Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Allenamento
Metodologie di allenamento
Tecnica e dinamica di pedalata
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 3081243" data-attributes="member: 20890"><p>A potenze più alte intervengono fattori limitanti di ambito fisiologico: il più banale e semplice è che un muscolo esprime massima forza a velocità di contrazione inferiore (massima forza ipotetica infatti è quella in isometria).</p><p>Allenarsi a mantenere cadenze soggettivamente medio elevate coinvolge più sfere: meccanismi aerobici (% Vo2max), capacità di esprimere un picco di forza e non un arco più regolare di forza (>rpm >picco per mantenere stessa potenza media), MOLTO SOTTOVALUTATE le capacità tecniche della pedalata cioè non solo "pestare" sui pedali ma farlo allenando la componente coordinativa di contrazione e rilascio muscoli agonisti/antagonisti. una pedalata a bassa cadenza è più facile dal punto di vista coordinativo/neuromuscolare (infatti con l'avanzare dell'età l'agilità è proprio una delle caratteristiche che più si perde e andrebbero costantemente richiamate).</p><p></p><p>In parte quindi sono in disaccordo: il ragionamento porrebbe come logica conseguenza che in una cronometro in pianura si vada a cadenze inferiori perchè "si spinge di più", ma ciò non avviene.</p><p>In salita semplicemente l'inerzia da vincere è diversa e siccome la doppia coppia torcente che imprimiamo sui pedali non è un valore costante ma mutevole ANCHE in funzione della pendenza, generalmente si tende ad esprimere una coppia torcente con picco E arco di effettiva applicazione entrambi superiori che in pianura.</p><p>All'atto pratico ne risulta che un atleta che sa pedalare ad alta cadenza, ovviamente esprimendo elevata potenza (=con alto picco di forza) sia poi avvantaggiato nella mantenere stesse cadenze anche in salita (es Contador) e stessa espressione e "forma" della coppia torcente espressa. </p><p>Il processo non è comunque bidirezionale: un passista che sacrifica massa muscolare e grassa sena perdita di potenza può essere più avvantaggiato nel conseguire miglioramenti in salita rispetto ad uno scalatore che voglia cimentarsi a cronometro. Gli esempi negli anni ci sono.</p><p>Comunque pochi atleti anche di altissimo livello riescono a raggiungere questa condizione.</p><p></p><p></p><p></p><p>E chi lo dice? Troppo drastico. Dipende dall'atleta, dalle sue caratteristiche dalla salita. Cosa è meglio? Che l'atleta riesca a raggiungere il massimo del suo potenziale non limitandosi solo ad allenare specifici e ristretti range di cadenza.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 3081243, member: 20890"] A potenze più alte intervengono fattori limitanti di ambito fisiologico: il più banale e semplice è che un muscolo esprime massima forza a velocità di contrazione inferiore (massima forza ipotetica infatti è quella in isometria). Allenarsi a mantenere cadenze soggettivamente medio elevate coinvolge più sfere: meccanismi aerobici (% Vo2max), capacità di esprimere un picco di forza e non un arco più regolare di forza (>rpm >picco per mantenere stessa potenza media), MOLTO SOTTOVALUTATE le capacità tecniche della pedalata cioè non solo "pestare" sui pedali ma farlo allenando la componente coordinativa di contrazione e rilascio muscoli agonisti/antagonisti. una pedalata a bassa cadenza è più facile dal punto di vista coordinativo/neuromuscolare (infatti con l'avanzare dell'età l'agilità è proprio una delle caratteristiche che più si perde e andrebbero costantemente richiamate). In parte quindi sono in disaccordo: il ragionamento porrebbe come logica conseguenza che in una cronometro in pianura si vada a cadenze inferiori perchè "si spinge di più", ma ciò non avviene. In salita semplicemente l'inerzia da vincere è diversa e siccome la doppia coppia torcente che imprimiamo sui pedali non è un valore costante ma mutevole ANCHE in funzione della pendenza, generalmente si tende ad esprimere una coppia torcente con picco E arco di effettiva applicazione entrambi superiori che in pianura. All'atto pratico ne risulta che un atleta che sa pedalare ad alta cadenza, ovviamente esprimendo elevata potenza (=con alto picco di forza) sia poi avvantaggiato nella mantenere stesse cadenze anche in salita (es Contador) e stessa espressione e "forma" della coppia torcente espressa. Il processo non è comunque bidirezionale: un passista che sacrifica massa muscolare e grassa sena perdita di potenza può essere più avvantaggiato nel conseguire miglioramenti in salita rispetto ad uno scalatore che voglia cimentarsi a cronometro. Gli esempi negli anni ci sono. Comunque pochi atleti anche di altissimo livello riescono a raggiungere questa condizione. E chi lo dice? Troppo drastico. Dipende dall'atleta, dalle sue caratteristiche dalla salita. Cosa è meglio? Che l'atleta riesca a raggiungere il massimo del suo potenziale non limitandosi solo ad allenare specifici e ristretti range di cadenza. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Allenamento
Metodologie di allenamento
Tecnica e dinamica di pedalata
Alto
Basso