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Allenamento
Metodologie di allenamento
Training with a power meter: un'ipotesi pratica di training
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 2801060" data-attributes="member: 20890"><p>penso che chi opera in maniera "moderna" con i mis. di potenza come supporto abbia appunto la possibilità di modulare i carichi allenanti in base ai CP e non solo in ottica FTP. La stessa cosa però si poteva fare anche senza applicazione di mis di potenza, ovviamente con una minor quantità di dati oggettivi (archiviabili e comparabili nel tempo e questo è MOLTO importante).</p><p>Posso fare un esempio, seguo da un paio di anni un atleta con spiccate caratteristiche (antropometriche/prestative) di passista/veloce, in un gruppo ristretto era ed è pressochè imbattibile, FTP iniziale sui 260-270W. In questi anni si è cimentato con soddisfazione di entrambe nelle MF, andando a lavorare su tutti quegli aspetti che con il mis di potenza sono più tangibili (vari CP) ma che un buon preparatore può modificare/modulare con carichi specifici in funzione degli obiettivi prefissi (nel caso specifico miglioramento della capacità di tenuta su 20-25' di salita, per più salite nell'arco di 100 km, distanza media delle MF). </p><p>Una volta si poteva definire: miglioramento submassimale aerobico su salite di 20', ora si può definire Cp20', ma la sostanza non cambia.</p><p>L'atleta è migliorato sotto tutti i CP e anche nel suo FTP (330W attuali, ~4,55W/kg) e mantenendo richiami su tutti gli aspetti da dover migliorare, non è stato compromesso il suo spunto veloce che anzi probabilmente è rimasto stabile (Cp<20"). Il tutto inizialmente con sola FC, zone di allenamento ricavate da test MAP e rpm. Ora anche con mis di potenza, ma sostanzialmente l'approccio non è cambiato.</p><p></p><p>Gare vs allenamento: serve personalmente una via di mezzo, mi trovo con atleti che gareggiano ogni domenica e all'opposto atleti che non si pongono determinati obiettivi agonistici, spesso per indecisione o ansia da prestazione.</p><p>Senza un allenamento mirato e obiettivi specifici non si possono affrontare gare con una motivazione e percorso che presupponga un miglioramento (che può avvenire come no, i fattori sono sempre molti e mutevoli, spesso i soli numeri non sono sufficienti), mentre al contrario fare troppe gare spesso pregiudica l'allenamento necessario per migliorarsi (tra una domenica e l'altra, specie su GF dai percorsi lunghi serve RECUPERO, a maggior ragione se le ore settimanali di allenamento sono relativamente già poche, quantificando <12).</p><p>Troppe gare, soprattutto se consecutive rappresentano sì uno stressor allenante ma poco finalizzato a specifici miglioramenti (utile invece per raccogliere dati), viceversa un allenamento non potrà mai sostituire una gara sia per carico (anche emotivo) ma anche in quella routine pre e post gara che rappresenta un elemento di apprendimento molto importante.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 2801060, member: 20890"] penso che chi opera in maniera "moderna" con i mis. di potenza come supporto abbia appunto la possibilità di modulare i carichi allenanti in base ai CP e non solo in ottica FTP. La stessa cosa però si poteva fare anche senza applicazione di mis di potenza, ovviamente con una minor quantità di dati oggettivi (archiviabili e comparabili nel tempo e questo è MOLTO importante). Posso fare un esempio, seguo da un paio di anni un atleta con spiccate caratteristiche (antropometriche/prestative) di passista/veloce, in un gruppo ristretto era ed è pressochè imbattibile, FTP iniziale sui 260-270W. In questi anni si è cimentato con soddisfazione di entrambe nelle MF, andando a lavorare su tutti quegli aspetti che con il mis di potenza sono più tangibili (vari CP) ma che un buon preparatore può modificare/modulare con carichi specifici in funzione degli obiettivi prefissi (nel caso specifico miglioramento della capacità di tenuta su 20-25' di salita, per più salite nell'arco di 100 km, distanza media delle MF). Una volta si poteva definire: miglioramento submassimale aerobico su salite di 20', ora si può definire Cp20', ma la sostanza non cambia. L'atleta è migliorato sotto tutti i CP e anche nel suo FTP (330W attuali, ~4,55W/kg) e mantenendo richiami su tutti gli aspetti da dover migliorare, non è stato compromesso il suo spunto veloce che anzi probabilmente è rimasto stabile (Cp<20"). Il tutto inizialmente con sola FC, zone di allenamento ricavate da test MAP e rpm. Ora anche con mis di potenza, ma sostanzialmente l'approccio non è cambiato. Gare vs allenamento: serve personalmente una via di mezzo, mi trovo con atleti che gareggiano ogni domenica e all'opposto atleti che non si pongono determinati obiettivi agonistici, spesso per indecisione o ansia da prestazione. Senza un allenamento mirato e obiettivi specifici non si possono affrontare gare con una motivazione e percorso che presupponga un miglioramento (che può avvenire come no, i fattori sono sempre molti e mutevoli, spesso i soli numeri non sono sufficienti), mentre al contrario fare troppe gare spesso pregiudica l'allenamento necessario per migliorarsi (tra una domenica e l'altra, specie su GF dai percorsi lunghi serve RECUPERO, a maggior ragione se le ore settimanali di allenamento sono relativamente già poche, quantificando <12). Troppe gare, soprattutto se consecutive rappresentano sì uno stressor allenante ma poco finalizzato a specifici miglioramenti (utile invece per raccogliere dati), viceversa un allenamento non potrà mai sostituire una gara sia per carico (anche emotivo) ma anche in quella routine pre e post gara che rappresenta un elemento di apprendimento molto importante. [/QUOTE]
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