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Scoop Gazzetta dello Sport su Cipollini
Testo
<blockquote data-quote="mach1" data-source="post: 4039641" data-attributes="member: 22479"><p>ho lasciato una risposta a questo intervento di Cassani, nome Gustavo la Pizza, la riporto qui dentro, se condividete tali parole lasciateci sotto un "mi piace" così magari la legge:</p><p></p><p><em>" signor Cassani, il mio sarà un intervento lungo, e mi auguro non si perda nel rumore di fondo della sua pagina facebook e mi auguro che lei abbia la pazienza di leggerlo. Premessa la mia stima per lei ( che reputo una delle persone più piacevoli da seguire in televisione quando si parla di ciclismo ed ho sempre adorato le sue ricognizioni pregara di cui si possono trovare diversi video su youtube, peccato che non gliele facciano più fare ), le ho anche chiesto di fare la Foto insieme all'arrivo del giro a Milano e mi sono preoccupato quando ho sentito del suo incidente sulla scatto fisso ( alla sua età ancora a fare il giovincello sulle scatto fisso? ) voglio farle notare una cosa: la sfiducia nello sport in questione non è data solamente da casi come quello di Armstrong o di Cipollini ( o di Basso, o di Scarponi, o di Vinokourov o di....... ). Se uno vuole essere ottimista può anche considerare questi casi come il segnale che l'antidoping nel ciclismo fa il suo lavoro, visto che di positività per esempio nel calcio non se ne registrano mai, al massimo qualcuno per cocaina, e sicuramente ciò non avviene perchè i calciatori siano tutti santi ( se aprissero il vaso di pandora nel calcio ci sarebbe da divertirsi davvero suppongo ). La sfiducia della gente nei confronti del ciclismo deriva dal muro di omertà che ha sempre caratterizzato questa disciplina. Nessuno sa mai niente, nessuno dice mai niente. Se qualcuno prova a squarciare questo muro di omertà viene dileggiato, emarginato e espulso dal sistema come l'ingranaggio storto che va bloccare tutto il meccanismo, come il fattore che vuole tirare il collo alla gallina dalle uova d'oro . Sicuramente per lei nomi come Simeoni ( vilipeso da Armstrong e vergogna delle vergogne insultato dai suoi stessi connazionali come Pozzato ) o Christophe Bassons ( talento promettente, persona intelligente e correttissima, l'unico della festina a non aver preso mai nulla e respinto dallo sport che amava come un tumore maligno: era il 1998 e già allora ci dicevate che dopo lo scandalo festina sarebbe cambiato tutto e invece arrivarono Indurain, grande miracolato dell'antidoping, e Armstrong! ) non saranno nuovi. Persino voi giornalisti rai che nel ciclismo ci vivete 24 ore al giorno sette giorni la settimana ogni volta che qualcuno viene pizzicato cascate dal pero come delle vergini. Eppure è ormai opinione comune per ammissione stessa degli addetti ai lavori che almeno nel periodo di Armstrong ( cito questo per via delle recenti indagini e rivelazioni, in realtà il vero boom del doping moderno risale a mio avviso probabilmente a metà degli anni 80 ) il doping fosse la prassi normale e necessaria per chiunque volesse vincere qualcosa ( quantomeno in termini di corse a tappe): percui quando sento parlare persone come voi, lei e Savoldelli, che il ciclismo lo avete vissuto da protagonisti e che ancora ora lo vivete da dentro, non posso fare a meno di pormi delle domande: o siete veramente dei candidi, delle persone talmente pure che pur avendo avuto tutto ciò sotto il naso non se ne sono resi conto, o siete degli ipocriti nel voler far finta di non vedere ciò che è palese o siete degli incompetenti nel non rendervi conto di questo fenomeno, o come molti volete semplicemente evitare il più possibile di sputare nel piatto che vi da da mangiare. E devo dirglielo, il modo in cui Savoldelli ha reagito all'affaire armstrong mi ha lasciato l'amaro in bocca e sono esattamente queste il tipo di reazioni che poi suscitano nella gente quel senso di sfiducia e di omertà di cui parlavo poc'anzi.Le assicuro che le dico questo con dispiacere e senza alcuna intenzione di biasimo ma solamente per riportarle "il polso dello spettatore" perchè ribadisco il mio affetto e la stima nei vostri confronti soprattutto dato che, cosa rara in televisione, sentendovi parlare di ciclismo traspare da ogni vostra parola l'amore e la passione che provate per questo sport. Ma la passione e l'amore a volte ci coprono gli occhi e ci impediscono di vedere la realtà: quante persone rese cieche dall'amore per la propria compagna non si sono rese conto o hanno voluto negare il fatto che questa li tradiva, fino a quando non è stato troppo tardi? Io credo che non siano i giornali che puntano il dito contro il doping nel ciclismo ad avere tradito lei, signor Cassani: io credo che sia stato il ciclismo