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Smog: a qualcuno dà fastidio?
Testo
<blockquote data-quote="alberto12345" data-source="post: 1548519" data-attributes="member: 14924"><p><strong>La bufala dei motori ecologici</strong></p><p></p><p></p><p><a href="http://tmcrew.org/eco/bike/mbuk007.jpg" target="_blank"><img src="http://tmcrew.org/eco/bike/mbuk007.jpg" alt="" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /></a> <em><span style="color: #000000">Se 100 anni fa qualcuno si fosse intestardito a sostenere che il fumo della sigaretta era nocivo alla salute, probabilmente lavrebbero preso per matto, se qualcuno 80 anni fa a Monferrato avesse asserito che lamianto era una fibra nociva per la salute delle persone con ogni probabilità gli stessi cittadini di quelloperosa città lavrebbero deriso additandolo come un povero stolto; se 70 anni fa qualcuno avesse messo in dubbio lutilità del DDT avrebbe ricevuto di rimbalzo insulti di ogni genere ed avrebbe dovuto attendere il 1978, anno in cui fu proibito il suo impiego in agricoltura, per prendersi una seppur misera e inutile rivincita morale. Se 10 anni fa, allalba dellintroduzione dei motori Euro2, qualcuno avesse affermato che la normativa europea sulle emissioni dei veicoli a motore non serviva per migliorare la qualità dellaria, ma per favorire coloro i quali, attraverso la legge, volevano obbligare la gente a cambiare vettura ogni 7 anni, il coro di disprezzo sarebbe stato assordante, ma oggi sappiamo che il FAP (filtro anti particolato), obbligatorio sui veicoli Euro4 è una tecnologia vecchia, nota ai francesi da oltre 50 anni e sappiamo, non tutti forse, che è ancora più pericoloso e nocivo dei dispositivi anti inquinamento che lo hanno preceduto. Qualcuno avrà già storto il naso a questo punto e quindi credo sia opportuno spiegare ciò che affermo, lasciando poi ad ognuno la possibilità di valutare quanto segue: come tutti sapranno dalla combustione del gasolio si generano polveri tutto sommato relativamente grossolane e queste, grazie alla nuova tecnologia, vengono catturate dal FAP, un filtro ceramico collocato lungo il tubo di scarico delle nostre moderne ed ecologiche autovetture. La cattura avviene grazie alluso di una sostanza (quella originale è lossido di cerio, ma altre aziende usano elementi chimici di diverso tipo) che fa agglomerare queste polveri in particellone sufficientemente grosse da non poter attraversare il filtro. Va da sé che dopo un po, il filtro, che ha un volume finito, si riempie e si intasa, e allora una sorta di piccolo computer che si accorge di quando lauto non viaggia in città - per esempio, valutando che una velocità non compatibile con il traffico cittadino è mantenuta abbastanza a lungo - dispone che avvenga una serie di reazioni chimico-fisiche a circa 500 °C che inducono lo sminuzzamento di quanto il filtro ha catturato, riducendolo a polveri estremamente fini, immensamente più fini di quelle uscite in origine dal motore. Questo è quanto dichiarano i costruttori e dunque, va preso per certo. Ora visto che perfino lARPA sa e scrive che, più le polveri sono fini, più facilmente entrano nellorganismo aggredendolo fino a provocare danni al genoma (è sempre lARPA a scriverlo) oltre a tutta una serie di malattie che vanno da quelle allergiche a quelle cardiovascolari, transitando attraverso varie forme di cancro, di malattie del sistema endocrino e di malattie del sistema nervoso, qual è il ragionamento razionale che sta dietro alla trasformazione di polveri grosse in polveri ultrapiccole? Effettivamente leggendo il parere di alcuni esperti sui filtri antiparticolato le loro argomentazioni sembrano suggerire che si tratti soltanto di uno stratagemma per aggirare la normativa sulle PM10 riducendo le dimensioni delle particelle dei gas di scarico a un volume e una massa non rilevabile dalle centraline che misurano la qualità dellaria.