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Allenamento
Metodologie di allenamento
SFR fuori soglia
Testo
<blockquote data-quote="AndreaMorelli" data-source="post: 1007072" data-attributes="member: 6696"><p><span style="color: black">Penso che stiamo tirando in ballo diversi aspetti, tutti in loro modo validi e collegati. Io non ho la risposta certa quindi ceco di collegare le varie informazioni, sia quelle più scientifiche che quelle più empiriche (sensazioni e dati sul campo). Che magari possono potare a conclusioni diverse (e corrette) rispetto a quello pubblicato.</span></p><p></p><p><span style="color: black">La cadenza ottimale è stato sempre una questione irrisolta alla fine si cerca di tagliarla corta ed ognuno si da una sua definizione....</span></p><p></p><p><span style="color: black">Questo vale anche per altri aspetti del ciclismo che vanno dalla FC alla potenza. Sulla FC ci sono molti più studi in letteratura ed è molti anni che viene utilizzata quindi alcune cose sono date per appurate. Altri aspetti come la potenza (e l'allenamento con la potenza) sono abbastanza recenti e se ci si pone alcuni problemi è perché i "guru" dell'allenamento con la potenza danno per scontato certi aspetti e non si pongono altri quesiti.</span></p><p></p><p><span style="color: black">Non possiamo prescindere da FC, forza, rpm (forza*rpm=potenza) e percezione dello sforzo (RPE) e fatica muscolare o periferica e fatica centrale perché sono intimamente collegate.</span></p><p></p><p><span style="color: black">Se ragioniamo dal punto di vista del metabolismo energetico e della disponibilità di ossigeno è mostrato in letteratura che nel ciclismo già durante un esercizio ad intensità pari al 50%-70% del massimo consumo di ossigeno c&#8217;è un aumento della concentrazione di acido lattico ematico e quindi già prima che il mio meccanismo aerobico sia completamente utilizzato. Però anche per intensità che sono all&#8217;incirca il 20% della mia massima contrazione volontaria (MCV) vi è un considerevole aumento del lattato ematico. In poche parole se io sono a 400W e 90rpm la forza media che sviluppo per ogni pedalata (e per gamba) è meno di circa 10kg ed il picco sarà circa 20-25kg. Riferita alla massima forza del mio arto in una contrazione isometrica in cui sviluppo per esempio a 100kg siamo al 10% per la forza media ed al 25% per il picco di forza. Quindi livelli di forza che sono bassi anche se ripetuti per molto tempo.</span></p><p><span style="color: black">Alcuni studi in cui è stata effettuata biopsia muscolare (prelievo di tessuto muscolare) si è visto che il contenuto di glicogeno delle fibre IIa e IIb (fibre veloci) andava progressivamente diminuendo anche per livelli così bassi di intensità, suggerendo una diminuzione della soglia di forza di reclutamento causato dalla fatica. Al contrario in un altro studio si faceva vedere come durante contrazione isometrica con livelli di forza fino al 15-20% dell MCV le fibre di tipo I (fibre lente) erano le uniche che mostravano una deplezione di glicogeno. Oltre questi livelli anche le fibre veloci iniziavano a mostrare deplezione di glicogeno. </span></p><p><span style="color: black">Il tutto porta a suggerire che oltre il 20% della MVC la disponibilità di ossigeno e lo sviluppo di forza influenza il reclutamento delle unità motorie veloci (a soglia di eccitazione più elevata), poiché il flusso sanguigno risulta diminuito durante contrazioni mantenute per periodi lunghi oltre il 20% della MVC. I dati mostrati quindi suggeriscono inoltre che non solo la forza e la velocità di contrazione ma anche la disponibilità di ossigeno e di energia derivante dai substrati disponibili (glicogeno per esempio ma non solo) influenza il reclutamento di queste unità motorie a più alta soglia di eccitazione.