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Metodologie di allenamento
Salita, miglior allenamento per migliorare la prestazione
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 2319374" data-attributes="member: 20890"><p>in maniera un pò radicale (infatti a volte sembra che rispondo sgarbatamente!) ti riporto una frase che molti contestano ma ha un senso di verità: "un ciclista che si allena per distanze lunghe a ritmo lento....sarà un ciclista lento". Lunghi e molto lunghi servono sicuramente ma non come miglioramento prestativo. Lavorando ad alte intensità (soglia e Vo2max) si hanno dei miglioramenti ad ampio raggio anche sui ritmi più "blandi", mentre viceversa questo accade in maniera minore.</p><p>Un ampio "motore" aerobico è necessario in questo sport e l'intensità è uno stimolo più importante della durata (1 teoria) altri asseriscono il contrario (interessante articolo) <a href="http://www.sportsci.org/2009/ss.pdf" target="_blank">http://www.sportsci.org/2009/ss.pdf</a></p><p>Non essendo una scienza perfetta ci sono anche opinioni contrastanti e questo è noto.</p><p>Il mio suggerimento sarebbe di aumentare intensità e qualità degli stimoli allenanti (con l'obiettivo di aumentare la potenza espressa nell'arco di 60'= FTP) e successivamente operare ad un progressivo aumento anche di volume (uscite più lunghe...FTP mantenuta per PIU' tempo). Inoltre considerando che i percorsi lunghi prevedono anche tratti di recupero e discese è importante lavorare sulla capacità e velocità del recupero stesso, fattore più stimolato da uscita ad alta intensità (es ripetute con rapporto lavoro:recuperi di 1:1 o addirittura 1:0,5). Un lavoro di solo lungo incide in maniera minore su questo adattamento.</p><p>Altro aspetto importantissimo su lunghe distanze è l'alimentazione, per garantire un ottimale bilancio glicemico ed evitare picchi e cali (un picco glicemico porta ad un calo ancora più repentino). La regola base è evitare cibi ad alto indice glicemico , mentre nell'allenamento si opera in maniera opposta prevedendo però che l'intestino non può assorbire adeguatamente determinate quantità di zuccheri: durante lo sforzo è bene scegliere la miscela di carboidrati che garanrisce la massima ossidazione degli stessi da parte dei muscoli (mix di fruttosio e glucosio permettono l'assorbimento di 1,7g/min ma qui stiamo entrando off topic :) )</p><p>Tutti possono migliorare nei limiti imposti da tempo, dedizione e genetica!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 2319374, member: 20890"] in maniera un pò radicale (infatti a volte sembra che rispondo sgarbatamente!) ti riporto una frase che molti contestano ma ha un senso di verità: "un ciclista che si allena per distanze lunghe a ritmo lento....sarà un ciclista lento". Lunghi e molto lunghi servono sicuramente ma non come miglioramento prestativo. Lavorando ad alte intensità (soglia e Vo2max) si hanno dei miglioramenti ad ampio raggio anche sui ritmi più "blandi", mentre viceversa questo accade in maniera minore. Un ampio "motore" aerobico è necessario in questo sport e l'intensità è uno stimolo più importante della durata (1 teoria) altri asseriscono il contrario (interessante articolo) [URL]http://www.sportsci.org/2009/ss.pdf[/URL] Non essendo una scienza perfetta ci sono anche opinioni contrastanti e questo è noto. Il mio suggerimento sarebbe di aumentare intensità e qualità degli stimoli allenanti (con l'obiettivo di aumentare la potenza espressa nell'arco di 60'= FTP) e successivamente operare ad un progressivo aumento anche di volume (uscite più lunghe...FTP mantenuta per PIU' tempo). Inoltre considerando che i percorsi lunghi prevedono anche tratti di recupero e discese è importante lavorare sulla capacità e velocità del recupero stesso, fattore più stimolato da uscita ad alta intensità (es ripetute con rapporto lavoro:recuperi di 1:1 o addirittura 1:0,5). Un lavoro di solo lungo incide in maniera minore su questo adattamento. Altro aspetto importantissimo su lunghe distanze è l'alimentazione, per garantire un ottimale bilancio glicemico ed evitare picchi e cali (un picco glicemico porta ad un calo ancora più repentino). La regola base è evitare cibi ad alto indice glicemico , mentre nell'allenamento si opera in maniera opposta prevedendo però che l'intestino non può assorbire adeguatamente determinate quantità di zuccheri: durante lo sforzo è bene scegliere la miscela di carboidrati che garanrisce la massima ossidazione degli stessi da parte dei muscoli (mix di fruttosio e glucosio permettono l'assorbimento di 1,7g/min ma qui stiamo entrando off topic :) ) Tutti possono migliorare nei limiti imposti da tempo, dedizione e genetica! [/QUOTE]
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