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Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 3084744" data-attributes="member: 20890"><p>semplice e mi pare di averlo già scritto: la differenza è l'inerzia da vincere= in salita c'è un inerzia maggiore e si tende a favorire un azione a rpm generalmente inferiori preferendo una coppia torcente con più picco e meno costante sui 360°.</p><p>In pianura è più difficile mantenere una coppia torcente di questa forma, solo atleti che (come giustamente indica lucas) sanno esprimere contemporaneamente medio alte cadenze E contemporaneamente picchi elevati E un arco efficace di spinta maggiore riescono ad esprimere potenze superiori. In alcuni casi ANCHE in salita perchè se "abituati" ad esprimere queste coppie torcenti in pianura, riescono ad esprimere con una minima riduzione di cadenza, la stessa "forma", tipologia di gesto e componenti di spinta sui pedali ANCHE in salita.</p><p>E' più semplice (a parità di peso e/o perdita ponderale) per un cronomen o un passista diventare scalatore che viceversa proprio per questi adattamenti.</p><p>La questione tecnica dovrebbe far molto pensare e ragionare soprattutto in ambito ed età formativa (es prediligere polivalenza di attività ciclistiche)</p><p></p><p></p><p></p><p>Vantaggi (<strong>E SVANTAGI</strong>) confermati :)</p><p>Altro aspetto anatomico ed interessante che giustifica il maggor/minor sensazione di affaticamento è che il gastrocnemio oltre a (ribadisco) essere un muscolo relativamente piccolo e quindi più affaticabile (crampi anche non legati all'attività sportiva sono spesso localizzati proprio qui) e tuttavia poco "utile" nell'azione propulsiva svolge prevalentemente un'azione di stabilizzazione del piede e di estensione non di poca rilevanza:</p><p><img src="http://www.pezcyclingnews.com/photos/toolbox/pedaling-muscles.gif" alt="" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /></p><p></p><p></p><p></p><p>Se google translate non fa le bizze, l'atleta in questione è un pastore diocesano laureato in teologia <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/prega.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":prega:" title="Prega :prega:" data-shortname=":prega:" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 3084744, member: 20890"] semplice e mi pare di averlo già scritto: la differenza è l'inerzia da vincere= in salita c'è un inerzia maggiore e si tende a favorire un azione a rpm generalmente inferiori preferendo una coppia torcente con più picco e meno costante sui 360°. In pianura è più difficile mantenere una coppia torcente di questa forma, solo atleti che (come giustamente indica lucas) sanno esprimere contemporaneamente medio alte cadenze E contemporaneamente picchi elevati E un arco efficace di spinta maggiore riescono ad esprimere potenze superiori. In alcuni casi ANCHE in salita perchè se "abituati" ad esprimere queste coppie torcenti in pianura, riescono ad esprimere con una minima riduzione di cadenza, la stessa "forma", tipologia di gesto e componenti di spinta sui pedali ANCHE in salita. E' più semplice (a parità di peso e/o perdita ponderale) per un cronomen o un passista diventare scalatore che viceversa proprio per questi adattamenti. La questione tecnica dovrebbe far molto pensare e ragionare soprattutto in ambito ed età formativa (es prediligere polivalenza di attività ciclistiche) Vantaggi ([B]E SVANTAGI[/B]) confermati :) Altro aspetto anatomico ed interessante che giustifica il maggor/minor sensazione di affaticamento è che il gastrocnemio oltre a (ribadisco) essere un muscolo relativamente piccolo e quindi più affaticabile (crampi anche non legati all'attività sportiva sono spesso localizzati proprio qui) e tuttavia poco "utile" nell'azione propulsiva svolge prevalentemente un'azione di stabilizzazione del piede e di estensione non di poca rilevanza: [IMG]http://www.pezcyclingnews.com/photos/toolbox/pedaling-muscles.gif[/IMG] Se google translate non fa le bizze, l'atleta in questione è un pastore diocesano laureato in teologia :prega: [/QUOTE]
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