</span></em></p><p><em><span style="color: #000000">Fatta la legge </span></em></p><p><em><span style="color: #000000">G.Barile.</span></em></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="alberto12345, post: 1548519, member: 14924"] [B]La bufala dei motori ecologici[/B] [URL="http://tmcrew.org/eco/bike/mbuk007.jpg"][IMG]http://tmcrew.org/eco/bike/mbuk007.jpg[/IMG][/URL] [I][COLOR=#000000]Se 100 anni fa qualcuno si fosse intestardito a sostenere che il fumo della sigaretta era nocivo alla salute, probabilmente lavrebbero preso per matto, se qualcuno 80 anni fa a Monferrato avesse asserito che lamianto era una fibra nociva per la salute delle persone con ogni probabilità gli stessi cittadini di quelloperosa città lavrebbero deriso additandolo come un povero stolto; se 70 anni fa qualcuno avesse messo in dubbio lutilità del DDT avrebbe ricevuto di rimbalzo insulti di ogni genere ed avrebbe dovuto attendere il 1978, anno in cui fu proibito il suo impiego in agricoltura, per prendersi una seppur misera e inutile rivincita morale. Se 10 anni fa, allalba dellintroduzione dei motori Euro2, qualcuno avesse affermato che la normativa europea sulle emissioni dei veicoli a motore non serviva per migliorare la qualità dellaria, ma per favorire coloro i quali, attraverso la legge, volevano obbligare la gente a cambiare vettura ogni 7 anni, il coro di disprezzo sarebbe stato assordante, ma oggi sappiamo che il FAP (filtro anti particolato), obbligatorio sui veicoli Euro4 è una tecnologia vecchia, nota ai francesi da oltre 50 anni e sappiamo, non tutti forse, che è ancora più pericoloso e nocivo dei dispositivi anti inquinamento che lo hanno preceduto. Qualcuno avrà già storto il naso a questo punto e quindi credo sia opportuno spiegare ciò che affermo, lasciando poi ad ognuno la possibilità di valutare quanto segue: come tutti sapranno dalla combustione del gasolio si generano polveri tutto sommato relativamente grossolane e queste, grazie alla nuova tecnologia, vengono catturate dal FAP, un filtro ceramico collocato lungo il tubo di scarico delle nostre moderne ed ecologiche autovetture. La cattura avviene grazie alluso di una sostanza (quella originale è lossido di cerio, ma altre aziende usano elementi chimici di diverso tipo) che fa agglomerare queste polveri in particellone sufficientemente grosse da non poter attraversare il filtro. Va da sé che dopo un po, il filtro, che ha un volume finito, si riempie e si intasa, e allora una sorta di piccolo computer che si accorge di quando lauto non viaggia in città - per esempio, valutando che una velocità non compatibile con il traffico cittadino è mantenuta abbastanza a lungo - dispone che avvenga una serie di reazioni chimico-fisiche a circa 500 °C che inducono lo sminuzzamento di quanto il filtro ha catturato, riducendolo a polveri estremamente fini, immensamente più fini di quelle uscite in origine dal motore. Questo è quanto dichiarano i costruttori e dunque, va preso per certo. Ora visto che perfino lARPA sa e scrive che, più le polveri sono fini, più facilmente entrano nellorganismo aggredendolo fino a provocare danni al genoma (è sempre lARPA a scriverlo) oltre a tutta una serie di malattie che vanno da quelle allergiche a quelle cardiovascolari, transitando attraverso varie forme di cancro, di malattie del sistema endocrino e di malattie del sistema nervoso, qual è il ragionamento razionale che sta dietro alla trasformazione di polveri grosse in polveri ultrapiccole? Effettivamente leggendo il parere di alcuni esperti sui filtri antiparticolato le loro argomentazioni sembrano suggerire che si tratti soltanto di uno stratagemma per aggirare la normativa sulle PM10 riducendo le dimensioni delle particelle dei gas di scarico a un volume e una massa non rilevabile dalle centraline che misurano la qualità dellaria. Fatta la legge G.Barile.[/COLOR][/I] [/QUOTE]
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