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Metodologie di allenamento
Sono arrivato alla conclusione che...
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<blockquote data-quote="Gamba_tri" data-source="post: 6091464" data-attributes="member: 2574"><p>ho corso nelle categorie giovanili, fino agli allievi. Ho fatto anche gare dette "tipo pista", dove non ti staccavi perché non avevi km nelle gambe ma perchè non sapevi guidare la bici, un po' di esperienza ce l'ho. Ti puoi allenare anche solo su distanze lunghe, ma dei fare un volume esagerato e soffrirai, comunque, gli scatti. Seguendo una periodizzazione lineare, con un picco ad aprile-maggio, fare distanza ci sta, anzi forse è l'ideale, ma le gare saranno degli allenamenti, con quello che ne consegue. Se si punta al risultato non è, a mio parere, con un allenamento di sola resistenza aerobica che lo si ottiene, perchè in una gara a circuito si passano almeno 40 minuti in zona anaerobica, anche di più se non si limano bene le ruote ed ogni scatto è una rasoiata nelle gambe con annesso fuori giri. Bisogna allenarsi con lavori di forza resistente e sulla soglia, questo nel periodo di costruzione, dopo il periodo di base concentrato sulla resistenza aerobica</p><p>La questione, a mio parere, non è allenarsi o no, ma come allenarsi in maniera organica e per quali obbiettivi. Se gli obbiettivi sono le granfondo, io farei solo la gara del sabato,da freschi, senza badare al risultato, ma come allenamento, poi un'uscita la domenica blanda e una il mercoledi anche lunga. Se l'obbiettivo sono le gare a circuito, io eviterei comunque le due gare nel weekend a febbraio, ne terrei solo una, con una uscita di qualità e una di scarico. Tre uscite danno già una buona condizione, l'ideale sono quattro, le altre uscite male non fanno, anzi, ma solo se non affaticano , siamo amatori e abbiamo altri impegni, non dimentichiamolo.</p><p>Quella in questione è una settimana di rottura, o crashing, ovvero spingere il proprio corpo oltre i suoi limiti, per forzare la condizione che può arrivare e durare pochi giorni o può arrivare una malattia o infortunio, di qui il bisogno di un recupero lungo che fa pensare che non allenarsi sia meglio che allenarsi. Il recupero fa parte dell'allenamento, ma un allenamento ben programmato inserisce recuperi non oltre le quarantotto ore, poichè i lavori sono adeguati e progressivi, non esagerati.</p><p>Se non si hanno obbiettivi, allora si può tenere una condizione decente, non di picco, per buona parte della stagione, ma una base bisogna farsela e per fare due gare consecutive a febbraio bisogna aver impostato la stagione da novembre ed aver lavorato seriamente fino ad ora.</p><p>La domanda, quindi, è: quale è l'obbiettivo? Da qui si inizia a parlare di allenamento.</p><p>Ps il sovrallenamento è una condizione medica seria, quello di cui parliamo è overrreaching disfunzionale, ovvero cattivo recupero dovuto a sforzi non proporzionati al proprio livello di condizione, oltre le quarantotto ore.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Gamba_tri, post: 6091464, member: 2574"] ho corso nelle categorie giovanili, fino agli allievi. Ho fatto anche gare dette "tipo pista", dove non ti staccavi perché non avevi km nelle gambe ma perchè non sapevi guidare la bici, un po' di esperienza ce l'ho. Ti puoi allenare anche solo su distanze lunghe, ma dei fare un volume esagerato e soffrirai, comunque, gli scatti. Seguendo una periodizzazione lineare, con un picco ad aprile-maggio, fare distanza ci sta, anzi forse è l'ideale, ma le gare saranno degli allenamenti, con quello che ne consegue. Se si punta al risultato non è, a mio parere, con un allenamento di sola resistenza aerobica che lo si ottiene, perchè in una gara a circuito si passano almeno 40 minuti in zona anaerobica, anche di più se non si limano bene le ruote ed ogni scatto è una rasoiata nelle gambe con annesso fuori giri. Bisogna allenarsi con lavori di forza resistente e sulla soglia, questo nel periodo di costruzione, dopo il periodo di base concentrato sulla resistenza aerobica La questione, a mio parere, non è allenarsi o no, ma come allenarsi in maniera organica e per quali obbiettivi. Se gli obbiettivi sono le granfondo, io farei solo la gara del sabato,da freschi, senza badare al risultato, ma come allenamento, poi un'uscita la domenica blanda e una il mercoledi anche lunga. Se l'obbiettivo sono le gare a circuito, io eviterei comunque le due gare nel weekend a febbraio, ne terrei solo una, con una uscita di qualità e una di scarico. Tre uscite danno già una buona condizione, l'ideale sono quattro, le altre uscite male non fanno, anzi, ma solo se non affaticano , siamo amatori e abbiamo altri impegni, non dimentichiamolo. Quella in questione è una settimana di rottura, o crashing, ovvero spingere il proprio corpo oltre i suoi limiti, per forzare la condizione che può arrivare e durare pochi giorni o può arrivare una malattia o infortunio, di qui il bisogno di un recupero lungo che fa pensare che non allenarsi sia meglio che allenarsi. Il recupero fa parte dell'allenamento, ma un allenamento ben programmato inserisce recuperi non oltre le quarantotto ore, poichè i lavori sono adeguati e progressivi, non esagerati. Se non si hanno obbiettivi, allora si può tenere una condizione decente, non di picco, per buona parte della stagione, ma una base bisogna farsela e per fare due gare consecutive a febbraio bisogna aver impostato la stagione da novembre ed aver lavorato seriamente fino ad ora. La domanda, quindi, è: quale è l'obbiettivo? Da qui si inizia a parlare di allenamento. Ps il sovrallenamento è una condizione medica seria, quello di cui parliamo è overrreaching disfunzionale, ovvero cattivo recupero dovuto a sforzi non proporzionati al proprio livello di condizione, oltre le quarantotto ore. [/QUOTE]
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