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Testo
<blockquote data-quote="canserbero" data-source="post: 7825437" data-attributes="member: 107540"><p>Riesumo questa discussione in cui l’obiettivo era parlare dell’allenamento in generale, più che altro per esporre l’ultimo grillo che mi gira per la testa. In buona sostanza, in un tempo e discussione indefiniti qualcuno (direi [USER=5183]@all_i_need_is_bike[/USER] ) aveva postato una semplice rappresentazione grafica in cui si rendeva chiaro il concetto che un professionista o amatore molto allenato ha LT1 ad una percentuale di CP abbastanza elevata e questo poi di fatto porta ad avere delle zone, se facciamo riferimento al modello a tre zone, sopra LT1 abbastanza schiacciate (intendi ovviamente nel momento in cui si ancorano le potenze alle due soglie principali, ovvero LT1 ed LT2). </p><p></p><p>Quello che ho sempre dato per scontato è che nell’evoluzione dell’atleta e una volta “arrivato”, a livello cardiaco le zone rimanessero abbastanza stabili; per non essere troppo astratti, ma nemmeno troppo terreni, è l’intensità assoluta che continua ad aumentare a parità di zona cardiaca. Quel che mi chiedevo invece è se, entro certi limiti, una volta che si ancorano due valori di frequenza cardiaca ad LT1 ed LT2 non si noti di fatto lo stesso schiacciamento una volta superata la frequenza cardiaca corrispondente a LT1. Ovviamente da tener presente tutti i limiti e raccomandazioni del caso nel momento in cui si fanno gli ancoraggi Potenza/LT1/FC e Potenza/LT2/FC. </p><p></p><p>Allo stato attuale a me pare abbastanza ragionevole (di fatto mi pare che basti abbandonare la concezione diel modello di frequenza cardiaca a 5 zone)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canserbero, post: 7825437, member: 107540"] Riesumo questa discussione in cui l’obiettivo era parlare dell’allenamento in generale, più che altro per esporre l’ultimo grillo che mi gira per la testa. In buona sostanza, in un tempo e discussione indefiniti qualcuno (direi [USER=5183]@all_i_need_is_bike[/USER] ) aveva postato una semplice rappresentazione grafica in cui si rendeva chiaro il concetto che un professionista o amatore molto allenato ha LT1 ad una percentuale di CP abbastanza elevata e questo poi di fatto porta ad avere delle zone, se facciamo riferimento al modello a tre zone, sopra LT1 abbastanza schiacciate (intendi ovviamente nel momento in cui si ancorano le potenze alle due soglie principali, ovvero LT1 ed LT2). Quello che ho sempre dato per scontato è che nell’evoluzione dell’atleta e una volta “arrivato”, a livello cardiaco le zone rimanessero abbastanza stabili; per non essere troppo astratti, ma nemmeno troppo terreni, è l’intensità assoluta che continua ad aumentare a parità di zona cardiaca. Quel che mi chiedevo invece è se, entro certi limiti, una volta che si ancorano due valori di frequenza cardiaca ad LT1 ed LT2 non si noti di fatto lo stesso schiacciamento una volta superata la frequenza cardiaca corrispondente a LT1. Ovviamente da tener presente tutti i limiti e raccomandazioni del caso nel momento in cui si fanno gli ancoraggi Potenza/LT1/FC e Potenza/LT2/FC. Allo stato attuale a me pare abbastanza ragionevole (di fatto mi pare che basti abbandonare la concezione diel modello di frequenza cardiaca a 5 zone) [/QUOTE]
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