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Tecnica e dinamica di pedalata
Testo
<blockquote data-quote="stefano59" data-source="post: 3081381"><p>Davvero interessante questo topic!</p><p>C'è anche un aspetto psicologico dietro a tutto questo discorso.</p><p>Personalmente, ho sempre sentito un'istintiva esigenza di pedalare più agile in salita, molto prima che salissero alla ribalta i vari Armstrong, Contador e company. </p><p>Per molti anni però sono sempre stato scoraggiato da tutto un ambiente che rotea intorno alla bdc (dal meccanico, che ti dice:"ma dove vuoi andare".... a qualche amico di pedalata, che ti dice che per andare forte in salita ci vuole il rapportone) a montare rapporti adeguatamente agili, per le mie possibilità.</p><p></p><p>Nel momento in cui ho fatto finalmente uscire la mia personalità ciclistica, ho iniziato a lavorare in quella direzione, anche se in modo del tutto improvvisato, cominciando lentamente ad alzare la mia cadenza su salite pedalabili. E' un lavoro che ho maturato nelle ultime tre stagioni.</p><p></p><p>C'è da dire che il fatto di sentire l'esigenza di una maggiore agilità in salita, nonché di ammirare la pedalata elegante ed efficace dei ciclisti in grado di farlo, è stato ed è tutt'ora un grosso stimolo a perseverare.</p><p></p><p>Volere è potere dice il proverbio; se una cosa la si fa di malavoglia, se non ci si sente in sintonia, se non si è davvero convinti, dopo un po' si molla.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="stefano59, post: 3081381"] Davvero interessante questo topic! C'è anche un aspetto psicologico dietro a tutto questo discorso. Personalmente, ho sempre sentito un'istintiva esigenza di pedalare più agile in salita, molto prima che salissero alla ribalta i vari Armstrong, Contador e company. Per molti anni però sono sempre stato scoraggiato da tutto un ambiente che rotea intorno alla bdc (dal meccanico, che ti dice:"ma dove vuoi andare".... a qualche amico di pedalata, che ti dice che per andare forte in salita ci vuole il rapportone) a montare rapporti adeguatamente agili, per le mie possibilità. Nel momento in cui ho fatto finalmente uscire la mia personalità ciclistica, ho iniziato a lavorare in quella direzione, anche se in modo del tutto improvvisato, cominciando lentamente ad alzare la mia cadenza su salite pedalabili. E' un lavoro che ho maturato nelle ultime tre stagioni. C'è da dire che il fatto di sentire l'esigenza di una maggiore agilità in salita, nonché di ammirare la pedalata elegante ed efficace dei ciclisti in grado di farlo, è stato ed è tutt'ora un grosso stimolo a perseverare. Volere è potere dice il proverbio; se una cosa la si fa di malavoglia, se non ci si sente in sintonia, se non si è davvero convinti, dopo un po' si molla. [/QUOTE]
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