sono argomenti complessi... e come detto prima ogni regione, luogo, intervento ecc. fa storia a se...
purtroppo la verità è che "chi studia" ha bisogno dei libri per farlo, che tali libri si basano a loro volta sugli studi di eventi nel tempo...
se fai un figlio non diventi un pediatra, se la sera ti cucini la pasta non sei uno chef stellato, se la tua dolce metà una volta al mese ti concede di passare qualche minuto di intimità non diventi rocco siffredi... e per restare in tema ciclistico, se pedali non diventi pogacar...
purtroppo, come detto sopra, si crede di saperne di più di chi lo fa per mestiere, di chi fa pubblicazioni o insegna.
se vi dicessi che una piena potrebbe addirittura causare una riduzione della sezione idraulica (per apporto di materiale) in prossimità dei piloni, mi credereste???
sappiate che può succedere... e tutto quanto scritto sopra capite bene sarebbero solo discorsi privi di veridicità...
oggi ci sono strumenti formidabili per simulare gli effetti delle piene.
il senso del mio discorso è che il limite è nei dati di input, e che in assenza di dati affidabili (come i dati climatici in questi casi), per i tecnici ci sono solo due strade: aumento smisurato dei costi per incrementare la sicurezza, oppure usare i dati esistenti con la speranza che vada tutto bene...
anche perché come sottolineato prima, tempo e soldi sono sempre insufficienti... e vai a spiegare ai cittadini che sistemare un ponte che fino a ieri funzionava benissimo (ci passavano pure i pullman cit.), costa come realizzarne 3 o 4... solo perché il fiume che ci passa sotto in pochi mesi ha fatto i capricci come non faceva da 200 anni...
e via a dire che si sprecano soldi ecc. ( e il ponte presenta una stato di degrado tale che non si sa come faccia a reggersi...)