Innanzitutto mi scuso a nome dello staff di T°
RED e di chi insieme a noi si occupa della comunicazione dell'eventuali molestie nella casella di posta privata riguardo al lancio su Kickstarter di Manaia.
Sono Romolo, responsabile della progettazione delle bici T°RED.
Purtroppo quando non si può contare sui mezzi delle "major" del ciclismo si cercano metodi di divulgazione alternativi...se siamo stati scortesi davvero ce ne scusiamo.
Vi assicuro che progettare una nuova bici con concetti e geometrie non tradizionali, progettando, disegnando e realizzando la componentistica del telaio (come a esempio i dropout per perno passante e freni a disco flat mount proprietari) o il sistema con il clamp reggisella integrato o i pendenti delle carro posteriore "strangolante" non è un'avventura facile.
Abbiamo voluto avventurarci in questo progetto perché T°RED non nasce dalla "costruzione" di biciclette, ma al suo interno ha competenze su materiali e progettazione che possono offrire soluzioni alternative a quelle proposte dai marchi di serie con un percorso che non è soltanto di artigianato "made in Italy" ma anche di ricerca, sperimentazione e creatività, quelle robe per cui noi italiani - ancora adesso - all'estero siamo visti come "leader".
Quest'anno abbiamo avuto la possibilità di presentare le nostre bici al NAHBS a Sacramento, uno degli eventi più importanti nel settore delle bici cosiddette handmade, di confrontarci con marchi importanti e abbiamo cercato di farlo con umiltà e con la consapevolezza di proporre qualcosa di diverso.
Se scriviamo che abbiamo geometrie o particolari brevettati è perché realmente rappresentano soluzioni innovative, la banca dati dei brevetti UIBM è un portale aperto per chiunque...
Il lancio di Manaia con un'edizione limitata su Kickstarter è la dimostrazione del fatto che cerchiamo di usare tutte le nostre energie (e tutti nostri investimenti) per portare a termine un percorso di progetto che parte dall'idea, si sviluppa con materiali e tecnologie magari non convenzionali e arriva alla produzione tecno-artigianale senza i compromessi che la produzione industriale è obbligata ad accettare.
È il nostro credo, la nostra filosofia, siamo appassionati di bici, forse un po' stanchi di valutare la qualità di un bicicletta soltanto in base al brand, al marketing o a numeri spesso vuoti di contenuti.
Cerchiamo, con partner sia nel mondo del ciclismo (come accade con la collaborazione con Dedacciai con i cui ingegneri spesso mi trovo a discutere animatamente sul "si può fare, non si può fare" "utilizziamo leghe differenti per le diverse parti del telaio") sia in quello della ricerca (è un esempio la nostra partnership con il CNR di Lecco con cui gestiamo i risultati dei nostri progetti prima di darle in pasto ai nostri tester) di cercare limiti, criticità, occasioni per migliorare performance e caratteristiche e di trasferire le migliori soluzioni alle nostre bici.
Uno dei responsabili di Dedacciai vedendo la soluzione dei dropout di Manaia mi ha scritto chiedendosi come facciamo noi piccoli nuovi a trovare soluzioni (e a realizzarle) alle quali i grandi brand non arrivano...
Noi ci mettiamo il cuore (leggi passione) e la testa (leggi testa) insieme a quel tecno-artigianato italiano (leggi non taiwanese) che forse è restato un po' indietro per mancanza di innovazione non certo di capacità.
Qualcuno ha citato un bravissimo artigiano del titanio ma in realtà sono tanti quelli con cui lavoriamo (leggi "insieme" a cui lavoriamo).
È uno scambio, una sfida, un percorso che per tutto il nostro team diventa una salita su cui non mollare e per noi "mollare" vuol dire trovare la soluzione più semplice, meno efficace o performante.
Io ho citato Dedacciai insieme a cui abbiamo sviluppato un mix di leghe per realizzare un telaio che quando lo si chiama "alluminio" si gira -con difficoltà, è un po' rigido...- e ti guarda con aria offesa (si sì proprio il telaio).
Potrei dirvi (o la nostra comunicazione potrebbe essere) "pesa meno di un CAAD, è più reattivo di un Madone" invece vorremmo solo che la vedeste da vicino, ne toccaste le saldature, la provaste su strada.
Per questo spesso TºRED organizza test drive aperti, per questo va su Kickstarter senza paura di incorrere nel "già visto".
Ci piacerebbe avere la fiducia di tanti di voi, ma non la chiediamo gridando ai record con numeri strillati o con testimonial blasonati (Giairo scusami ma per me resterai sempre il miglior tester e consulente con cui abbia lavorato non il "pro" da pubblicità) ma vogliamo conquistarcela col nostro lavoro, facendovi toccare e provare le nostre bici.
Guardate Manaia e un CAAD12 bici che rispetto profondamente...
Provate a farlo, senza pregiudizi.
Spendeteci un po' del vostro tempo se vi va.
Poi provatele, senza pregiudizi.
Forse costano (in alcuni casi, in altri no...) un po' di più di altri marchi, ma davvero date il vostro giudizio dopo averle viste e provate, dopo aver digerito che c'è dietro un vero lavoro di progettazione e test, che escono da "mani" italiane, che vengono realizzate anche sulle misure antropometriche, che sono pezzi unici saldati a mano, verniciati artigianalmente, che non escono da catene di montaggio.
Ma poi davvero, guardatele e provatele e basta, il resto sono soltanto parole come quelle di tutti gli altri.
Non credete a me, credete ai fatti.
E' sempre la via migliore.
rO_