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Testo
<blockquote data-quote="stefano59" data-source="post: 3081264"><p>Tutto vero quel che dite, però è anche vero che non si può pretendere di cambiare abitudini dall'oggi al domani e trarre subito delle conclusioni.</p><p>Certi cambiamenti vanno fatti progressivamente, altrimenti è chiaro che il cuore salga alle stelle e si salta. </p><p>Passare da una cadenza abituale di 70-75 rpm in salita, coltivata per anni, ad una di 90-100 o anche di più, senza un adeguato training, è decisamente esagerato ed all'inizio sicuramente non paga. </p><p></p><p>E' un po' quello che ha cercato di fare Scarponi al Giro D'Italia, dopo la batosta presa da Contador sull'Etna. </p><p>Ma certe cose non si improvvisano, bisogna crederci e lavorarci su.</p><p>L'adattamento deve essere graduale, e magari senza pretendere di arrivare alle cadenze di un Armstrong degli anni migliori....</p><p>Imho, già solo portarsi a 80-85 rpm è un gran bel risultato, ai nostri livelli.</p><p>Io ci sono arrivato e mi ci trovo bene; poi magari concordo con voi che, su una salita breve, paga ancora di più spingere un rapporto un più duro a cadenze più basse, soprattutto se si da tutto, fregandosene di come sarà la gamba una volta in cima. </p><p>Il discorso va sempre inquadrato nella prospettiva di un buon rendimento nel lungo periodo e di una maggiore velocità di recupero muscolare, dopo un allenamento (o gara) impegnativo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="stefano59, post: 3081264"] Tutto vero quel che dite, però è anche vero che non si può pretendere di cambiare abitudini dall'oggi al domani e trarre subito delle conclusioni. Certi cambiamenti vanno fatti progressivamente, altrimenti è chiaro che il cuore salga alle stelle e si salta. Passare da una cadenza abituale di 70-75 rpm in salita, coltivata per anni, ad una di 90-100 o anche di più, senza un adeguato training, è decisamente esagerato ed all'inizio sicuramente non paga. E' un po' quello che ha cercato di fare Scarponi al Giro D'Italia, dopo la batosta presa da Contador sull'Etna. Ma certe cose non si improvvisano, bisogna crederci e lavorarci su. L'adattamento deve essere graduale, e magari senza pretendere di arrivare alle cadenze di un Armstrong degli anni migliori.... Imho, già solo portarsi a 80-85 rpm è un gran bel risultato, ai nostri livelli. Io ci sono arrivato e mi ci trovo bene; poi magari concordo con voi che, su una salita breve, paga ancora di più spingere un rapporto un più duro a cadenze più basse, soprattutto se si da tutto, fregandosene di come sarà la gamba una volta in cima. Il discorso va sempre inquadrato nella prospettiva di un buon rendimento nel lungo periodo e di una maggiore velocità di recupero muscolare, dopo un allenamento (o gara) impegnativo. [/QUOTE]
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