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<blockquote data-quote="ciclotrainer" data-source="post: 2256255" data-attributes="member: 7309"><p>La potenza funzionale di soglia o FTP è un valore X personale che dipende da molte cose, fitness del periodo, preparazione etc. etc., ma cmq non dipende dal sesso, e nemmeno dalla forza effettiva disponibile.</p><p>Nella MF di domenica nel mio gruppo c'erano 2 ragazze, una andava agile, l'altra andava più dura, alla fine la prima mi è arrivata davanti di circa 3', la seconda sull'ultima salita si è piantata in un tratto al 12% e non l'ho più vista. La frequenza di pedalata dovrebbe essere accoppiata con il tipo di potenza impiegata, normalmente per potenze superiori all'FTP si dovrebbero impiegare frequenze elevate, tanto è vero che in pista, dove si esprimono potenze molto elevate per breve tempo, solitamente si viaggia a frequenze molto +elevate rispetto alla strada.</p><p>Fare potenze elevate a basse rpm, o relativamente basse rpm, non è economico, infatti quando scali il pignone diminuendo la frequenza in effetti aumenti oltre che la potenza impiegata anche la forza, quindi sarebbe +corretto in caso di variazione di velocità aumentare prima la frequenza e successivamente scalare il pignone, si usa complessivamente meno forza, moltiplica questa meno forza per tutte le variazioni di ritmo di una gara e scoprirai che il risparmio di forza è notevole, con vantaggi sull'endurance.</p><p>In effetti, tolta la salita e le crono, il ciclismo su strada non è altro che un susseguirsi di sforzi brevi ma molto intensi, sempre nella MF di domenica ho circa 150 picchi >300watts e <30", moltissimi <20", soprattutto nelle prime 2 ore.</p><p>Su pista stabilire la cadenza più utile è possibile studiando la curva di potenza sulla distanza o tempo prestabilito, e quindi di conseguenza stabilire il rapporto corretto da montare rispetto alle capacità funzionali relative al tipo di gara.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ciclotrainer, post: 2256255, member: 7309"] La potenza funzionale di soglia o FTP è un valore X personale che dipende da molte cose, fitness del periodo, preparazione etc. etc., ma cmq non dipende dal sesso, e nemmeno dalla forza effettiva disponibile. Nella MF di domenica nel mio gruppo c'erano 2 ragazze, una andava agile, l'altra andava più dura, alla fine la prima mi è arrivata davanti di circa 3', la seconda sull'ultima salita si è piantata in un tratto al 12% e non l'ho più vista. La frequenza di pedalata dovrebbe essere accoppiata con il tipo di potenza impiegata, normalmente per potenze superiori all'FTP si dovrebbero impiegare frequenze elevate, tanto è vero che in pista, dove si esprimono potenze molto elevate per breve tempo, solitamente si viaggia a frequenze molto +elevate rispetto alla strada. Fare potenze elevate a basse rpm, o relativamente basse rpm, non è economico, infatti quando scali il pignone diminuendo la frequenza in effetti aumenti oltre che la potenza impiegata anche la forza, quindi sarebbe +corretto in caso di variazione di velocità aumentare prima la frequenza e successivamente scalare il pignone, si usa complessivamente meno forza, moltiplica questa meno forza per tutte le variazioni di ritmo di una gara e scoprirai che il risparmio di forza è notevole, con vantaggi sull'endurance. In effetti, tolta la salita e le crono, il ciclismo su strada non è altro che un susseguirsi di sforzi brevi ma molto intensi, sempre nella MF di domenica ho circa 150 picchi >300watts e <30", moltissimi <20", soprattutto nelle prime 2 ore. Su pista stabilire la cadenza più utile è possibile studiando la curva di potenza sulla distanza o tempo prestabilito, e quindi di conseguenza stabilire il rapporto corretto da montare rispetto alle capacità funzionali relative al tipo di gara. [/QUOTE]
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