Parto da questa riflessione per farne poi delle mie.</p><p> </p><p></p><p>Bella discussione!</p><p>Personalmente trovo piacevole andare in bicicletta, che sia salita (sia dolce al 4-6% che estrema con punte del 18-20, strappi ovvio, o leggendaria tipo il Mortirolo), che sia cronoscalata, che sia terreno ondulato o piattone per le cronometro a me va bene. Non amo le discese, specie quelle ripide strette e pericolose e i circuiti da velocisti!</p><p>Amo tanto l'uscita libera, magari in gruppo con i tironi e le sfide tra amici, quanto fare lavori specifici per migliorare: io su 6-7 uscite settimanali perlomeno 5 sono di lavori specifici. <strong>La costante</strong>: per andare bene su tutti i tipi di terreni è necessario fare lavori specifici in salita: anche per le cronometro in linea! E allora SFR, lavori di resistenza alla potenza, ripetute per la velocità, lavori al medio, in soglia, fuorisoglia: tutto lavoro che si fà in salita!</p><p>Io provo piacere tanto a fare salite lunghe, che una bella cronometro. La salita è sofferenza, sfida (soprattutto con se stessi), scatto, ma anche tecnica e intelligenza: e che soddisfazione quando scatti e vai su senza "sentire la catena".</p><p>Le cronometro anch'esse sono sofferenza, forze anche maggiore rispetto alle salite, tecnica, precisione: che soddisfazione quando sei perfetto e pedali muovendo solo le gambe con i ginocchi che sfiorato il telaio, testa e corpo che non oscillano di un millimetro. </p><p>Non trovo interessanti le volate: i velocisti sono brutte bestie come i discesisti, come dice Argentin! Probabilmente perchè non sono un cuor di Leone!</p><p> </p><p>Un'ultima cosa sui lavori specifici: per migliorare sono fondamentali, non lo penso soltanto io, ma anche i preparatori e i professionisti o gli ex professionisti che hanno fatto magari 14 Tour! Andare in bici così, facendo solo km (poi ogniuno è libero di fare come gli pare ci mancherebbe) è come voler giocare a pallone facendo solo partitelle!</p><p> </p><p><strong>Sul discorso di investire dove siamo portati</strong>: giusto anche se a mio avviso spesso ci sono ciclisti che più per pigrizia mentale che per altro accantonano un settore. Esempio tanti buoni passisti, nemmeno tanto pesanti, aprioristicamente rifiutano di andare in salita, per "paura" della stessa. Io, ad esempio, prima mi piaceva andare in salita perchè mi ero fissato di essere un grimper e quindi davo per scontato che le crono non facessero per me: invece una volta che le ho provate mi ci sono innamarato. Il non plusultra: le cronoscalate! Oddio io ho anche un fisico intermedio: non sono un grissino di 50 kg che ha solo agilità, ma nemmeno una bestia da 190 cm di altezza x 90 kg che può solo spingere rapportoni in pianura e già sui cavalcavia soffre!</p><p>E comunque il ciclismo quando è pulito, è tutto bello, come qualsiasi sport!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="locomotivadellavaldelsa, post: 2314199, member: 20639"] Parto da questa riflessione per farne poi delle mie. Bella discussione! Personalmente trovo piacevole andare in bicicletta, che sia salita (sia dolce al 4-6% che estrema con punte del 18-20, strappi ovvio, o leggendaria tipo il Mortirolo), che sia cronoscalata, che sia terreno ondulato o piattone per le cronometro a me va bene. Non amo le discese, specie quelle ripide strette e pericolose e i circuiti da velocisti! Amo tanto l'uscita libera, magari in gruppo con i tironi e le sfide tra amici, quanto fare lavori specifici per migliorare: io su 6-7 uscite settimanali perlomeno 5 sono di lavori specifici. [B]La costante[/B]: per andare bene su tutti i tipi di terreni è necessario fare lavori specifici in salita: anche per le cronometro in linea! E allora SFR, lavori di resistenza alla potenza, ripetute per la velocità, lavori al medio, in soglia, fuorisoglia: tutto lavoro che si fà in salita! Io provo piacere tanto a fare salite lunghe, che una bella cronometro. La salita è sofferenza, sfida (soprattutto con se stessi), scatto, ma anche tecnica e intelligenza: e che soddisfazione quando scatti e vai su senza "sentire la catena". Le cronometro anch'esse sono sofferenza, forze anche maggiore rispetto alle salite, tecnica, precisione: che soddisfazione quando sei perfetto e pedali muovendo solo le gambe con i ginocchi che sfiorato il telaio, testa e corpo che non oscillano di un millimetro. Non trovo interessanti le volate: i velocisti sono brutte bestie come i discesisti, come dice Argentin! Probabilmente perchè non sono un cuor di Leone! Un'ultima cosa sui lavori specifici: per migliorare sono fondamentali, non lo penso soltanto io, ma anche i preparatori e i professionisti o gli ex professionisti che hanno fatto magari 14 Tour! Andare in bici così, facendo solo km (poi ogniuno è libero di fare come gli pare ci mancherebbe) è come voler giocare a pallone facendo solo partitelle! [B]Sul discorso di investire dove siamo portati[/B]: giusto anche se a mio avviso spesso ci sono ciclisti che più per pigrizia mentale che per altro accantonano un settore. Esempio tanti buoni passisti, nemmeno tanto pesanti, aprioristicamente rifiutano di andare in salita, per "paura" della stessa. Io, ad esempio, prima mi piaceva andare in salita perchè mi ero fissato di essere un grimper e quindi davo per scontato che le crono non facessero per me: invece una volta che le ho provate mi ci sono innamarato. Il non plusultra: le cronoscalate! Oddio io ho anche un fisico intermedio: non sono un grissino di 50 kg che ha solo agilità, ma nemmeno una bestia da 190 cm di altezza x 90 kg che può solo spingere rapportoni in pianura e già sui cavalcavia soffre! E comunque il ciclismo quando è pulito, è tutto bello, come qualsiasi sport! [/QUOTE]
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