L'infiammazione del tendine d'Achille è forse una delle patologie più diffuse tra chi pratica la corsa. Può dipendere da vari fattori: modo di correre, sovrappeso, scarpe non adeguate, sovraccarico di lavoro. Il fondo stradale contribuisce a sviluppare questo tipo di infiammazione: correre in pista, su tartan o materiali simili, da questo punto di vista è deleterio. Anche l'asfalto non va bene: l'ideale è la terra battuta o il prato, che attutisce l'impatto ma evita un eccessivo rimbalzo.
Particolarmente rognose sono le tendinopatie dell'inserzione del tendine sul calcagno.
È difficile, o comunque meno probabile, che l'infiammazione del tendine d'achille possa creare particolari problemi a chi va in bici per il semplice fatto che il tendine è meno sollecitato, subisce meno traumi.
Una tendinite trascurata per chi corre può invece col tempo calcificare fino a rendere necessaria l'operazione chirurgica per consentire la ripresa dell'attività (stiamo parlando di casi limite).
Di solito, per chi non ha velleità agonistiche, per far passare l'infiammazione è sufficiente un periodo di riposo e un trattamento locale con antinfiammatori.
La rottura del tendine d'Achille per il solo fatto di andare a correre la vedo davvero difficile, a meno di fattori predisponenti (sovrappeso significativo, debolezza intrinseca del legamento, ecc.).
Quello che è certo è che la tendinite all'achilleo non si fa passare correndoci sopra.