Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Allenamento
Metodologie di allenamento
Sfatiamo l'attendibilità dei watt
Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 6289040" data-attributes="member: 5183"><p>Il fatto è che lo sarà comunque e in ogni momento, "lento". Proprio perchè si tratta di un evento secondario in risposta ad una richiesta di flusso sanguigno che impiega comunque un po' di tempo per diventare (circa) stazionario.</p><p>L'argomento "riscaldamento" non è comunque riduttivo o banale. E siccome in generale ha l'obiettivo di "<em>evocare effetti di temperatura, metabolici, neurali e psicologici, compresi metabolismo anaerobico, incremento della cinetica di assorbimento dell'ossigeno e potenziamento di post-attivazione</em>" (McGowan, Pyne, Thompson, Rattray - 2015), personalmente vedo la pratica che citi come un eventuale ulteriore controllo che la richiesta iniziale non ecceda quella offerta prima di una completa attivazione, quindi come parte integrante del riscaldamento (oltre a poter essere utilizzata per quantificare una prontezza nei confronti dello sforzo, ma solo se confrontata con la richiesta esterna - potenza). Non trovo particolari riscontri nella durata che indichi (e in molti casi sarebbe anche impraticabile, se la sessione deve avere durata ridotta).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 6289040, member: 5183"] Il fatto è che lo sarà comunque e in ogni momento, "lento". Proprio perchè si tratta di un evento secondario in risposta ad una richiesta di flusso sanguigno che impiega comunque un po' di tempo per diventare (circa) stazionario. L'argomento "riscaldamento" non è comunque riduttivo o banale. E siccome in generale ha l'obiettivo di "[I]evocare effetti di temperatura, metabolici, neurali e psicologici, compresi metabolismo anaerobico, incremento della cinetica di assorbimento dell'ossigeno e potenziamento di post-attivazione[/I]" (McGowan, Pyne, Thompson, Rattray - 2015), personalmente vedo la pratica che citi come un eventuale ulteriore controllo che la richiesta iniziale non ecceda quella offerta prima di una completa attivazione, quindi come parte integrante del riscaldamento (oltre a poter essere utilizzata per quantificare una prontezza nei confronti dello sforzo, ma solo se confrontata con la richiesta esterna - potenza). Non trovo particolari riscontri nella durata che indichi (e in molti casi sarebbe anche impraticabile, se la sessione deve avere durata ridotta). [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Allenamento
Metodologie di allenamento
Sfatiamo l'attendibilità dei watt
Alto
Basso