</span></p><p><span style="color: black">Oltre al discorso del metabolismo è importante ricordare che la forza è modulata da una combinazione di reclutamento delle unità motorie e frequenza di attivazione. Più alto è il numero di unità motorie e la loro frequenza di scarica più elevata è la forza sviluppata.</span></p><p><span style="color: black">Il reclutamento è basato sul principio della taglia, ossi si segue una sequenza di reclutamento che dipende dal livello di forza e dalla velocità di contrazione. Quando sviluppo una bassa forza per periodi relativamente lunghi recluto unità motorie a bassa soglia di eccitabilità. Al contrario quando sviluppo livelli di forza alti o movimenti veloci, che portano ad affaticamento velocemente recluto unità motorie ad elevata soglia di eccitabilità.</span></p><p><span style="color: black">Poiché negli atleti di resistenza si trovano percentualmente più fibre tipo I (fibre lente) che in atleti di sport di potenza presumibilmente il tipo di attivazione sport-specifico sembra produrre uno shift delle fibre del tipo II in tipo I, probabilmente più efficienti.</span></p><p><span style="color: black">Per quello che riguarda la percezione dello sforzo (RPE) ma anche il livello di forza e quindi di tensione che si sviluppa localmente del muscolo sono legati. Qui si entra in un discorso legato al sistema di controllo motorio periferico ed il suo collegamento col sistema nervoso centrale. Ci sono infatti una varietà di recettori localizzati nel muscolo, nei tendini, nella pelle che danno informazioni al sistema nervoso centrale. Si va dal semplice riflesso da stiramento, completamente involontario (riflesso patellare per esempio) alle informazioni sulla lunghezza muscolare recepita dai fusi neuromuscolari oppure quelle derivanti dagli organi tendinei del Golgi che sono recettori collocati nella giunzione muscolo-tendinea che informano il sistema nervoso riguardo alla forza, alla tensione generata dal muscolo&#8230; e tutti questi organi e sistemi di controllo regolano non solo la contrazione di alcuni muscoli, ma anche la decontrazione di altri. Portando in alcuni casi ad avere situazioni in cui la fatica (in questo caso da ciò che ho scritto anche sopra definibile dal punto di vista metabolico ma anche nervoso) potrebbe giocare un ruolo fondamentale per lo squilibrio di questi meccanismi di controllo che porterebbe ad infortunio.</span></p><p><span style="color: black">Sul discorso metabolismo ed acido lattico la cosa non è poi così chiara. Il classico schema in cui l&#8217;aumento di potenza espressa pota dopo una certa intensità (definita come soglia) un aumento del lattato e quindi aumento degli ioni H+ e conseguente diminuzione del pH e per questioni biochimiche ad una diminuzione della velocità di contrazione o all&#8217;incapacità di contrarre il muscolo è un po&#8217; riduttivo e messo in crisi dal fatto che alcuni soggetti che per determinate patologie non producono acido lattico hanno comunque una soglia. Si dimentica infatti che non vi è solo l&#8217;acido lattico, ma la contrazione muscolare (in aerobiosi o anaerobiosi) porta con se la produzione non solo di acido lattico, ma anche altre sostanze come il fosfato inorganico l&#8217;ammoniaca che entrano in un complesso meccanismo che necessita di enzimi e substrati energetici per far avvenire le reazioni chimiche e che inoltre l&#8217;eccitabilità delle membrane muscolari sono anche influenzate dalle concentrazioni di elettroliti (potassio, sodio, ecc).</span></p><p><span style="color: black">Quello che ho cercato di esprimere in questo lungo discorso è che non è semplice cercare risposte ai molti quesiti che ognuno di voi (o io) ci facciamo. Chi vi da delle risposte troppo facili o vi propone metodiche di allenamento di un certo tipo realmente pensa al risvolto fisiologico ? E siete sicuri che non lo faccia solo per attirare la vostra attenzione ma dal punto vista scientifico non sa cosa sta facendo ?