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<blockquote data-quote="eldrige2001" data-source="post: 3381081" data-attributes="member: 22832"><p>Non sono tecnico quanto te Gattonero, ma sarei davvero curioso di sapere quanti di noi sarebbero in grado, pedalando su due bici assemblate con gli stessi componenti, di sapere ad esempio se sta pedalando su un telaio T700 anzichè su un T1000 e di scoprire quanto vantaggio ne trae <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p>Alle spalle di certi prodotti c'è molto spesso del marketing importante che ne fa la fortuna, ad esempio ora è il momento dell'1HM che sopporta millemiliardiditonnellate per cm quadrato, da inesperto dico che un buon carbonio Toray ha di suo le caratteristiche sufficienti a sorreggere il mio fondoschiena e che una geometria azzeccata basta e avanza a sopportare gli infiniti watt espressi dalle mie gambe. Rimango dell'idea che un buon telaio no-brand ha ben poco da invidiare a uno marchiato a livello di resa e di qualità costruttiva e che su strada, quando si diventa ignoranti e si sputa sangue per star davanti a uno sconosciuto che ha osato superarti, non serve il marchio ma gambe, fiato e un mezzo che non ti tolga la possibilità di farlo. Vogliamo forse far credere che un Contador in sella a una bici no-brand non sarebbe in grado di vincere alla stessa maniera? Io dico che stravincerebbe uguale!</p><p>Parlo di etica perchè non mi sembra corretto parlare di "adrenalina italiana" (tanto per fare un esempio di casa nostra) quando invece non lo è, vendendo un telaio rincarato del 1500% (millecinquecentopercento), parlo di etica perchè la scelta di costruire dove la manodopera costa meno è stata delle case costruttrici e non credo sia stata una scelta imposta da margini di guadagno esigui...ma da tanta avidità.</p><p>Siamo abituati a pensare alla Cina come sinonimo di prodotti di qualità pessima, in alcuni settori è ancora così, per altri come nel nostro caso no.</p><p>Mi sono avvicinato al mercato no-brand su consiglio disinteressato di uno che i telai in carbonio li lavora, li aerografa e li ripara a livello nazionale, per sua stessa ammissione sono di qualità costruttiva del tutto paragonabile a quelli marchiati e probabilmente le mani che hanno costruito il mio telaio da 450 euro sono le stesse che hanno costruito telai da 2500-3000 euri, che poi il mio sia in T700 anzichè T800 o 1000 mi importa esponenzialmente meno dei 2000 euro risparmiati.</p><p>Sono d'accordo con te, il prezzo lo determina la domanda e questa è una regola di economia, senza nulla voler togliere a chi continua a scegliere il blasone e chi con esso ci lavora io scelgo semplicemente di non alimentare quella domanda per un fatto di risparmio, di resa e di principio.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="eldrige2001, post: 3381081, member: 22832"] Non sono tecnico quanto te Gattonero, ma sarei davvero curioso di sapere quanti di noi sarebbero in grado, pedalando su due bici assemblate con gli stessi componenti, di sapere ad esempio se sta pedalando su un telaio T700 anzichè su un T1000 e di scoprire quanto vantaggio ne trae :mrgreen: Alle spalle di certi prodotti c'è molto spesso del marketing importante che ne fa la fortuna, ad esempio ora è il momento dell'1HM che sopporta millemiliardiditonnellate per cm quadrato, da inesperto dico che un buon carbonio Toray ha di suo le caratteristiche sufficienti a sorreggere il mio fondoschiena e che una geometria azzeccata basta e avanza a sopportare gli infiniti watt espressi dalle mie gambe. Rimango dell'idea che un buon telaio no-brand ha ben poco da invidiare a uno marchiato a livello di resa e di qualità costruttiva e che su strada, quando si diventa ignoranti e si sputa sangue per star davanti a uno sconosciuto che ha osato superarti, non serve il marchio ma gambe, fiato e un mezzo che non ti tolga la possibilità di farlo. Vogliamo forse far credere che un Contador in sella a una bici no-brand non sarebbe in grado di vincere alla stessa maniera? Io dico che stravincerebbe uguale! Parlo di etica perchè non mi sembra corretto parlare di "adrenalina italiana" (tanto per fare un esempio di casa nostra) quando invece non lo è, vendendo un telaio rincarato del 1500% (millecinquecentopercento), parlo di etica perchè la scelta di costruire dove la manodopera costa meno è stata delle case costruttrici e non credo sia stata una scelta imposta da margini di guadagno esigui...ma da tanta avidità. Siamo abituati a pensare alla Cina come sinonimo di prodotti di qualità pessima, in alcuni settori è ancora così, per altri come nel nostro caso no. Mi sono avvicinato al mercato no-brand su consiglio disinteressato di uno che i telai in carbonio li lavora, li aerografa e li ripara a livello nazionale, per sua stessa ammissione sono di qualità costruttiva del tutto paragonabile a quelli marchiati e probabilmente le mani che hanno costruito il mio telaio da 450 euro sono le stesse che hanno costruito telai da 2500-3000 euri, che poi il mio sia in T700 anzichè T800 o 1000 mi importa esponenzialmente meno dei 2000 euro risparmiati. Sono d'accordo con te, il prezzo lo determina la domanda e questa è una regola di economia, senza nulla voler togliere a chi continua a scegliere il blasone e chi con esso ci lavora io scelgo semplicemente di non alimentare quella domanda per un fatto di risparmio, di resa e di principio. [/QUOTE]
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