ad averla tradita. Uno sport in cui viene permesso ad una persona come "mr 60%" di gestire una squadra di ciclismo, di influire sul futuro di giovani promesse nonchè la carriera dell'attuale astro del ciclismo non può avere credibilità. Uno sport in cui due mummie come McQuaid e Van Bruggen, dopo tutto quello che sta succedendo, sfoderando la peggiore delle italiche virtù e non vaglino nemmeno la possibilità di alzare il loro culo dagli scranni d'oro su cui sono seduti non può avere credibilità. Uno sport in cui ogni volta che qualcuno viene beccato a un controllo antidoping non fa nomi ( il simbolo che ci avete propinato di Basso portavoce redento del nuovo ciclismo pulito quanto collaborò una volta beccato? Visto che lei stesso vuole che escano tutti i nomi da quelle carte, come lo voglio io del resto, c'è ancora un "amigo birillo" nelle carte dell'operacion puerto che non ha un nome, se lo ricorda? perchè non glielo chiede? ) o se fa nomi viene emarginato dal sistema non può avere una credibilità. Io ce l'ho una bicicletta da corsa. Sono il classico ciclista della domenica, che non si allena, che fa fatica persino su una salita al 8% con la compact e il 28, che si sente un eroe se riesce a fare Milano-Genova in bicicletta anche se poi la settimana dopo si sente come se un camion gli sia passato sulle gambe. Che per arrivare sul Ghisallo se la fa da Erba perchè da Bellagio tira troppo. Ma sono sereno, anche se la gente pensa che il ciclismo sia uno sport di dopati perchè la cosa non mi riguarda. Se vuole essere sereno anche lei faccia ciò che è giusto per il ciclismo. C'è per esempio un iniziativa al momento che credo possa meritare attenzione <a href="http://www.changecyclingnow.org/?lang=it" target="_blank">http://www.changecyclingnow.org/?lang=it</a> le dia almeno un occhiata, lei che magari conosce meglio le persone coinvolte e se la ritiene valida vi aderisca, usi il suo nome per farvi pubblicità. L'unica cosa certa è che ill ciclismo come è stato gestito negli ultimi 20 anni ha portato a tutto questo e così non può andare avanti, non può avere un futuro serio e credibile. Qualcosa va fatto e va fatto ora, che il vecchio tronco traballa e gli si può dare una spallata per lasciare lo spazio a un nuovo seme di crescere, un seme che possa dare frutti migliori, altrimenti nessuno avrà più il diritto di lamentarsi se il mondo ci vede come una massa di dopati. Cordialmente la saluto."</em></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="mach1, post: 4039641, member: 22479"] ho lasciato una risposta a questo intervento di Cassani, nome Gustavo la Pizza, la riporto qui dentro, se condividete tali parole lasciateci sotto un "mi piace" così magari la legge: [I]" signor Cassani, il mio sarà un intervento lungo, e mi auguro non si perda nel rumore di fondo della sua pagina facebook e mi auguro che lei abbia la pazienza di leggerlo. Premessa la mia stima per lei ( che reputo una delle persone più piacevoli da seguire in televisione quando si parla di ciclismo ed ho sempre adorato le sue ricognizioni pregara di cui si possono trovare diversi video su youtube, peccato che non gliele facciano più fare ), le ho anche chiesto di fare la Foto insieme all'arrivo del giro a Milano e mi sono preoccupato quando ho sentito del suo incidente sulla scatto fisso ( alla sua età ancora a fare il giovincello sulle scatto fisso? ) voglio farle notare una cosa: la sfiducia nello sport in questione non è data solamente da casi come quello di Armstrong o di Cipollini ( o di Basso, o di Scarponi, o di Vinokourov o di....... ). Se uno vuole essere ottimista può anche considerare questi casi come il segnale che l'antidoping nel ciclismo fa il suo lavoro, visto che di positività per esempio nel calcio non se ne registrano mai, al massimo qualcuno per cocaina, e sicuramente ciò non avviene perchè i calciatori siano tutti santi ( se aprissero il vaso di pandora nel calcio ci sarebbe da divertirsi davvero suppongo ). La sfiducia della gente nei confronti del ciclismo deriva dal muro di omertà che ha sempre caratterizzato questa disciplina. Nessuno sa mai niente, nessuno dice mai niente. Se qualcuno prova a squarciare questo muro di omertà viene dileggiato, emarginato e espulso dal sistema come l'ingranaggio storto che va bloccare tutto il meccanismo, come il fattore che vuole tirare il collo alla gallina dalle uova d'oro . Sicuramente per lei nomi come Simeoni ( vilipeso da Armstrong e vergogna delle vergogne insultato dai suoi stessi connazionali come Pozzato ) o Christophe Bassons ( talento promettente, persona intelligente e correttissima, l'unico della festina a non aver preso mai nulla e respinto dallo sport che amava come un tumore maligno: era il 1998 e già allora ci dicevate che dopo lo