</span></p><p><span style="color: black">Noi siamo un &#8220;sistema&#8221; complesso, inoltre ognuno di noi risponde allo stesso tipo di stimolo o metodica di allenamento in modo diverso.</span></p><p></p><p><span style="color: black">Andrea</span></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="AndreaMorelli, post: 1007072, member: 6696"] [COLOR=black]Penso che stiamo tirando in ballo diversi aspetti, tutti in loro modo validi e collegati. Io non ho la risposta certa quindi ceco di collegare le varie informazioni, sia quelle più scientifiche che quelle più empiriche (sensazioni e dati sul campo). Che magari possono potare a conclusioni diverse (e corrette) rispetto a quello pubblicato.[/COLOR] [COLOR=black]La cadenza ottimale è stato sempre una questione irrisolta alla fine si cerca di tagliarla corta ed ognuno si da una sua definizione....[/COLOR] [COLOR=black]Questo vale anche per altri aspetti del ciclismo che vanno dalla FC alla potenza. Sulla FC ci sono molti più studi in letteratura ed è molti anni che viene utilizzata quindi alcune cose sono date per appurate. Altri aspetti come la potenza (e l'allenamento con la potenza) sono abbastanza recenti e se ci si pone alcuni problemi è perché i "guru" dell'allenamento con la potenza danno per scontato certi aspetti e non si pongono altri quesiti.[/COLOR] [COLOR=black]Non possiamo prescindere da FC, forza, rpm (forza*rpm=potenza) e percezione dello sforzo (RPE) e fatica muscolare o periferica e fatica centrale perché sono intimamente collegate.[/COLOR] [COLOR=black]Se ragioniamo dal punto di vista del metabolismo energetico e della disponibilità di ossigeno è mostrato in letteratura che nel ciclismo già durante un esercizio ad intensità pari al 50%-70% del massimo consumo di ossigeno c’è un aumento della concentrazione di acido lattico ematico e quindi già prima che il mio meccanismo aerobico sia completamente utilizzato. Però anche per intensità che sono all’incirca il 20% della mia massima contrazione volontaria (MCV) vi è un considerevole aumento del lattato ematico. In poche parole se io sono a 400W e 90rpm la forza media che sviluppo per ogni pedalata (e per gamba) è meno di circa 10kg ed il picco sarà circa 20-25kg. Riferita alla massima forza del mio arto in una contrazione isometrica in cui sviluppo per esempio a 100kg siamo al 10% per la forza media ed al 25% per il picco di forza. Quindi livelli di forza che sono bassi anche se ripetuti per molto tempo.[/COLOR] [COLOR=black]Alcuni studi in cui è stata effettuata biopsia muscolare (prelievo di tessuto muscolare) si è visto che il contenuto di glicogeno delle fibre IIa e IIb (fibre veloci) andava progressivamente diminuendo anche per livelli così bassi di intensità, suggerendo una diminuzione della soglia di forza di reclutamento causato dalla fatica. Al contrario in un altro studio si faceva vedere come durante contrazione isometrica con livelli di forza fino al 15-20% dell MCV le fibre di tipo I (fibre lente) erano le uniche che mostravano una deplezione di glicogeno. Oltre questi livelli anche le fibre veloci iniziavano a mostrare deplezione di glicogeno. [/COLOR] [COLOR=black]Il tutto porta a suggerire che oltre il 20% della MVC la disponibilità di ossigeno e lo sviluppo di forza influenza il reclutamento delle unità motorie veloci (a soglia di eccitazione più elevata), poiché il flusso sanguigno risulta diminuito durante contrazioni mantenute per periodi lunghi oltre il 20% della MVC. I dati mostrati quindi suggeriscono inoltre che non solo la forza e la velocità di contrazione ma anche la disponibilità di ossigeno e di energia derivante dai substrati disponibili (glicogeno per esempio ma non solo) influenza il reclutamento di queste unità motorie a più alta soglia di eccitazione.[/COLOR] [COLOR=black]Oltre al discorso del metabolismo è importante ricordare che la forza è modulata da una combinazione di reclutamento delle unità motorie e frequenza di attivazione. Più alto è il numero di unità motorie e la loro frequenza di scarica più elevata è la forza sviluppata.