Il problema è solo l'immagine che porta la "nostra" generazione a collocare il prodotto cinese su uno standard qualitativo inferiore a quello europeo o giapponese (che poi, a loro volta, provengono dallo stesso calderone), esattamente come succedeva negli anni '70 per i beni prodotti in Giappone. Allo stato attuale, tralasciando volutamente alcune produzioni di nicchia che non fanno statistica, lo stato dell'arte dell'industria (della fibra, meccanica, tech, automotive e in parte anche di aerospace e medicale) si trova proprio in Cina, la quale può produrre beni con qualità e tecnologie di riferimento così come prodotti economici validi o anche schifezze di nessun valore. In fondo è l'industria più grande del mondo ed è fatta da una miriade di players ognuno col proprio ruolo.
Il fatto che Shimano si presenti sul mercato con un prodotto senza caratteristiche innovative e con un prezzo più elevato della concorrenza non fa altro che riflettere questa situazione; se riuscirà a vendere qualcosa lo dovrà solamente all'immagine che negli anni ha costruito, alla capillarità della sua rete distributiva e manutentiva e ai rapporti commerciali coi marchi occidentali (tutti fattori in ogni caso non trascurabili).
Il fatto che Shimano si presenti sul mercato con un prodotto senza caratteristiche innovative e con un prezzo più elevato della concorrenza non fa altro che riflettere questa situazione; se riuscirà a vendere qualcosa lo dovrà solamente all'immagine che negli anni ha costruito, alla capillarità della sua rete distributiva e manutentiva e ai rapporti commerciali coi marchi occidentali (tutti fattori in ogni caso non trascurabili).


