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Scoop Gazzetta dello Sport su Cipollini
Testo
<blockquote data-quote="Shinkansen" data-source="post: 4041683" data-attributes="member: 3881"><p>Però penso che sia inutile che ci accaniamo sul fatto che quello che emerge sono indizi. Ci sono testimonianze, confessioni di ex-corridori, squalifiche di corridori ancora in attività che non hanno parlato che fanno capire il contesto.</p><p>Quello che sta emergendo è che ciò che pensavamo e qualcuno di noi diceva (me compreso): «Finché uno non è condannato è innocente.» è un mondo a parte che di onesto non aveva niente. Si basava sulla menzogna, dove il 95% dei concorrenti barava. </p><p>Gli stessi medici intercettati (Ferrari) non giudicavano la prestazione di chi vinceva sulle base delle sue reali capacità, ma la commentavano su quale trattamento avesse fatto per arrivare primo.</p><p>Forse il mondo del ciclismo si è svegliato e ha capito che non poteva andare più avanti così. Io rimango scettico, pur continuando a vedere le gare perché mi piacciono. Ma se si volesse davvero mettere un segno e dire «Da qui non si sgarra più, chi è beccato è fuori.» bisogna cominciare a pensare ad una moratoria.</p><p>Non mi piace, sa troppo di colpo di spugna, ma non vedo altre soluzioni. Per quel che mi riguarda lascerei le vittorie anche a coloro che confessassero che si sono dopati, a patto che confessassero tutto: delle loro frequentazioni, di chi li mandava dai preparatori. Vorrei i nomi dei meccanici, dei direttori sportivi, dei proprietari delle squadre. Le autorità sportive, quelle antdoping. Salverei solo i corridori, che in questi anni sono stati il vero anello debole della catena. E chi fosse trovato colpevole lo accompagnerei fuori della porta. Basta! Col ciclismo hai chiuso.</p><p>E chi fosse trovato a frequentare chi è stato espulso, sia per telefono, per e-mail, incontrato al bar per un aperitivo lo caccerei a mia volta. Per sempre. Avevi una seconda possibilità, te la sei giocata.</p><p>Soluzione troppo drastica? Sì, ma non vedo alternative.</p><p>Il doping è una piaga sociale e bisogna iniziare ad usare le maniere forti. Arrivo addirittura a pensare che in questo fervore moratorio espellere qualche innocente pur di salvare il movimento non sarebbe po tanto male. O il ciclismo prende quest'autobus o non sapremo mai quando passerà il prossimo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Shinkansen, post: 4041683, member: 3881"] Però penso che sia inutile che ci accaniamo sul fatto che quello che emerge sono indizi. Ci sono testimonianze, confessioni di ex-corridori, squalifiche di corridori ancora in attività che non hanno parlato che fanno capire il contesto. Quello che sta emergendo è che ciò che pensavamo e qualcuno di noi diceva (me compreso): «Finché uno non è condannato è innocente.» è un mondo a parte che di onesto non aveva niente. Si basava sulla menzogna, dove il 95% dei concorrenti barava. Gli stessi medici intercettati (Ferrari) non giudicavano la prestazione di chi vinceva sulle base delle sue reali capacità, ma la commentavano su quale trattamento avesse fatto per arrivare primo. Forse il mondo del ciclismo si è svegliato e ha capito che non poteva andare più avanti così. Io rimango scettico, pur continuando a vedere le gare perché mi piacciono. Ma se si volesse davvero mettere un segno e dire «Da qui non si sgarra più, chi è beccato è fuori.» bisogna cominciare a pensare ad una moratoria. Non mi piace, sa troppo di colpo di spugna, ma non vedo altre soluzioni. Per quel che mi riguarda lascerei le vittorie anche a coloro che confessassero che si sono dopati, a patto che confessassero tutto: delle loro frequentazioni, di chi li mandava dai preparatori. Vorrei i nomi dei meccanici, dei direttori sportivi, dei proprietari delle squadre. Le autorità sportive, quelle antdoping. Salverei solo i corridori, che in questi anni sono stati il vero anello debole della catena. E chi fosse trovato colpevole lo accompagnerei fuori della porta. Basta! Col ciclismo hai chiuso. E chi fosse trovato a frequentare chi è stato espulso, sia per telefono, per e-mail, incontrato al bar per un aperitivo lo caccerei a mia volta. Per sempre. Avevi una seconda possibilità, te la sei giocata. Soluzione troppo drastica? Sì, ma non vedo alternative. Il doping è una piaga sociale e bisogna iniziare ad usare le maniere forti. Arrivo addirittura a pensare che in questo fervore moratorio espellere qualche innocente pur di salvare il movimento non sarebbe po tanto male. O il ciclismo prende quest'autobus o non sapremo mai quando passerà il prossimo. [/QUOTE]
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