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SFR: chiariamo la questione, come sostituirle?
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 2727587" data-attributes="member: 20890"><p>nel tempo devo migliorare quella che è la mia espressione di potenza ricercata, per esempio una prestazione submassimale a 5,5W/kg come da <a href="http://img195.imageshack.us/img195/6536/cattura1fg.jpg" target="_blank">esempio grafico precedente</a> a pg 9.</p><p></p><p>Un lavoro in SFR sarebbe poco proficuo sia in termini di stress aerobico, potenza e pure in termini di forza.</p><p>Se continuassi a fare SFR come carico principale arrivare a 5,5W/kg con tutto ciò che consegue sia di adattamento aerobico sia nell' espressione di potenza (curva coppia torcente * cadenza) sarebbe alquanto più difficile, forse non impossibile ma sicuramente meno preparato al compito specifico richiesto.</p><p>Altro appunto: riutilizzando i grafici vettoriali precedenti, la differenza tra un ciclista medio e uno con un buon potenziale sta nell'espressione massima ( e ripetibile nel tempo) di tale picco per un angolo efficace di pedalata. Un lavoro del tipo sfr è l'esatto opposto= distribuzione a bassa cadenza di un picco omogeneo.</p><p></p><p>Come dimostrare che un lavoro di SFR dia un vantaggio nel tempo? Perchè cercare l'ipotetico quando si ha il "più realisticamente" certo avvalorato da numeri e dati e non da sensazioni?</p><p></p><p>EDIT: dimenticavo una cosa importantissima che forse non ho ancora menzionato fino ad ora: si tende in generale a considerare l'allenamento come a compartimenti stagni (muscoli, cuore) soprattutto nell'uso di solo cardio, non sono infatti infrequenti riferimenti o solo uno o solo all'altro aspetto tendendo a scindere le 2 cose. </p><p>Importante aspetto nella metodologia dell'allenamento moderno invece è la visione complementare di tutti gli aspetti, nello specifico nel gesto del ciclismo ANCHE con la componente neuromuscolare. </p><p>Allenamenti di agilizzazione e tecnica di pedalata (vedi ancora vettori nei grafici precedenti) correlati a specifici valori di potenza da esprimere sono molto importanti nel raggiungimento di tecniche efficaci ed efficenti di espressione di potenza, ma soprattutto nella ricerca di "automatismi" neuromuscolari specifici per il gesto richiesto (reclutamento e numero unità motorie coinvolte, velocità e attivazione e disattivazione, ecc..). E' noto come sia difficoltoso per esempio alterare una cadenza "autoscelta" (in genere si tende ad alzare tale valore per rendere meno dispendioso il carico muscolare) ed inserire lavori a bassa cadenza fuori range specifico di allenamento può essere anche deleterio in tal senso. </p><p>Una visione a compartimenti stagni in cui si esula il muscolo da tutto ciò che è a monte (sistema nervoso) è una visione un pò semplicistica e molto da palestra (senza offesa per le palestre, tangenzialmente ci lavoro pure io anche se uso solo ergometri :) )</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 2727587, member: 20890"] nel tempo devo migliorare quella che è la mia espressione di potenza ricercata, per esempio una prestazione submassimale a 5,5W/kg come da [URL="http://img195.imageshack.us/img195/6536/cattura1fg.jpg"]esempio grafico precedente[/URL] a pg 9. Un lavoro in SFR sarebbe poco proficuo sia in termini di stress aerobico, potenza e pure in termini di forza. Se continuassi a fare SFR come carico principale arrivare a 5,5W/kg con tutto ciò che consegue sia di adattamento aerobico sia nell' espressione di potenza (curva coppia torcente * cadenza) sarebbe alquanto più difficile, forse non impossibile ma sicuramente meno preparato al compito specifico richiesto. Altro appunto: riutilizzando i grafici vettoriali precedenti, la differenza tra un ciclista medio e uno con un buon potenziale sta nell'espressione massima ( e ripetibile nel tempo) di tale picco per un angolo efficace di pedalata. Un lavoro del tipo sfr è l'esatto opposto= distribuzione a bassa cadenza di un picco omogeneo. Come dimostrare che un lavoro di SFR dia un vantaggio nel tempo? Perchè cercare l'ipotetico quando si ha il "più realisticamente" certo avvalorato da numeri e dati e non da sensazioni? EDIT: dimenticavo una cosa importantissima che forse non ho ancora menzionato fino ad ora: si tende in generale a considerare l'allenamento come a compartimenti stagni (muscoli, cuore) soprattutto nell'uso di solo cardio, non sono infatti infrequenti riferimenti o solo uno o solo all'altro aspetto tendendo a scindere le 2 cose. Importante aspetto nella metodologia dell'allenamento moderno invece è la visione complementare di tutti gli aspetti, nello specifico nel gesto del ciclismo ANCHE con la componente neuromuscolare. Allenamenti di agilizzazione e tecnica di pedalata (vedi ancora vettori nei grafici precedenti) correlati a specifici valori di potenza da esprimere sono molto importanti nel raggiungimento di tecniche efficaci ed efficenti di espressione di potenza, ma soprattutto nella ricerca di "automatismi" neuromuscolari specifici per il gesto richiesto (reclutamento e numero unità motorie coinvolte, velocità e attivazione e disattivazione, ecc..). E' noto come sia difficoltoso per esempio alterare una cadenza "autoscelta" (in genere si tende ad alzare tale valore per rendere meno dispendioso il carico muscolare) ed inserire lavori a bassa cadenza fuori range specifico di allenamento può essere anche deleterio in tal senso. Una visione a compartimenti stagni in cui si esula il muscolo da tutto ciò che è a monte (sistema nervoso) è una visione un pò semplicistica e molto da palestra (senza offesa per le palestre, tangenzialmente ci lavoro pure io anche se uso solo ergometri :) ) [/QUOTE]
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