scandalo festina sarebbe cambiato tutto e invece arrivarono Indurain, grande miracolato dell'antidoping, e Armstrong! ) non saranno nuovi. Persino voi giornalisti rai che nel ciclismo ci vivete 24 ore al giorno sette giorni la settimana ogni volta che qualcuno viene pizzicato cascate dal pero come delle vergini. Eppure è ormai opinione comune per ammissione stessa degli addetti ai lavori che almeno nel periodo di Armstrong ( cito questo per via delle recenti indagini e rivelazioni, in realtà il vero boom del doping moderno risale a mio avviso probabilmente a metà degli anni 80 ) il doping fosse la prassi normale e necessaria per chiunque volesse vincere qualcosa ( quantomeno in termini di corse a tappe): percui quando sento parlare persone come voi, lei e Savoldelli, che il ciclismo lo avete vissuto da protagonisti e che ancora ora lo vivete da dentro, non posso fare a meno di pormi delle domande: o siete veramente dei candidi, delle persone talmente pure che pur avendo avuto tutto ciò sotto il naso non se ne sono resi conto, o siete degli ipocriti nel voler far finta di non vedere ciò che è palese o siete degli incompetenti nel non rendervi conto di questo fenomeno, o come molti volete semplicemente evitare il più possibile di sputare nel piatto che vi da da mangiare. E devo dirglielo, il modo in cui Savoldelli ha reagito all'affaire armstrong mi ha lasciato l'amaro in bocca e sono esattamente queste il tipo di reazioni che poi suscitano nella gente quel senso di sfiducia e di omertà di cui parlavo poc'anzi.Le assicuro che le dico questo con dispiacere e senza alcuna intenzione di biasimo ma solamente per riportarle "il polso dello spettatore" perchè ribadisco il mio affetto e la stima nei vostri confronti soprattutto dato che, cosa rara in televisione, sentendovi parlare di ciclismo traspare da ogni vostra parola l'amore e la passione che provate per questo sport. Ma la passione e l'amore a volte ci coprono gli occhi e ci impediscono di vedere la realtà: quante persone rese cieche dall'amore per la propria compagna non si sono rese conto o hanno voluto negare il fatto che questa li tradiva, fino a quando non è stato troppo tardi? Io credo che non siano i giornali che puntano il dito contro il doping nel ciclismo ad avere tradito lei, signor Cassani: io credo che sia stato il ciclismo ad averla tradita. Uno sport in cui viene permesso ad una persona come "mr 60%" di gestire una squadra di ciclismo, di influire sul futuro di giovani promesse nonchè la carriera dell'attuale astro del ciclismo non può avere credibilità. Uno sport in cui due mummie come McQuaid e Van Bruggen, dopo tutto quello che sta succedendo, sfoderando la peggiore delle italiche virtù e non vaglino nemmeno la possibilità di alzare il loro culo dagli scranni d'oro su cui sono seduti non può avere credibilità. Uno sport in cui ogni volta che qualcuno viene beccato a un controllo antidoping non fa nomi ( il simbolo che ci avete propinato di Basso portavoce redento del nuovo ciclismo pulito quanto collaborò una volta beccato? Visto che lei stesso vuole che escano tutti i nomi da quelle carte, come lo voglio io del resto, c'è ancora un "amigo birillo" nelle carte dell'operacion puerto che non ha un nome, se lo ricorda? perchè non glielo chiede? ) o se fa nomi viene emarginato dal sistema non può avere una credibilità. Io ce l'ho una bicicletta da corsa. Sono il classico ciclista della domenica, che non si allena, che fa fatica persino su una salita al 8% con la compact e il 28, che si sente un eroe se riesce a fare Milano-Genova in bicicletta anche se poi la settimana dopo si sente come se un camion gli sia passato sulle gambe. Che per arrivare sul Ghisallo se la fa da Erba perchè da Bellagio tira troppo. Ma sono sereno, anche se la gente pensa che il ciclismo sia uno sport di dopati perchè la cosa non mi riguarda. Se vuole essere sereno anche lei faccia ciò che è giusto per il ciclismo. C'è per esempio un iniziativa al momento che credo possa meritare attenzione [url]http://www.changecyclingnow.org/?lang=it[/url] le dia almeno un occhiata, lei che magari conosce meglio le persone coinvolte e se la ritiene valida vi aderisca, usi il suo nome per farvi pubblicità. L'unica cosa certa è che ill ciclismo come è stato gestito negli ultimi 20 anni ha portato a tutto questo e così non può andare avanti, non può avere un futuro serio e credibile. Qualcosa va fatto e va fatto ora, che il vecchio tronco traballa e gli si può dare una spallata per lasciare lo spazio a un nuovo seme di crescere, un seme che possa dare frutti migliori, altrimenti nessuno avrà più il diritto di lamentarsi se il mondo ci vede come una massa di dopati. Cordialmente la saluto."[/I] [/QUOTE]
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