Questione certamente interessante.
La difficoltà intrinseca di certi esercizi tende già di per sè ad aumentare la concentrazione e, in conseguenza, produce una maggiore capacità ad estraniarsi dal contesto (con i pro ed i contro di una tale situazione).
Sarebbe però forse più utile aumentare la propria abilità nel rifocalizzare la propria attenzione per non lasciarsi distrarre nei momenti in cui è elevato il disagio fisico; in proposito questo articolo può essere interessante:
http://www.pezcyclingnews.com/?pg=fullstory&id=4969http://www.pezcyclingnews.com/?pg=fullstory&id=4969
Certamente è uno stato mentale in cui è necessario trovarsi se si vuole provare a gestirlo, quindi deve essere in un certo senso allenato, con la limitazione (a mio parere) della difficoltà legata al suo utilizzo nei modi e nei tempi opportuni.
Voglio dire che in allenamento potrebbe non essere poi così produttivo andare oltre ad una semplice (per modo di dire) valutazione percettiva dello sforzo, pena trascurare quella che nello yoga è "accettazione della pratica" ovvero il concetto di lavorare in relazione ai propri limiti con la consapevolezza che alcuni di essi non possono essere modificati nell'immediato.
Il tutto, a guardare bene, probabilmente si traduce nel possedere sempre una visione globale (intenzioni e limiti) sufficientemente chiara; chiarezza che, talvolta, viene a perdersi... ed è in quel momento che si commettono gli errori

