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Tecnica e dinamica di pedalata
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 3076694" data-attributes="member: 20890"><p>già, ma spesso si cerca di complicare ciò che è semplice:</p><p>riassumendo in sintesi molto basilare:</p><p>azione da seduti= predominanza di picco di forza (vd ricerche precedenti); ricerca di un più ampio arco di azione con componenti di forza utile (= minor dispersione forza muscolare in componenti radiali); ricerca di una (doppia) coppia torcente quanto più bilanciata possibile.</p><p></p><p>azione sui pedali= in primis utilizzare gruppi muscolari e angoli di spinta che permettano un certo recupero a quelli più coinvolti nella pedalata "seduti", che comunque rimane % l'azione predominante; utilizzo massa arti inferiori che di per sè, anche solo potenzialmente è una componente utile non trascurabile nella fase di discesa del pedale,es. catena effetto pendolo busto-spalla-anca (Contador?); utilizzo maggiore della muscolatura gamba (anatomicamente caviglia-ginocchio) che nell'azione da seduti invece svolge un'azione prevalentemente di stabilizzazione del piede senza un'effettiva componente utile/attiva al movimento; maggior lavoro di leva del piede (nell'azione da seduti e con suola rigida il piede è attivo/utile solo nel trasferimento di forza generata da altri muscoli e nell'attivazione della fascia plantare).</p><p></p><p>La prima "azione" è equiparabile (se non, ipoteticamente anche maggiore, viste le circostanze) nell'azione pedali no sgancio vs ancoraggio. Cioè pedalare senza un'aggancio può favorire un azione sicuramente più di "picco". Me lo segno così provo a fare un grafico spinta sx/dx pedali con/senza aggancio :)</p><p>La seconda è sicuramente favorita da tutte le situazioni in cui il piede è ancorato (cinghietti/sgancio) e può maggiormente compiere, assieme al reclutamento della muscolatura della gamba, un'azione utile.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 3076694, member: 20890"] già, ma spesso si cerca di complicare ciò che è semplice: riassumendo in sintesi molto basilare: azione da seduti= predominanza di picco di forza (vd ricerche precedenti); ricerca di un più ampio arco di azione con componenti di forza utile (= minor dispersione forza muscolare in componenti radiali); ricerca di una (doppia) coppia torcente quanto più bilanciata possibile. azione sui pedali= in primis utilizzare gruppi muscolari e angoli di spinta che permettano un certo recupero a quelli più coinvolti nella pedalata "seduti", che comunque rimane % l'azione predominante; utilizzo massa arti inferiori che di per sè, anche solo potenzialmente è una componente utile non trascurabile nella fase di discesa del pedale,es. catena effetto pendolo busto-spalla-anca (Contador?); utilizzo maggiore della muscolatura gamba (anatomicamente caviglia-ginocchio) che nell'azione da seduti invece svolge un'azione prevalentemente di stabilizzazione del piede senza un'effettiva componente utile/attiva al movimento; maggior lavoro di leva del piede (nell'azione da seduti e con suola rigida il piede è attivo/utile solo nel trasferimento di forza generata da altri muscoli e nell'attivazione della fascia plantare). La prima "azione" è equiparabile (se non, ipoteticamente anche maggiore, viste le circostanze) nell'azione pedali no sgancio vs ancoraggio. Cioè pedalare senza un'aggancio può favorire un azione sicuramente più di "picco". Me lo segno così provo a fare un grafico spinta sx/dx pedali con/senza aggancio :) La seconda è sicuramente favorita da tutte le situazioni in cui il piede è ancorato (cinghietti/sgancio) e può maggiormente compiere, assieme al reclutamento della muscolatura della gamba, un'azione utile. [/QUOTE]
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