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Struttura di un programma di allenamento
Testo
<blockquote data-quote="giux85" data-source="post: 6242752" data-attributes="member: 112551"><p>Nel ciclismo vigono le stesse regole per tutti gli altri sport, ed in particolare l'atletica:</p><p>Avvicinandosi all'evento aumentare intensità diminuendo i volumi. </p><p>I lavori a bassa intensità giusto inserirli solo all'inizio come preparazione di base, ma hanno utilità minima.</p><p>I lavori ad altissima intensità invece fanno sempre bene, ma sono i volumi ad essere delicati. L'importante è arrivare carichi il giorno della gara, o comunque nel periodo di maggiore interesse. </p><p>Credo che comunque chi non vuole affidarsi ad un preparatore atletico (cosa che secondo me è utilissima) debba però imparare a conoscersi e poi strutturare un programma <em><u>flessibile</u></em>, per due motivi:</p><p>1) Non c'è niente di più importante dell'autostima, e con programmi troppo rigidi si finisce con il fallire, e con il fallire iniziano le famose "pippe mentali", aumento del cortisolo, calo della prestazione, ed ancora più pippe mentali. Male.</p><p>2) Un programma troppo rigido è facilmente sotto o sovrastimato. Nel ciclismo è più facile regolarsi grazie alle tabelline, alle zone cardio, ma non è infallibile: la figura del preparatore atletico è fondamentale. Perché nessuno sa esattamente quale possa essere il reale carico di un allenamento.</p><p>Personalmente ho provato l'esperienza "mitica" del sovrallenamento, così come ho provato periodi di sotto-allenamento: nel primo caso i sintomi classici, perdita del sonno, diminuzione della performance e aumento dello stress generale, infiammazioni muscolari; </p><p>ma il secondo è più subdolo, perché in breve tempo si trasforma in de-allenamento.. e iniziano quegli inspiegabili cali della prestazione, o al limite stagnanti.. per cui pippe mentali , e da li si torna al punto 1).</p><p>Serenità e costanza sempre fondamentali.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="giux85, post: 6242752, member: 112551"] Nel ciclismo vigono le stesse regole per tutti gli altri sport, ed in particolare l'atletica: Avvicinandosi all'evento aumentare intensità diminuendo i volumi. I lavori a bassa intensità giusto inserirli solo all'inizio come preparazione di base, ma hanno utilità minima. I lavori ad altissima intensità invece fanno sempre bene, ma sono i volumi ad essere delicati. L'importante è arrivare carichi il giorno della gara, o comunque nel periodo di maggiore interesse. Credo che comunque chi non vuole affidarsi ad un preparatore atletico (cosa che secondo me è utilissima) debba però imparare a conoscersi e poi strutturare un programma [I][U]flessibile[/U][/I], per due motivi: 1) Non c'è niente di più importante dell'autostima, e con programmi troppo rigidi si finisce con il fallire, e con il fallire iniziano le famose "pippe mentali", aumento del cortisolo, calo della prestazione, ed ancora più pippe mentali. Male. 2) Un programma troppo rigido è facilmente sotto o sovrastimato. Nel ciclismo è più facile regolarsi grazie alle tabelline, alle zone cardio, ma non è infallibile: la figura del preparatore atletico è fondamentale. Perché nessuno sa esattamente quale possa essere il reale carico di un allenamento. Personalmente ho provato l'esperienza "mitica" del sovrallenamento, così come ho provato periodi di sotto-allenamento: nel primo caso i sintomi classici, perdita del sonno, diminuzione della performance e aumento dello stress generale, infiammazioni muscolari; ma il secondo è più subdolo, perché in breve tempo si trasforma in de-allenamento.. e iniziano quegli inspiegabili cali della prestazione, o al limite stagnanti.. per cui pippe mentali , e da li si torna al punto 1). Serenità e costanza sempre fondamentali. [/QUOTE]
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