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<blockquote data-quote="Redoute" data-source="post: 972414" data-attributes="member: 5634"><p>Eccomi qui</p><p> </p><p>1) non avevo cardio e non misuravo un bel niente, la nausea a salire in bici la mattina fu il primo sintomo che mi mise in allarme.</p><p>Tieni anche presente che il mese di luglio del 1994 fu un mese caldissimo, solo che io non me ne rendevo conto mentre un mio amico che qualche volta mi accompagnava per brevi tratti, notava una sudorazione spaventosa fin dai primi chilometri;</p><p> </p><p>2-3) il medico mi fece fare delle analisi specifiche e quando lesse il valore del potassio (bassissimo) sbiancò in volto e lì non ebbe difficoltà a diagnosticare la sindrome da sovrallenamento. La crisi sul lavoro che per poco non mi costava la pellaccia arrivò dopo alcuni giorni e nonostante avessi iniziato a prendere medicinali (oltre alle bustine di Polase) specifici...;</p><p> </p><p>3) sì, continuai a fare analisi periodiche fino a quando i valori non tornarono nella norma, poi siccome persistevano dolori al fegato feci anche delle ecografie ma la causa di quei dolori era dovuta ad altro problema, poi risolto con qualche modifica al mio regime alimentare;</p><p></p><p>4) più che dosare lo sforzo nei due anni seguenti sentivo proprio che il mio fisico non ce la faceva ad andare più in là di 60-70 km ad uscita e su percorsi di non grande impegno e quindi mi adeguai, abbandonando gare, mediofondo ecc. pur rimanendo iscritto alla squadra. Uscivo spesso con un mio amico che per età e problemi di salute vari aveva le mie stesse limitazioni.</p><p>Quando, nell'estate del 1998 dopo una discreta primavera in sella alla bici, mi accorsi di sentirmi meglio, di sentire il fisico che iniziava a rispondere bene a qualche salita lunga, a distanze chilometriche maggiori tornai con gradualità a fare giri di un certo impegno ma se prima guardavo la media complessiva, il tempo di percorrenza di una determinata salita (cercando di migliorare i livelli precedenti...), da quel momento (e anche ora...) quel dato non lo guardo più.</p><p>Tornai negli anni successivi (2001-2002) a fare qualche mediofondo ma mi accontentavo di arrivare e l'unico scopo era tornare ad rivivere il clima particolare di queste manifestazioni.</p><p>Tramite altri esami specifici compresi comunque che il mio nemico principale (e la causa dei problemi di quell'anno...) è il caldo torrido ed allora d'estate esco molto presto e rientro non più tardi delle 10,30/11,00 privilegiando o zone di montagna (da me non mancano a pochi km di distanza) o percorsi prevalentemente ombreggiati.</p><p>Al contrario invece faccio buone distanze e mi sento meglio nei mesi che vanno da novembre a metà aprile.</p><p>Mi aiuto poi, sotto stretto controllo medico, con qualche prodotto utile per il recupero (R2 ad esempio) ma solo quando faccio uscite belle impegnative oppure periodi di intensa attività (come quello da poco concluso).</p><p>Sono convinto che in quell'anno non reintegrai a dovere e pagai caro l'errore, ma ancora ero inesperto e nemmeno i miei ex-compagni di squadra avevano le conoscenze sufficienti per aiutarmi.</p><p>Adesso una cosa del genere non mi accadrebbe, a prescindere dal fatto che difficilmente farei, da dicembre a luglio (prima di crollare...) 6.700 km</p><p>Spero di aver risposto alle vostre curiosità, cmq se volete altre delucidazioni chiedete pure...</p><p><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Redoute, post: 972414, member: 5634"] Eccomi qui 1) non avevo cardio e non misuravo un bel niente, la nausea a salire in bici la mattina fu il primo sintomo che mi mise in allarme. Tieni anche presente che il mese di luglio del 1994 fu un mese caldissimo, solo che io non me ne rendevo conto mentre un mio amico che qualche volta mi accompagnava per brevi tratti, notava una sudorazione spaventosa fin dai primi chilometri; 2-3) il medico mi fece fare delle analisi specifiche e quando lesse il valore del potassio (bassissimo) sbiancò in volto e lì non ebbe difficoltà a diagnosticare la sindrome da sovrallenamento. La crisi sul lavoro che per poco non mi costava la pellaccia arrivò dopo alcuni giorni e nonostante avessi iniziato a prendere medicinali (oltre alle bustine di Polase) specifici...; 3) sì, continuai a fare analisi periodiche fino a quando i valori non tornarono nella norma, poi siccome persistevano dolori al fegato feci anche delle ecografie ma la causa di quei dolori era dovuta ad altro problema, poi risolto con qualche modifica al mio regime alimentare; 4) più che dosare lo sforzo nei due anni seguenti sentivo proprio che il mio fisico non ce la faceva ad andare più in là di 60-70 km ad uscita e su percorsi di non grande impegno e quindi mi adeguai, abbandonando gare, mediofondo ecc. pur rimanendo iscritto alla squadra. Uscivo spesso con un mio amico che per età e problemi di salute vari aveva le mie stesse limitazioni. Quando, nell'estate del 1998 dopo una discreta primavera in sella alla bici, mi accorsi di sentirmi meglio, di sentire il fisico che iniziava a rispondere bene a qualche salita lunga, a distanze chilometriche maggiori tornai con gradualità a fare giri di un certo impegno ma se prima guardavo la media complessiva, il tempo di percorrenza di una determinata salita (cercando di migliorare i livelli precedenti...), da quel momento (e anche ora...) quel dato non lo guardo più. Tornai negli anni successivi (2001-2002) a fare qualche mediofondo ma mi accontentavo di arrivare e l'unico scopo era tornare ad rivivere il clima particolare di queste manifestazioni. Tramite altri esami specifici compresi comunque che il mio nemico principale (e la causa dei problemi di quell'anno...) è il caldo torrido ed allora d'estate esco molto presto e rientro non più tardi delle 10,30/11,00 privilegiando o zone di montagna (da me non mancano a pochi km di distanza) o percorsi prevalentemente ombreggiati. Al contrario invece faccio buone distanze e mi sento meglio nei mesi che vanno da novembre a metà aprile. Mi aiuto poi, sotto stretto controllo medico, con qualche prodotto utile per il recupero (R2 ad esempio) ma solo quando faccio uscite belle impegnative oppure periodi di intensa attività (come quello da poco concluso). Sono convinto che in quell'anno non reintegrai a dovere e pagai caro l'errore, ma ancora ero inesperto e nemmeno i miei ex-compagni di squadra avevano le conoscenze sufficienti per aiutarmi. Adesso una cosa del genere non mi accadrebbe, a prescindere dal fatto che difficilmente farei, da dicembre a luglio (prima di crollare...) 6.700 km Spero di aver risposto alle vostre curiosità, cmq se volete altre delucidazioni chiedete pure... o-o [/QUOTE]
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