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Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 3086904" data-attributes="member: 20890"><p>Fatto insolito ma non fuori dalla norma, a 300W probabilmente il carico è relativamente limitato e tendi in pianura a non applicare a pieno una cadenza superiore, come in teoria dovrebbe accadere (a maggiori potenze un atleta più preparato risponde anche con un incremento di cadenza). Prova con un aumento di potenza e valuta come è l'andamento di rpm.</p><p>Altro aspetto, probabilmente hai un pò ridotto il carico specifico in pianura?</p><p>In genere in un atleta quando noto un aumento di CP trovo sempre un corrispondente aumento di cadenza a quella CP o un aumento di range "utile" di cadenza, cioè l'atleta riesce ad esprimere uno stesso lavoro (potenza x tempo) a cadenze anche diverse.</p><p></p><p></p><p></p><p>In parte corretto ed in parte no, perchè ovviamente se l'errore è così marcato è lecito chiedersi sull'attendibilità del cambiamento imposto.</p><p></p><p>Un aspetto da non sottovalutare però è che un dolore non è sempre e solo localizzato nel distretto direttamente coinvolto: NON sempre c'è una consequenzialità diretta tra cambiamento tecnico e distretto muscolare/tendineo coinvolto.</p><p>A volte non c'è neppure consequenzialità diretta poichè il problema viene acuito del gesto "ciclismo" ma è latente e presente anche nelle altre attività quotidiane.</p><p>Assai più spesso un'algia è il risultato INDIRETTO di un cambiamento e conseguente adattamento in risposta ad un posizionamento e postura scorretta (non solo sulla bicicletta).</p><p>Un esempio: una cronicizzazione di sindrome ITB (ileotibiale) può essere generata da uno psoas retratto. In questo caso intervenire sul mezzo senza una soluzione a monte del problema sarebbe solo un palliativo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 3086904, member: 20890"] Fatto insolito ma non fuori dalla norma, a 300W probabilmente il carico è relativamente limitato e tendi in pianura a non applicare a pieno una cadenza superiore, come in teoria dovrebbe accadere (a maggiori potenze un atleta più preparato risponde anche con un incremento di cadenza). Prova con un aumento di potenza e valuta come è l'andamento di rpm. Altro aspetto, probabilmente hai un pò ridotto il carico specifico in pianura? In genere in un atleta quando noto un aumento di CP trovo sempre un corrispondente aumento di cadenza a quella CP o un aumento di range "utile" di cadenza, cioè l'atleta riesce ad esprimere uno stesso lavoro (potenza x tempo) a cadenze anche diverse. In parte corretto ed in parte no, perchè ovviamente se l'errore è così marcato è lecito chiedersi sull'attendibilità del cambiamento imposto. Un aspetto da non sottovalutare però è che un dolore non è sempre e solo localizzato nel distretto direttamente coinvolto: NON sempre c'è una consequenzialità diretta tra cambiamento tecnico e distretto muscolare/tendineo coinvolto. A volte non c'è neppure consequenzialità diretta poichè il problema viene acuito del gesto "ciclismo" ma è latente e presente anche nelle altre attività quotidiane. Assai più spesso un'algia è il risultato INDIRETTO di un cambiamento e conseguente adattamento in risposta ad un posizionamento e postura scorretta (non solo sulla bicicletta). Un esempio: una cronicizzazione di sindrome ITB (ileotibiale) può essere generata da uno psoas retratto. In questo caso intervenire sul mezzo senza una soluzione a monte del problema sarebbe solo un palliativo. [/QUOTE]
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