[/COLOR] [COLOR=black]Il reclutamento è basato sul principio della taglia, ossi si segue una sequenza di reclutamento che dipende dal livello di forza e dalla velocità di contrazione. Quando sviluppo una bassa forza per periodi relativamente lunghi recluto unità motorie a bassa soglia di eccitabilità. Al contrario quando sviluppo livelli di forza alti o movimenti veloci, che portano ad affaticamento velocemente recluto unità motorie ad elevata soglia di eccitabilità.[/COLOR] [COLOR=black]Poiché negli atleti di resistenza si trovano percentualmente più fibre tipo I (fibre lente) che in atleti di sport di potenza presumibilmente il tipo di attivazione sport-specifico sembra produrre uno shift delle fibre del tipo II in tipo I, probabilmente più efficienti.[/COLOR] [COLOR=black]Per quello che riguarda la percezione dello sforzo (RPE) ma anche il livello di forza e quindi di tensione che si sviluppa localmente del muscolo sono legati. Qui si entra in un discorso legato al sistema di controllo motorio periferico ed il suo collegamento col sistema nervoso centrale. Ci sono infatti una varietà di recettori localizzati nel muscolo, nei tendini, nella pelle che danno informazioni al sistema nervoso centrale. Si va dal semplice riflesso da stiramento, completamente involontario (riflesso patellare per esempio) alle informazioni sulla lunghezza muscolare recepita dai fusi neuromuscolari oppure quelle derivanti dagli organi tendinei del Golgi che sono recettori collocati nella giunzione muscolo-tendinea che informano il sistema nervoso riguardo alla forza, alla tensione generata dal muscolo… e tutti questi organi e sistemi di controllo regolano non solo la contrazione di alcuni muscoli, ma anche la decontrazione di altri. Portando in alcuni casi ad avere situazioni in cui la fatica (in questo caso da ciò che ho scritto anche sopra definibile dal punto di vista metabolico ma anche nervoso) potrebbe giocare un ruolo fondamentale per lo squilibrio di questi meccanismi di controllo che porterebbe ad infortunio.[/COLOR] [COLOR=black]Sul discorso metabolismo ed acido lattico la cosa non è poi così chiara. Il classico schema in cui l’aumento di potenza espressa pota dopo una certa intensità (definita come soglia) un aumento del lattato e quindi aumento degli ioni H+ e conseguente diminuzione del pH e per questioni biochimiche ad una diminuzione della velocità di contrazione o all’incapacità di contrarre il muscolo è un po’ riduttivo e messo in crisi dal fatto che alcuni soggetti che per determinate patologie non producono acido lattico hanno comunque una soglia. Si dimentica infatti che non vi è solo l’acido lattico, ma la contrazione muscolare (in aerobiosi o anaerobiosi) porta con se la produzione non solo di acido lattico, ma anche altre sostanze come il fosfato inorganico l’ammoniaca che entrano in un complesso meccanismo che necessita di enzimi e substrati energetici per far avvenire le reazioni chimiche e che inoltre l’eccitabilità delle membrane muscolari sono anche influenzate dalle concentrazioni di elettroliti (potassio, sodio, ecc).[/COLOR] [COLOR=black]Quello che ho cercato di esprimere in questo lungo discorso è che non è semplice cercare risposte ai molti quesiti che ognuno di voi (o io) ci facciamo. Chi vi da delle risposte troppo facili o vi propone metodiche di allenamento di un certo tipo realmente pensa al risvolto fisiologico ? E siete sicuri che non lo faccia solo per attirare la vostra attenzione ma dal punto vista scientifico non sa cosa sta facendo ?[/COLOR] [COLOR=black]Noi siamo un “sistema” complesso, inoltre ognuno di noi risponde allo stesso tipo di stimolo o metodica di allenamento in modo diverso.[/COLOR] [COLOR=black]Andrea[/COLOR] [/QUOTE]
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