Mi sono letto solo ora questo topic, e ho notato che nessuno ha ben presente una cosa: i sistemi di cambio odierni sono antidiluviani, indipendentemente dall'elettronica (per inciso, non sono contrario a priori all'elettronica sulle bici, ma il semplice comando elettrico mi pare un po' poco per parlare di innovazione, perché non mi pare che aggiunga chissà cosa nella pratica).
Se ci pensate concettualmente nulla è cambiato dal cambio che si usava ai tempi di Bartali (60/70 anni fa!) a quelli di oggi: c'è un deragliatore azionato in qualche odo che fa saltare la catena da un pignone/corona all'altro/a. Basta. Ieri il comando era una leva sul fodero orizzontale, oggi è più comodo e preciso sul manubrio, ma il concetto è lo stesso. E se ci pensi è anche inefficiente, perché quando usi un 52x15 per esempio, l'altra moltiplica e gli altri pignoni sono solo zavorra. Per me un'innovazione dovrebbe rivoluzionare questi aspetti. Un cambio nel mozzo ad esempio sarebbe molto più semplice e manutenibile, ma pesa (ma cominciamo a togliere pignoni, una corona, un pezzo di catena, il bilanciere, un comando al manubrio e facciamo poi il confronto...), e i prof in gara non li usano perché se fori chi te la da una ruota come la tua? Ma per gli amatori la cosa è diversa: chi ce lo fa fare di spendere patrimoni per pezzi da museo, perché il tanto osannato dura ace è un pezzo da museo, mettiamocelo in testa.