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Gare amatoriali in circuito
Sicurezza nei circuiti, problemi e proposte per risolverli.
Testo
<blockquote data-quote="somaro" data-source="post: 1837658" data-attributes="member: 10894"><p>Lo ribadisco, in molte zone della Lombardia è proprio così, il ciclista a qualunque livello è considerato un "perditempo" e quindi l'automobilista sente il diritto di prevaricarlo. Io quando posso evito di usare l'auto per andare al lavoro e ci vado in bici, magari partendo o arrivando al posto di lavoro prima o dopo l'allenamento; oltre al risparmio economico, a non inquinare e a sfruttare al massimo il tempo per l'allenamento, non ho la "zavorra" dell'auto da parcheggiare (anche se poi sono io a controllare i divieti...ma cerco di dare il buon esempio) e l'incubo di dover cambiare auto praticamente ogni 5 anni come costringono a fare le normative ambientali della Regione Lombardia. La prepotenza degli automobilisti della mia zona, specie in alcuni orari, è inaudita, ma alla fine i tempi di percorrenza miei (che vado spedito ma non sono un cronomen di pianura) anche su tragitti oltre i 20km sono uguali se non migliori dei loro (o dei miei quando uso l'auto, ed istintivamente anch'io mi trasformo in belva, anche se poi quando vedo un ciclista o motociclista mi metto nei suoi panni e lo rispetto). </p><p>Dico tutto ciò per dare un'idea a chi non è mai stato nelle zone più densamente popolate della Lombardia (praticamente buona parte delle aree di pianura e le valli) della realtà con cui si deve scontrare chi organizza gare in questo territorio. Secondo me per disegnare il percorso di una gara è necessario anche valutare le problematiche "dinamiche", quindi non solo lo stato delle strade, ma anche le possibili ripecussioni sul traffico. </p><p>Faccio un esempio: Lecco-Piani Resinelli del 04/08/2005: domenica mattina d'estate, esodo dei lecchesi (e non solo) verso la Valsassina, partenza della gara alle 9.30. Nonostante la Polizia Locale avesse bloccato il traffico in salita a valle della gara (con relativo concerto di clacson e maledizioni varie ad indirizzo dei ciclisti, per fortuna era gente che andava a passeggio!) dopo 1 km trovammo una coda che arrivava fino alla periferia di Lecco (circa 3km): la gara non fu neutralizzata, proseguì con l'auto della Polizia Locale davanti a sirene spiegate che passava in mezzo alle due file di auto (perchè nonostante la discesa fosse a sua volta bloccata alla periferia di Lecco, i residenti si immettevano ugualmente) , dietro quella degli organizzatori, poi i ciclisti costretti a fare gimkane in mezzo alle auto. Quando poi davanti l'apricorsa era costretta a fermarsi perchè non passava, dietro tutti fermi, con i furbi che passavano "attraverso la cruna di un ago"). Fortunatamente stando davanti riuscii a mantenere le prime posizioni e a partire (con Spreafico, che poi vinse) una volta usciti dal caos. Fortunatamente oggi esiste la variante Lecco-Ballabio che alleggerisce il traffico.</p><p>In situazioni simili in altre Regioni (Trento-Bondone, Monte Grappa, etc.) gli automobilisti non possono annichilirsi, ma per lo meno s'intrufolano nella gara solo quando il gruppo è ormai sfilacciato e anche verbalmente sono un poco più rispettosi dei ciclisti. Per fortuna nelle gare in salita la velocità è ridotta, altrimenti chissà che macelli!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="somaro, post: 1837658, member: 10894"] Lo ribadisco, in molte zone della Lombardia è proprio così, il ciclista a qualunque livello è considerato un "perditempo" e quindi l'automobilista sente il diritto di prevaricarlo. Io quando posso evito di usare l'auto per andare al lavoro e ci vado in bici, magari partendo o arrivando al posto di lavoro prima o dopo l'allenamento; oltre al risparmio economico, a non inquinare e a sfruttare al massimo il tempo per l'allenamento, non ho la "zavorra" dell'auto da parcheggiare (anche se poi sono io a controllare i divieti...ma cerco di dare il buon esempio) e l'incubo di dover cambiare auto praticamente ogni 5 anni come costringono a fare le normative ambientali della Regione Lombardia. La prepotenza degli automobilisti della mia zona, specie in alcuni orari, è inaudita, ma alla fine i tempi di percorrenza miei (che vado spedito ma non sono un cronomen di pianura) anche su tragitti oltre i 20km sono uguali se non migliori dei loro (o dei miei quando uso l'auto, ed istintivamente anch'io mi trasformo in belva, anche se poi quando vedo un ciclista o motociclista mi metto nei suoi panni e lo rispetto). Dico tutto ciò per dare un'idea a chi non è mai stato nelle zone più densamente popolate della Lombardia (praticamente buona parte delle aree di pianura e le valli) della realtà con cui si deve scontrare chi organizza gare in questo territorio. Secondo me per disegnare il percorso di una gara è necessario anche valutare le problematiche "dinamiche", quindi non solo lo stato delle strade, ma anche le possibili ripecussioni sul traffico. Faccio un esempio: Lecco-Piani Resinelli del 04/08/2005: domenica mattina d'estate, esodo dei lecchesi (e non solo) verso la Valsassina, partenza della gara alle 9.30. Nonostante la Polizia Locale avesse bloccato il traffico in salita a valle della gara (con relativo concerto di clacson e maledizioni varie ad indirizzo dei ciclisti, per fortuna era gente che andava a passeggio!) dopo 1 km trovammo una coda che arrivava fino alla periferia di Lecco (circa 3km): la gara non fu neutralizzata, proseguì con l'auto della Polizia Locale davanti a sirene spiegate che passava in mezzo alle due file di auto (perchè nonostante la discesa fosse a sua volta bloccata alla periferia di Lecco, i residenti si immettevano ugualmente) , dietro quella degli organizzatori, poi i ciclisti costretti a fare gimkane in mezzo alle auto. Quando poi davanti l'apricorsa era costretta a fermarsi perchè non passava, dietro tutti fermi, con i furbi che passavano "attraverso la cruna di un ago"). Fortunatamente stando davanti riuscii a mantenere le prime posizioni e a partire (con Spreafico, che poi vinse) una volta usciti dal caos. Fortunatamente oggi esiste la variante Lecco-Ballabio che alleggerisce il traffico. In situazioni simili in altre Regioni (Trento-Bondone, Monte Grappa, etc.) gli automobilisti non possono annichilirsi, ma per lo meno s'intrufolano nella gara solo quando il gruppo è ormai sfilacciato e anche verbalmente sono un poco più rispettosi dei ciclisti. Per fortuna nelle gare in salita la velocità è ridotta, altrimenti chissà che macelli! [/QUOTE]
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