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Test frequenza di pedalata
Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 1003601" data-attributes="member: 5183"><p>La potenza richiesta è definita da fattori esterni (in pianura resistenza aerodinamica, attriti vari e dissipazioni)... se aumento la velocità in ogni caso la potenza fornita cresce...</p><p>Secondo me trascuri il fatto che nella prima fase della prova da te descritta una certa quota della potenza viene utilizzata per accelerare (=lavoro contro le forze d'inerzia)... è ovvio che quando mi stabilizzo su una certa velocità "a regime" tale quota viene meno (indipendentemente dalla frequenza di pedalata) e, quindi, la potenza cresca meno rapidamente o, al limite, si riduca.</p><p>Sicuramente il raggiungimento della velocità di regime è più rapida, entro certi limiti, con rpm ridotte (è come in auto, accelerando in 1a la velocità cresce molto + rapidamente rispetto che non farlo in 5a, restando nel range di velocità "corretto").</p><p> </p><p>E' in ogni caso vero che esiste una frequenza di pedalata (determinabile) più conveniente (in una certa condizione ambientale ecc.)... ma la determinazione deve essere fatta, appunto, a regime (velocità costante... requisito che la prova da te citata non assicura) <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p><p>PS avevo scritto potenza costante, ma evidentemente non è corretto perchè la valutazione della potenza fornita è proprio la grandezza che voglio determinare per determinare se c'è o meno un risparmio di energia.</p><p>Per fare il test, almeno in prima approssimazione, si potrebbe effettuare un tratto di strada (in condizioni ripetibili) a velocità costante ma con varie rpm e valutare lo sforzo (frequenza cardiaca media della prova, che è la misura dell'impegno organico dell'organismo): che ne dite?</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 1003601, member: 5183"] La potenza richiesta è definita da fattori esterni (in pianura resistenza aerodinamica, attriti vari e dissipazioni)... se aumento la velocità in ogni caso la potenza fornita cresce... Secondo me trascuri il fatto che nella prima fase della prova da te descritta una certa quota della potenza viene utilizzata per accelerare (=lavoro contro le forze d'inerzia)... è ovvio che quando mi stabilizzo su una certa velocità "a regime" tale quota viene meno (indipendentemente dalla frequenza di pedalata) e, quindi, la potenza cresca meno rapidamente o, al limite, si riduca. Sicuramente il raggiungimento della velocità di regime è più rapida, entro certi limiti, con rpm ridotte (è come in auto, accelerando in 1a la velocità cresce molto + rapidamente rispetto che non farlo in 5a, restando nel range di velocità "corretto"). E' in ogni caso vero che esiste una frequenza di pedalata (determinabile) più conveniente (in una certa condizione ambientale ecc.)... ma la determinazione deve essere fatta, appunto, a regime (velocità costante... requisito che la prova da te citata non assicura) o-o PS avevo scritto potenza costante, ma evidentemente non è corretto perchè la valutazione della potenza fornita è proprio la grandezza che voglio determinare per determinare se c'è o meno un risparmio di energia. Per fare il test, almeno in prima approssimazione, si potrebbe effettuare un tratto di strada (in condizioni ripetibili) a velocità costante ma con varie rpm e valutare lo sforzo (frequenza cardiaca media della prova, che è la misura dell'impegno organico dell'organismo): che ne dite? [/QUOTE]
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