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Tecnica
Bici e telai
Acciaio
Telaio a misura d'uomo oppure uomo a misura di telaio?
Testo
<blockquote data-quote="richsea" data-source="post: 3226600" data-attributes="member: 9556"><p>Vedi Sante, non credo che ciò che hai detto rappresenti una sintesi conclusiva e soprattutto <strong>oggettiva</strong> degli interventi fin qui espressi. E' una sintesi che soddisfa solo il tuo punto di vista.</p><p>Io ho avuto telai standard, come tutti, ma anche l'opportunità di pedalare su telai su misura.</p><p>Se si tengono fissi i famosi 3 punti di appoggio, che un'analisi biomeccanica definisce intorno al corpo di un atleta, anche un telaio standard può raggiungere le stesse prestazioni di uno su misura, mediante opportuni adattamenti delle altre componenti. Ma il risultato è lievemente diverso.</p><p>Un esempio...?</p><p>I tuoi 2 telai Colnago Master. Oltre che essere belli esprimono armonia nel montaggio: sei fortunato perchè le tue misure antropometriche consentono l'uso di telai standard. Il Master bianco di Bartali, eccellente restauro, ma stem troppo corto (8 cm) e 3 abbondanti cm di anelli distanziatori. Purtroppo dipende dalle misure antropometriche di Bartali. Non è colpa di nessuno. La bicicletta è bella ma nel complesso non ha la stessa armonia delle tue.</p><p>E allora...cosa offre in più un telaio su misura? La possibilità di uno svettamento sella non troppo basso/alto, la possibilità di eliminare o ridurre gli anelli distanziatori sopra il tubo sterzo; un attacco manubrio non troppo lungo/corto. E via di seguito. Nel complesso una bicicletta assemblata con più armonia; che soddisfa maggiormente il proprietario <strong><em>1)</em></strong> dal punto di vista <em>prestazionale</em> (ovviamente se è un ciclista esperto che riesce ad apprezzare le differenze...e non certamente "ciclisti della domenica" che amano solo passeggiare come il sottoscritto), <strong><em>2)</em></strong> dal punto di vista <em>estetico</em> certamente, e <strong><em>3)</em></strong> soprattutto per la consapevolezza che quel telaio é stato, <strong>se necessario</strong>, costruito al di fuori di schemi standard intorno a Te, da un artigiano valido e onesto.</p><p>Ragionare in questo modo non è "<strong><em>cerchiobottismo</em></strong>", come si affermava in un'altra discussione...è semplicemente il tentativo di comprendere il punto di vista degli altri non rinunciando alle proprie opinioni, ma essendo aperti eventualmente anche a cambiare idea.</p><p>Sull'esperienza di Cicquetto non mi esprimo. E' andata così ed è un peccato.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="richsea, post: 3226600, member: 9556"] Vedi Sante, non credo che ciò che hai detto rappresenti una sintesi conclusiva e soprattutto [B]oggettiva[/B] degli interventi fin qui espressi. E' una sintesi che soddisfa solo il tuo punto di vista. Io ho avuto telai standard, come tutti, ma anche l'opportunità di pedalare su telai su misura. Se si tengono fissi i famosi 3 punti di appoggio, che un'analisi biomeccanica definisce intorno al corpo di un atleta, anche un telaio standard può raggiungere le stesse prestazioni di uno su misura, mediante opportuni adattamenti delle altre componenti. Ma il risultato è lievemente diverso. Un esempio...? I tuoi 2 telai Colnago Master. Oltre che essere belli esprimono armonia nel montaggio: sei fortunato perchè le tue misure antropometriche consentono l'uso di telai standard. Il Master bianco di Bartali, eccellente restauro, ma stem troppo corto (8 cm) e 3 abbondanti cm di anelli distanziatori. Purtroppo dipende dalle misure antropometriche di Bartali. Non è colpa di nessuno. La bicicletta è bella ma nel complesso non ha la stessa armonia delle tue. E allora...cosa offre in più un telaio su misura? La possibilità di uno svettamento sella non troppo basso/alto, la possibilità di eliminare o ridurre gli anelli distanziatori sopra il tubo sterzo; un attacco manubrio non troppo lungo/corto. E via di seguito. Nel complesso una bicicletta assemblata con più armonia; che soddisfa maggiormente il proprietario [B][I]1)[/I][/B] dal punto di vista [I]prestazionale[/I] (ovviamente se è un ciclista esperto che riesce ad apprezzare le differenze...e non certamente "ciclisti della domenica" che amano solo passeggiare come il sottoscritto), [B][I]2)[/I][/B] dal punto di vista [I]estetico[/I] certamente, e [B][I]3)[/I][/B] soprattutto per la consapevolezza che quel telaio é stato, [B]se necessario[/B], costruito al di fuori di schemi standard intorno a Te, da un artigiano valido e onesto. Ragionare in questo modo non è "[B][I]cerchiobottismo[/I][/B]", come si affermava in un'altra discussione...è semplicemente il tentativo di comprendere il punto di vista degli altri non rinunciando alle proprie opinioni, ma essendo aperti eventualmente anche a cambiare idea. Sull'esperienza di Cicquetto non mi esprimo. E' andata così ed è un peccato. [/QUOTE]
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