Sono molto in ritardo a questa festa di Serena! Però devo sottolineare i consigli di conservare questa bici com'è. Ma cambiando il gruppo, o i pezzi consummati, anche la 5V per 7-8V per la pinione andrà molto bene.
Mille novecento novanta tre mi sono trovato a Brescia in Via San Zeno, 1, all'
officina di uno Piero Serena. Ho comprato da lui una bici usata, come questo di lei; bellissima. Ho perso conto dei kilometri abbiamo fatto insieme, anche dei metri in salita-discesa. Trenta mila? Di più? Non lo so. Ancra va benissimo. Ogni vola esco in questa sella ricevevamo (!) tanti complimenti -- sulla bici, su suo telaio sopratutto. Anche agli Stati Uniti da dove vengo io, tanti ciclisti hanno dato tali complimenti.
Ho incontrato Piero Serena al suo studio a Brescia; mi ha mostrato il suo mestiere, facendo la saldatura nel fuoco di carboncino con la turbina d'aria spinta a mano. Ha dichiarato, molto fiero, "Sono telaista cinquanta-cinque anni; primo di me, mio padre!"
Ha una bici eccezionale in ogni senso. Tenerci bene. Pedalarci sempre!
Un altro pezzo, 2003, cercando informazioni su Serena anche sulla Fiera Internazione del Ciclo e Motoclico, a Milano, ho trovato un'articolo solo su suo nome. Di cui, era questo, più o meno: ". . . Piero Serena, l'epigone di tutti i telaisti italiani . . ."
Bastava per me, anche se ho già sentito molto l'agilita, la ben-fattura, di questa bici.
An American cyclist friend gave it a try and reported back this way: "It has handling character I would call 'POINT AND SQUIRT'!"
Cioè: APPUNTARE E SPREMERE!!
A presto.