Giusto per alimentare ancora la girandola di commenti, valutazioni e supposizioni "da divano" penso sia opportuno ricordare che in corsa ( ed in qualsiasi contesto competitivo ) occorre considerare la testa oltre che le gambe. In UAE il Giro lo avevano compromesso gia' dall'inizio, quando hanno perso malauguratamente il corridore di punta ed altri membri della squadra. Da li in poi e' scattata la modalita' " portare a casa un buon risultato". Ovviamente tutti contenti per come si sono sviluppati gli eventi fino agli ultimi giorni. Piu' soddisfatto di tutti il giovane Del Toro per gli innumerevoli peluches collezionati ( oltre alle confezioni di mutande dello sponsor della maglia rosa ) ma soprattutto per aver mostrato al DS ed al mondo che lui aveva i numeri per aspirare ad essere il Prescelto nella squadra ( e non l'avverso Ayuso). Di converso, nella mente del gemello Yates la scottatura del 2018 aveva generato nel corso degli anni una forza mentale potente, una voglia di rivincita enorme. A cio' possiamo aggiungere il mestiere del volpone Van Aert in modalita' "ci penso io" che gia' nel corso del Giro in un'intervista post-gara aveva affermato di aver fatto la sua parte anche perche' "abbiamo ancora Yates in classifica". Mettendo assieme tutte le tessere del puzzle , ai piedi del colle delle Finestre ci troviamo un Del Toro soddisfatto ,appagato di quanto ottenuto e con obiettivo di poter finire 2. sul podio, un Carapaz che si vuole giocare le sue ultime ( poche in verita' ) carte ed un S.Yates determinato a riscattarsi della disfatta del 2018. Le squadre e la fuga : Visma mette l'inossidabile WVA, UAE non mette nessuno ( mancano gli uomini freschi salvo scoprire Del Toro ) ed EF zero. Il resto e' storia