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Tecnica e dinamica di pedalata
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 3083031" data-attributes="member: 20890"><p>sì, appena riesco faccio articolo su posizionamento midfoot, presupposti e caratteristiche. Su stessa salita a differenza di 9gg +30W. Le condizioni però non erano le stesse venendo ora da 5 gg di guida bikehotel (praticamente ogni gg 3/4h in Z1-2) e quindi c'è stata da una parte una minima super compensazione con il carico precedente, dall'altro lato c'è da dire che erano 2 anni che non riprovavo questa posizione.</p><p></p><p></p><p></p><p>- la posizione dell'Atleta è midfoot, cioè quella che qualsiasi neofita o anche un bambino che sale in bicicletta la prima volta utilizza. Perchè non con appoggio metatarsale? Perchè inconsciamente il nostro organismo punta sempre al minimo dispendio e l'utilizzo di gemelli+soleo (soprattutto i primi) è un dispendio accessorio eccessivo. Questi inoltre sono muscoli fasici (controllo interezione corpo e gravità) e sono i muscoli che hanno una "priorità" a monte (SNC). Utilizzati con scopo dinamico, cioè per produrre movimento e non solo per controllare la relazione con la gravità, ed in questo caso essendo di piccole dimensioni...sono più affaticabili e sono anche muscoli molto "sensibili" nel dare feedback di affaticamento. Non è solo una questione tecnica per cui la signora che va a fare la spesa o il bambino sulla bici a rotelline utilizzano la pianta del piede, è un fattore inconscio di "salvaguardia" energetica e riduzione senso di fatica.</p><p>La posizione midfoot sicuramente riduce la capacità di accelerazione e di cambio di ritmo (già scritto in precedenza) ma può essere utile in discipline o prove dove la richiesta di applicazione torque è pressochè costante. Come riferimento, anche se n=1, ho utilizzato questa posizione 2 volte sia in una MF che in una GF e nel primo caso piazzandomi nei primi 10 assoluti (8° se non ricordo male). Quindi non darei giudizi così drastici sul fatto che sia una posizione "SOLO" per determinati scopi. Ovviamente non è per tutti, se un atleta si trova bene con la sua posizione attuale non c'è motivo per cambiare, a meno che sia dotato di buona curiosità e conoscenze specifiche su cosa e come variare la propria postura in relazione a questo cambio tecnico.</p><p></p><p>- una tabella come sopra proposta sarebbe abbastanza inutile perchè la forza applicata alle pedivelle non è mai costante (vd grafico sopra) mentre i valori a cui andrebbero a far riferimento sono solo quelli medi.</p><p>La differenza tra forza media e di picco applicata in genere è in rapporto 1:2, ma ciò che cambia notevolmente è (o può essere) come si raggiunga e si mantiene il picco o la parte predominante propulsiva dell'azione di pedalata (es >arco di spinta efficiente) con azioni anche abbastanza diverse, vd ancora grafico precedente. Più utile una tabella con differenti forme e caratteristiche di coppie torcenti e loro associazione e differenti lunghezze di pedivelle, ma sarebbe comunque ancora solo un modello teorico, anche se un pò più specifico.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 3083031, member: 20890"] sì, appena riesco faccio articolo su posizionamento midfoot, presupposti e caratteristiche. Su stessa salita a differenza di 9gg +30W. Le condizioni però non erano le stesse venendo ora da 5 gg di guida bikehotel (praticamente ogni gg 3/4h in Z1-2) e quindi c'è stata da una parte una minima super compensazione con il carico precedente, dall'altro lato c'è da dire che erano 2 anni che non riprovavo questa posizione. - la posizione dell'Atleta è midfoot, cioè quella che qualsiasi neofita o anche un bambino che sale in bicicletta la prima volta utilizza. Perchè non con appoggio metatarsale? Perchè inconsciamente il nostro organismo punta sempre al minimo dispendio e l'utilizzo di gemelli+soleo (soprattutto i primi) è un dispendio accessorio eccessivo. Questi inoltre sono muscoli fasici (controllo interezione corpo e gravità) e sono i muscoli che hanno una "priorità" a monte (SNC). Utilizzati con scopo dinamico, cioè per produrre movimento e non solo per controllare la relazione con la gravità, ed in questo caso essendo di piccole dimensioni...sono più affaticabili e sono anche muscoli molto "sensibili" nel dare feedback di affaticamento. Non è solo una questione tecnica per cui la signora che va a fare la spesa o il bambino sulla bici a rotelline utilizzano la pianta del piede, è un fattore inconscio di "salvaguardia" energetica e riduzione senso di fatica. La posizione midfoot sicuramente riduce la capacità di accelerazione e di cambio di ritmo (già scritto in precedenza) ma può essere utile in discipline o prove dove la richiesta di applicazione torque è pressochè costante. Come riferimento, anche se n=1, ho utilizzato questa posizione 2 volte sia in una MF che in una GF e nel primo caso piazzandomi nei primi 10 assoluti (8° se non ricordo male). Quindi non darei giudizi così drastici sul fatto che sia una posizione "SOLO" per determinati scopi. Ovviamente non è per tutti, se un atleta si trova bene con la sua posizione attuale non c'è motivo per cambiare, a meno che sia dotato di buona curiosità e conoscenze specifiche su cosa e come variare la propria postura in relazione a questo cambio tecnico. - una tabella come sopra proposta sarebbe abbastanza inutile perchè la forza applicata alle pedivelle non è mai costante (vd grafico sopra) mentre i valori a cui andrebbero a far riferimento sono solo quelli medi. La differenza tra forza media e di picco applicata in genere è in rapporto 1:2, ma ciò che cambia notevolmente è (o può essere) come si raggiunga e si mantiene il picco o la parte predominante propulsiva dell'azione di pedalata (es >arco di spinta efficiente) con azioni anche abbastanza diverse, vd ancora grafico precedente. Più utile una tabella con differenti forme e caratteristiche di coppie torcenti e loro associazione e differenti lunghezze di pedivelle, ma sarebbe comunque ancora solo un modello teorico, anche se un pò più specifico. [/QUOTE]
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