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Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 3082165" data-attributes="member: 20890"><p>valutando alcune misurazioni statiche ed altre dinamiche/funzionali:</p><p>-mis altezza cavallo e lunghezza arto (che non sono la stessa cosa)</p><p>- proporzione gamba/coscia (es DINAMICO femore più lungo della gamba può portare a delle limitazioni funzionali in combinazione di pedivelle lunghe e presa bassa...)</p><p>- lunghezza del piede in proporzione all'arto inferiore, anche se influisce marginalmente</p><p>- FLESSIBILITA': un ciclista con poca o scarsa flessibilità nei muscoli posteriori della coscia non può avere e sostenere DINAMICAMENTE un'altezza sella simile ad un suo "clone antropometrico" ma dotato di maggior flessibilità (quest'ultimo avrà una sella con alteza superiore)= a parità di lunghezza arto un soggetto con minor flessibilità (e minor altezza sella) non potrà permettersi pedivelle particolarmente lunghe per il medesimo caso del punto 2</p><p>- Potenziale rischio articolare: il ginocchio è un'articolazione monoasse "incastonata" tra 2 che sono pluri assi e che impartiscono un controllo superiore: una leva più lunga può potenzialmente portare a problemi NON solo articolari specifici (ginocchio) ma anche a livello lombare e/o problemi all'anca o all'articolazione tibio tarsica possono essere esacerbati da questa scelta tecnica.</p><p>- Una leva maggiore non significa maggior potenza= essa comporta una maggior flessione a livello gamba/coscia nel momento del passaggio del punto morto superiore= questa fase si prolunga.</p><p></p><p>Potrei fare altri esempi....ma penso che mi posso fermare <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";)" title="Wink ;)" data-shortname=";)" /></p><p></p><p>Il mio consiglio è di partire con un valore standard o già provato e poi eventualmente sperimentare (meglio se con dati oggettivi alla mano), sempre tenendo conto però dei fattori soggettivi e dinamici. Due atleti con medesima altezza e/o medesimo cavallo non necessariamente possono usare le stesse pedivelle, i fattori mobilità/flessibilità/postura IN SELLA non possono essere trascurati: un biomeccanico non può essere solo un geometra con squadra e goniometro (o misurazione computerizzata... la sostanza è sempre quella).</p><p>Ci sono dati e riferimenti medi e statistici, la singolarità del soggetto non sempre (anzi, quasi mai) ricade in misurazioni che potrebbe fare chiunque. L'analisi funzionale del soggetto in sella è il passaggio principale, ANCHE quando si considerano singoli dettagli come la lunghezza delle pedivelle perchè il sistema è a "effetto domino"= cambiando questo elemento se ne influenzano a catena altri.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 3082165, member: 20890"] valutando alcune misurazioni statiche ed altre dinamiche/funzionali: -mis altezza cavallo e lunghezza arto (che non sono la stessa cosa) - proporzione gamba/coscia (es DINAMICO femore più lungo della gamba può portare a delle limitazioni funzionali in combinazione di pedivelle lunghe e presa bassa...) - lunghezza del piede in proporzione all'arto inferiore, anche se influisce marginalmente - FLESSIBILITA': un ciclista con poca o scarsa flessibilità nei muscoli posteriori della coscia non può avere e sostenere DINAMICAMENTE un'altezza sella simile ad un suo "clone antropometrico" ma dotato di maggior flessibilità (quest'ultimo avrà una sella con alteza superiore)= a parità di lunghezza arto un soggetto con minor flessibilità (e minor altezza sella) non potrà permettersi pedivelle particolarmente lunghe per il medesimo caso del punto 2 - Potenziale rischio articolare: il ginocchio è un'articolazione monoasse "incastonata" tra 2 che sono pluri assi e che impartiscono un controllo superiore: una leva più lunga può potenzialmente portare a problemi NON solo articolari specifici (ginocchio) ma anche a livello lombare e/o problemi all'anca o all'articolazione tibio tarsica possono essere esacerbati da questa scelta tecnica. - Una leva maggiore non significa maggior potenza= essa comporta una maggior flessione a livello gamba/coscia nel momento del passaggio del punto morto superiore= questa fase si prolunga. Potrei fare altri esempi....ma penso che mi posso fermare ;) Il mio consiglio è di partire con un valore standard o già provato e poi eventualmente sperimentare (meglio se con dati oggettivi alla mano), sempre tenendo conto però dei fattori soggettivi e dinamici. Due atleti con medesima altezza e/o medesimo cavallo non necessariamente possono usare le stesse pedivelle, i fattori mobilità/flessibilità/postura IN SELLA non possono essere trascurati: un biomeccanico non può essere solo un geometra con squadra e goniometro (o misurazione computerizzata... la sostanza è sempre quella). Ci sono dati e riferimenti medi e statistici, la singolarità del soggetto non sempre (anzi, quasi mai) ricade in misurazioni che potrebbe fare chiunque. L'analisi funzionale del soggetto in sella è il passaggio principale, ANCHE quando si considerano singoli dettagli come la lunghezza delle pedivelle perchè il sistema è a "effetto domino"= cambiando questo elemento se ne influenzano a catena altri. [/QUOTE]
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