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Tecnica
Bici e telai
Acciaio
Telaio a misura d'uomo oppure uomo a misura di telaio?
Testo
<blockquote data-quote="orsoarcubo" data-source="post: 3250646" data-attributes="member: 12160"><p>Effettivamente è sempre tutto relativo all'atleta,anche il mio vecchio sù misura rispettava angoli e soluzioni di atleti della mia misura grosso modo (ad esempio il mio telaio aveva gli stessi angoli,lunghezza carro e altezza movimento della bici del compianto Ballerini che era alla Del Tongo quell'anno).</p><p>Evidentemente in quegli anni i pro (almeno quelli di Colnago e De Rosa,visto che gli angoli della mia bici e quella di mio babbo sono praticamente identici) di una stazza "consistente",tra i 180 e i 185 cm circa,prediligevano un telaio piuttosto reattivo a uno più disteso.</p><p>Infatti il mio Master ha il carro di quasi 1 cm più corto dello standard,la scatola movimento più bassa di mezzo cm e il piantone più verticale di 1° ed erano appunto le misure canoniche degli atleti Colnago delle mie dimensioni.</p><p>Il mio telaio Master in effetti è molto più portato al fuorisella ed ai lunghi rapporti di tutti gli altri standard che ho (Masi,Grandis e Passoni),ed è anche più pesante da far curvare in discesa pur garantendo maggiore stabilità degli altri.</p><p></p><p>Infatti per i miei guru dell'epoca il telaio da scalatore (relativo al mio 1.83x95 chili di allora) era disteso per favorire l'azione di potenza da seduto,mentre il telaio tuttofare più da passista e da fuorisella era quello col piantone più verticale (che è comunque la scelta che preferisco,perchè sul Master sono a mio agio più che sugli altri pur eccezionali telai che ho che hanno tutti il piantone più steso).</p><p>Come sempre non esiste una verità assoluta....per un passista scalatore il telaio da salita è come lo intendo io,per uno scalatore scattista è come lo intendi tu...questo è un argomento in cui è difficile venire a capo <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/scratchhead.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";nonzo%" title="Scratchhead ;nonzo%" data-shortname=";nonzo%" />,troppe variabili in gioco,e bisogna tenere anche conto ogni volta della persona a cui si rivolge il telaista con le proprie preferenze e caratteristiche fisiche.</p><p>Inoltre,come si è capito,avendo avuto da esperti del settore una "preparazione" personale relativa alle mie caratteristiche ma evidentemente non generalizzata,tendo a dare per buoni i consigli avuti senza pensare che gli hanno dati a me ed evidentemente solo per me (o ciclisti simili di fisico e caratteristiche) <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" />.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="orsoarcubo, post: 3250646, member: 12160"] Effettivamente è sempre tutto relativo all'atleta,anche il mio vecchio sù misura rispettava angoli e soluzioni di atleti della mia misura grosso modo (ad esempio il mio telaio aveva gli stessi angoli,lunghezza carro e altezza movimento della bici del compianto Ballerini che era alla Del Tongo quell'anno). Evidentemente in quegli anni i pro (almeno quelli di Colnago e De Rosa,visto che gli angoli della mia bici e quella di mio babbo sono praticamente identici) di una stazza "consistente",tra i 180 e i 185 cm circa,prediligevano un telaio piuttosto reattivo a uno più disteso. Infatti il mio Master ha il carro di quasi 1 cm più corto dello standard,la scatola movimento più bassa di mezzo cm e il piantone più verticale di 1° ed erano appunto le misure canoniche degli atleti Colnago delle mie dimensioni. Il mio telaio Master in effetti è molto più portato al fuorisella ed ai lunghi rapporti di tutti gli altri standard che ho (Masi,Grandis e Passoni),ed è anche più pesante da far curvare in discesa pur garantendo maggiore stabilità degli altri. Infatti per i miei guru dell'epoca il telaio da scalatore (relativo al mio 1.83x95 chili di allora) era disteso per favorire l'azione di potenza da seduto,mentre il telaio tuttofare più da passista e da fuorisella era quello col piantone più verticale (che è comunque la scelta che preferisco,perchè sul Master sono a mio agio più che sugli altri pur eccezionali telai che ho che hanno tutti il piantone più steso). Come sempre non esiste una verità assoluta....per un passista scalatore il telaio da salita è come lo intendo io,per uno scalatore scattista è come lo intendi tu...questo è un argomento in cui è difficile venire a capo ;nonzo%,troppe variabili in gioco,e bisogna tenere anche conto ogni volta della persona a cui si rivolge il telaista con le proprie preferenze e caratteristiche fisiche. Inoltre,come si è capito,avendo avuto da esperti del settore una "preparazione" personale relativa alle mie caratteristiche ma evidentemente non generalizzata,tendo a dare per buoni i consigli avuti senza pensare che gli hanno dati a me ed evidentemente solo per me (o ciclisti simili di fisico e caratteristiche) o-o. [/QUOTE]
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