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Test Conconi
Testo
<blockquote data-quote="alby58" data-source="post: 1002114" data-attributes="member: 7226"><p>ho letto gli interventi e volevo fare alcune considerazioni</p><p>1 - è sbagliato fare il test conconi con step incrementali ma distanza fissa....in questo modo il test è inficiato perchè aumentando progressivamente la velocità si riduce il tempo dello step..lo stesso conconi che aveva iniziato in questo modo ha pubblicato una revisione della metodologia uniformando il tempo di ogni step..in effetti parte della spiegazione della flessione della curva sembrava essere spiegata proprio dal fatto che riducendosi gli intervalli di tempo tra una acquisizione e l'altra la fc non saliva adeguatamente all'aumentare della velocità e quindi dava un male interpretazione.</p><p>2 - il test è discutibile..però se ne sono occupati tutti i migliori ricercatori di fisiologia dello sport ed ancora oggi è possibile trovare decine di articoli in letteratura...il vantaggio è poco invasivo</p><p>3 - i test non sono confrontabili se non per protocolli assolutamente identici...in letteratura si trova di tutto chi lo fa con intervalli di 1' chi con 2' chi con 3', chi lo fa con rpm crescenti, chi con watt incrementali, etc...quindi usare un protocollo e ripetere sempre lo stesso</p><p>4 - la flessione non sempre è presente in parte dipende dal tipo di protocollo, in parte dalla risposta fisiologica dell'organismo..spesso è appena percettibile</p><p>5 - anche per il riscontro del punto di flesso in letteratura si trova di tutto e di più da sofisticati approci matematici con regressioni lineari, multiple, analisi logistiche a metodi puramente empirici. il metodo della doppia regressione penso sia una discreta soluzione.</p><p>in ogni caso a noi utenti serve un range di riferimento e non un numero magico per capire dove allenarsi.</p><p>6 - non sono d'accordo su chi denigra il test in se stesso...è vero non ha un grande valore scientifico...gli europei lo preferiscono ma gli americani non lo prendono in considerazione. ritengo tuttavia che nello sportivo agonista non professionista sia un buon metodo per dare indicazioni su che frequenze allenarsi.</p><p>7 - il problema della potenza è poi un'altra cosa...il discorso sarebbe lungo...personalmente ritengo questa metodologia utile per i professionisti o amatori di alto livello poco (e molto dispendioso) per gli altri.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="alby58, post: 1002114, member: 7226"] ho letto gli interventi e volevo fare alcune considerazioni 1 - è sbagliato fare il test conconi con step incrementali ma distanza fissa....in questo modo il test è inficiato perchè aumentando progressivamente la velocità si riduce il tempo dello step..lo stesso conconi che aveva iniziato in questo modo ha pubblicato una revisione della metodologia uniformando il tempo di ogni step..in effetti parte della spiegazione della flessione della curva sembrava essere spiegata proprio dal fatto che riducendosi gli intervalli di tempo tra una acquisizione e l'altra la fc non saliva adeguatamente all'aumentare della velocità e quindi dava un male interpretazione. 2 - il test è discutibile..però se ne sono occupati tutti i migliori ricercatori di fisiologia dello sport ed ancora oggi è possibile trovare decine di articoli in letteratura...il vantaggio è poco invasivo 3 - i test non sono confrontabili se non per protocolli assolutamente identici...in letteratura si trova di tutto chi lo fa con intervalli di 1' chi con 2' chi con 3', chi lo fa con rpm crescenti, chi con watt incrementali, etc...quindi usare un protocollo e ripetere sempre lo stesso 4 - la flessione non sempre è presente in parte dipende dal tipo di protocollo, in parte dalla risposta fisiologica dell'organismo..spesso è appena percettibile 5 - anche per il riscontro del punto di flesso in letteratura si trova di tutto e di più da sofisticati approci matematici con regressioni lineari, multiple, analisi logistiche a metodi puramente empirici. il metodo della doppia regressione penso sia una discreta soluzione. in ogni caso a noi utenti serve un range di riferimento e non un numero magico per capire dove allenarsi. 6 - non sono d'accordo su chi denigra il test in se stesso...è vero non ha un grande valore scientifico...gli europei lo preferiscono ma gli americani non lo prendono in considerazione. ritengo tuttavia che nello sportivo agonista non professionista sia un buon metodo per dare indicazioni su che frequenze allenarsi. 7 - il problema della potenza è poi un'altra cosa...il discorso sarebbe lungo...personalmente ritengo questa metodologia utile per i professionisti o amatori di alto livello poco (e molto dispendioso) per gli altri. [/QUOTE]
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