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Metodologie di allenamento
Trovare la propia cadenza ideale!
Testo
<blockquote data-quote="gianni.tendola" data-source="post: 2571384" data-attributes="member: 8990"><p>Ognuno trova la propria cadenza spontaneamente in funzione della propria potenza e dal grado di adattamento neuromuscolare acquisito, vedi i professionisti che viaggiano per ore oltre 100 rpm in pianura e 80 in salita. E' evidente che occorre aumentare la propria potenza per poter vedere un pari aumento della cadenza "liberamente" scelta. Il problema è come riuscirci. La potenza si può incrementare o elevando la forza applicata, mantenendo le stesse rpm, o elevando le rpm mantenendo la stessa forza impressa sui pedali. Prima di tutto bisogna lavorare intorno alle potenze di soglia anaerobica o MPA per ottenere il miglior rendimento meccanico: se vado a 90 rpm posso migliorare la potenza usando più forza andando sempre a 90 rpm ma con un rapporto più lungo o andare a 95 con lo stesso rapporto. La differenza sta che nel primo caso l'uso prolungato della forza affaticherebbe non solo le fibre muscolari veloci con un minor apporto di ossigeno ma anche il sistema nervoso centrale, mentre nel secondo caso, c'è una maggior sollecitazione metabolica con produzione di lattato ma in questa condizione è dimostrato che il muscolo si adatta a smaltire quantità maggiori di lattato e a diventare più resistente aumentando sia la potenza meccanica che quella metabolica. Naturalmente è scarsamente efficace lavorare sulla forza a basse cadenze e in regime aerobico, meglio in regime anaerobico in caso di forza esplosiva aumentando le rpm, ma il sistema funziona per un pistard o al massimo per il velocista, e comunque sarebbe un mezzo di allenamento lontano dal modello di gara dove occorre avere resistenza endurance e resistenza alla velocità!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="gianni.tendola, post: 2571384, member: 8990"] Ognuno trova la propria cadenza spontaneamente in funzione della propria potenza e dal grado di adattamento neuromuscolare acquisito, vedi i professionisti che viaggiano per ore oltre 100 rpm in pianura e 80 in salita. E' evidente che occorre aumentare la propria potenza per poter vedere un pari aumento della cadenza "liberamente" scelta. Il problema è come riuscirci. La potenza si può incrementare o elevando la forza applicata, mantenendo le stesse rpm, o elevando le rpm mantenendo la stessa forza impressa sui pedali. Prima di tutto bisogna lavorare intorno alle potenze di soglia anaerobica o MPA per ottenere il miglior rendimento meccanico: se vado a 90 rpm posso migliorare la potenza usando più forza andando sempre a 90 rpm ma con un rapporto più lungo o andare a 95 con lo stesso rapporto. La differenza sta che nel primo caso l'uso prolungato della forza affaticherebbe non solo le fibre muscolari veloci con un minor apporto di ossigeno ma anche il sistema nervoso centrale, mentre nel secondo caso, c'è una maggior sollecitazione metabolica con produzione di lattato ma in questa condizione è dimostrato che il muscolo si adatta a smaltire quantità maggiori di lattato e a diventare più resistente aumentando sia la potenza meccanica che quella metabolica. Naturalmente è scarsamente efficace lavorare sulla forza a basse cadenze e in regime aerobico, meglio in regime anaerobico in caso di forza esplosiva aumentando le rpm, ma il sistema funziona per un pistard o al massimo per il velocista, e comunque sarebbe un mezzo di allenamento lontano dal modello di gara dove occorre avere resistenza endurance e resistenza alla velocità! [/QUOTE]
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