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<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 6307870" data-attributes="member: 5183"><p>Puoi escludere del tutto che possa essere una tua percezione rafforzata da questo preconcetto? Le convinzioni possono avere un effetto non trascurabile, una specie di effetto nocebo. Oppure che non si stia confondendo un effetto con una causa?</p><p>Ciò che personalmente noto è del tutto coerente con la "teoria" e le "regole basilari" (in termini qualitativi, poi il tutto va quantificato e contestualizzato). Se non tengo conto che il consumo energetico è superiore, c'è la possibilità che si riduca la mia capacità di produrre lavoro e, di conseguenza, possono esserci maggiore difficoltà a mantenere la produzione di calore necessaria a sostenere la temperatura. Allora effettivamente potrebbe abbassarsi anche la temperatura dei muscoli maggiori coinvolti, potrebbe esserci una superiore riduzione della forza espressa nella contrazione, potrebbe intervenire col passare del tempo una variazione nel reclutamento delle fibre differente rispetto al solito, con probabile consumo superiore di glicogeno muscolare rispetto al solito. Sicuramente aspetti che si traducono in una diversa percezione del movimento, riducono la durata sostenibile, producono uno stimolo parzialmente diverso (se il fine dell'allenamento fosse una maggiore supercompensazione del glicogeno lo stimolo sarebbe addirittura potenzialmente superiore: non necessariamente utile e consigliabile in quel frangente, chiaramente). Al netto di altri aspetti (stato di idratazione, sintesi di catecolamine). Aspetti che è utile considerare, ma certamente non tali da dire "di conseguenza l'allenamento non è buono".</p><p>Siamo impercettibilmente OT.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 6307870, member: 5183"] Puoi escludere del tutto che possa essere una tua percezione rafforzata da questo preconcetto? Le convinzioni possono avere un effetto non trascurabile, una specie di effetto nocebo. Oppure che non si stia confondendo un effetto con una causa? Ciò che personalmente noto è del tutto coerente con la "teoria" e le "regole basilari" (in termini qualitativi, poi il tutto va quantificato e contestualizzato). Se non tengo conto che il consumo energetico è superiore, c'è la possibilità che si riduca la mia capacità di produrre lavoro e, di conseguenza, possono esserci maggiore difficoltà a mantenere la produzione di calore necessaria a sostenere la temperatura. Allora effettivamente potrebbe abbassarsi anche la temperatura dei muscoli maggiori coinvolti, potrebbe esserci una superiore riduzione della forza espressa nella contrazione, potrebbe intervenire col passare del tempo una variazione nel reclutamento delle fibre differente rispetto al solito, con probabile consumo superiore di glicogeno muscolare rispetto al solito. Sicuramente aspetti che si traducono in una diversa percezione del movimento, riducono la durata sostenibile, producono uno stimolo parzialmente diverso (se il fine dell'allenamento fosse una maggiore supercompensazione del glicogeno lo stimolo sarebbe addirittura potenzialmente superiore: non necessariamente utile e consigliabile in quel frangente, chiaramente). Al netto di altri aspetti (stato di idratazione, sintesi di catecolamine). Aspetti che è utile considerare, ma certamente non tali da dire "di conseguenza l'allenamento non è buono". Siamo impercettibilmente OT. [/QUOTE]
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